“Il Convitto, un cantiere semiaperto”
D’Alessandro chiede l’intervento del Comune

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convitto_nazionale2-300x168Il Convitto Nazionale e i lavori di ristrutturazione, iniziati nel 2003 e mai terminati, sono oggetto di due interrogazioni e di una mozione presentate da Francesca D’Alessandro,consigliere comunale di Macerata è nel cuore. «Il Convitto nasce – precisa il consigliere -per dare un servizio alle famiglie   che affidano i propri ragazzi a personale qualificato che li supporta per i compiti. Ma gli studenti per l’età che hanno, parliamo di elementari e medie, hanno bisogno di spazi dove giocare.Inoltre il Convitto è una scuola con potenzialità enormi, si fanno lezioni di musica (violino, pianoforte, chitarra, flautotraverso), catechismo, ma la struttura non è sfruttata al meglio. Nonostante i tanti soldi per la ristrutturazione».
La cronistoria dei lavori è piuttosto complessa. Nel 2005 il Dirigente Servizio Affari Sociali ha affidato i lavori di ripristino, recupero e restauro all’Impresa Valoppi di Roma che li ha eseguiti per un importo pari a 2.271.916,61 di euro. L’anno seguente il Dirigente dispose la risoluzione del contratto per grave inadempimento e, a questo punto, l’amministrazione ha affidato i lavori residui all’impresa R.M. Costruzioni di Formia che avrebbe dovuto ultimarli. convitto_nazionale«Da qualche mese però – spiega la D’Alessandro –   i lavori si sono arrestati, lasciando la parte antistante la facciata destra della scuola ancora cantiere semiaperto, con materiali impiegati per la ristrutturazione a vista e facilmente raggiungibili e potenzialmente pericolosi per gli studenti fuori dall’orario scolastico. Chiederò quindi al Sindaco come mai la ristrutturazione non è stata completata e perché nel bilancio 2012 sono previsti solo 500.000 euro per il Convitto quando l’opera è ancora a metà». I problemi del Convitto non finiscono qui e Francesca D’Alessandro segnala anche l’impossibilità per gli alunni di utilizzare il cortile della scuola. «Lo spazio verde di fianco l’edificio è  occupato dal materiale della ditta che aveva iniziato i lavori, a cui è stato revocato però il contratto d’appalto. Questo materiale rappresenta un ricettacolo di sporcizia entro cui possono annidarsi anche animali e il cortile è adiacente e comunicante con la mensa scolastica del Convitto attraverso porte-finestre che nel periodo primaverile rimangono sempre aperte. Chiederò perciò all’amministrazione di provvedere nel più breve tempo possibile allo sgombro del materiale edile, in modo che sia nelle condizioni igieniche più idonee per una scuola e di a ripulire il cortile dalle erbacce in modo da renderlo fruibile dai ragazzi per le ricreazioni pomeridiane».

Per finire gli interrogativi di Macerata è nel cuore riguardano anche l’aspetto economico-finanziario: «Vogliamo sapere  – va avanti la D’Alessandroquanto del contributo concesso nel 2002 pari a 3.592.264,54 è stato finora speso e quanto ancora è  a disposizione per ultimare i lavori e  quanto dei 1.285.670,87 euro posti dal Comune come fondi propri di bilancio sono stati spesi e quanti ancora sono a disposizione».
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