Prende il cognome della moglie
La famiglia Edward si racconta

LA STORIA DELL'8 MARZO - Due coniugi svedesi hanno scelto le campagne maceratesi e a Mogliano stanno realizzando il loro sogno: un vigneto
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La famiglia Edward

di Alessandra Pierini

Quante sono le famiglie maceratesi in cui il marito, dopo il matrimonio, ha scelto di assorbire il cognome della moglie? Poche, pochissime, forse nessuna. Per trovarne un raro esempio bisogna addentrarsi nelle campagne di Mogliano dove in un bel casolare immerso nella natura è possibile incontrare Anna Beatrice Edward, i suoi due bambini gemelli e il marito Ingvar Korn, diventato Ingvar Korn Edward,dopo il matrimonio. Quando gli facciamo notare che per noi è molto strano, Ingvar sorride. Per lui non c’è nulla di strano. Nei paesi nordici è assolutamente normale e capita molto spesso.
Questa abitudine non è certo simbolo di emancipazione femminile ma è il chiaro segnale di una mentalità differente in cui la scelta di assumere come cognome di famiglia quello della donna di casa avviene molto spontaneamente, senza neanche porsi il problema.

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La famiglia Edward  non vive stabilmente a Mogliano ma l’intenzione è di allungare più possibile la permanenza nelle campagne maceratesi.  Per quanto l’uomo si sforzi di allontanarsi dalla natura, tagliando il viscerale legame,capita sempre più spesso che il suo richiamo si faccia sentire e diventi  proporzionalmente più intenso man mano che la distanza aumenta. E’quanto sta accadendo ad Anna Beatrice Edward, a suo marito, ai suoi due bambini gemelli e a molti dei componenti della loro famiglia allargata. La famiglia Edward  risponde all’esigenza naturale una volta ogni due mesi, a Natale a Pasqua e per cinque settimane in estate durante le quali mollano tutto, da Stoccolma alle 4 del mattino saltano su un aereo e, dopo 8 ore e uno scalo a Monaco, raggiungono Mogliano, dove hanno acquistato e ristrutturato un rudere immerso nelle campagne maceratesi. «Normalmente lavoriamo – spiega Anna – noi organizziamo corsi di formazione per leader e manager in tutto il mondo dalla Russia, alla Repubblica Ceca, dall’india al Sud Africa e in giro per il mondo. Come possiamo veniamo nelle Marche e vorremmo anche aumentare il tempo che passiamo qui in campagna». Perché proprio a Mogliano? «Noi amiamo tutta  l’Italia e i suoi gioielli- sottolinea Anna – ma le Marche sono state una scoperta. Questa è un’area favolosa, meglio della Toscana e del Piemonte. E’un tesoro nascosto che abbiamo trovato tramite internet.  Amiamo il paesaggio,il fatto che non ci sono tanti turisti, la genuinità, il cibo, i contadini, le pecore. Ogni volta che veniamo visitiamo le città, andiamo a Macerata, a Civitanova oppure passeggiamo nella campagna».

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Ora Anna e Ingvar hanno investito molto nella loro casa di campagna e hanno deciso che il loro investimento diventi qualcosa di più che una semplice casa per le vacanze. Da qualche anno stanno lavorando perché si avveri il loro sogno marchigiano. Ci mostrano orgogliosi la loro vigna che hanno impiantato 3 anni fa e che il prossimo settembre, per la prima volta, produrrà vino. Sono esperti del settore ma si faranno aiutare da professionisti locali: «Vogliamo produrre vino di altissima qualità perciò ci faremo affiancare da figure di esperti». Prima tra tutti Maja Gnjidic, anche lei innamorata delle Marche, che è l’amministratore dell’azienda agricola che sorgerà presto tra le campagne moglianesi. Gli Edward hanno già acquistato un’altra casa dove realizzeranno le camere di un agriturismo e l’economia locale non potrà che trarne benefici.

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Intanto il primo ad essere molto felice dell’arrivo della famiglia svedese è un cagnolino del canile comunale. Gli Edward lo hanno adottato e portato in Svezia dove il cucciolo potrà realizzare il suo “sogno svedese”.

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Anna Beatrice Edward e Majia Gnjidic

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Ingvar Korn Edward

 

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La vigna che produrrà vino dal prossimo settembre

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