Fischi, striscioni e proteste
nella sala delle scritte fasciste

Inaugurazione del restauro con fortissime polemiche nel palazzo Comunale di Montecassiano
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di Beatrice Cammertoni

Palazzo dei Priori, Montecassiano. L’Aula Consiliare delle polemiche è stata presentata al pubblico, come era presumibile tra fischi e contestazioni. “Il nuovo impero è stato fatto dal popolo”, “Porteremo la forza, la giustizia e la civiltà di Roma”, “Siamo gli anticipatori dell’avvenire”, “Abbiamo conquistato il nostro posto al sole”, “Lo spirito che doma e piega la materia”. Sono questi i contenuti delle scritte dorate e incriminate che dominano sulla sala: le parole incise nel legno restano indiscusse protagoniste anche questo pomeriggio ma ad esse se ne aggiungono di nuove. “Vergogna” recitano i cartelli scelti dai partecipanti per dimostrare il loro dissenso. All’evento di oggi, da invito articolato in una prima fase introduttiva con i saluti del sindaco Capparucci, una seconda parte inaugurativa di una serie di conferenze su “Le Marche e l’Unità d’Italia” predisposta dal Prof. Severini dell’Università di Macerata ed infine una conclusione musicale con le esibizione dell’Istituto montecassianese “O.Svampa”, parecchi si presentano con dei fogli bianchi arrotolati, prontamente esposti quando sulla voce del primo cittadino si è imposta quella della contestazione.

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Molte anche le foto degli eccidi fascisti, diverse anche di stragi che ferirono gli abitanti del paese. L’atmosfera si è presto scaldata, coloro che protestavano hanno cercato di ottenere la parola, senza accettare la proposta dello stesso Capparucci di riaprire il dibattito in altra sede e con altri presupposti. Dalle prime file Giulio Pantanetti, presidente provinciale dell’Anpi, continua a chiedere di esporre le ragioni della mobilitazione ed al Sindaco che lo richiama ad una conoscenza di lunga data risponde: «Infatti non mi spiego come tu abbia reso possibile tutto ciò.» “Restauro conservativo”, altre parole che hanno scaldato gli animi. Le scritte risalgono al ventennio fascista, quando l’amministrazione di allora predispose degli interventi sull’intero Palazzo di Priori. Si trattava di lettere in vernice bianca che vennero coperte con del mordente dalle prime autorità politiche repubblicane una volta caduto il regime.

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Il Sindaco, nel presentare la sala ha fatto riferimento per l’appunto ad restauro, ma chi dissente rifiuta categoricamente una tale definizione dei lavori. Mimì Biagiola, dell’Anpi di Montecassiano specifica infatti: «Riportando alla luce queste scritte e colorandole di oro si è cancellato un altro pezzo di storia, quello che vede protagonisti i montecassianesi alla fine del regime e la loro necessità di chiudere quel capitolo. La nostra protesta non chiede che l’età fascista venga eliminata, vogliamo che tutti i periodi storici siano egualmente rispettati.» Dello stesso avviso anche Pantanetti che ottenuta la parola ribadisce il concetto di fronte all’assemblea. «Non si tratta di un restauro conservativo, non è ridare semplicemente dignità ad un palazzo. Il fascismo si combatte ogni giorno, questo intervento sulle scritte è offensivo. Capisco si possa trattare di un infortunio o che possa essere stato avviato da motivazioni diverse, ma ora Sindaco, la invitiamo a cancellarle. » Un restauro conservativo, di nuovo, che non è ancora concluso secondo l’introduzione di Capparucci. «Siamo stati chiamati all’inaugurazione dell’Aula Magna, i lavori stando all’invito ricevuto sono conclusi», dice tra il pubblico l’ex-Sindaco nonché ex Vice-Presidente della provincia Francesco Vitali.

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“Le patenti di democrazia non sono solo di alcuni”. Con questa frase Capparucci riprende parola dopo le contestazioni. Tutta la folla dei manifestanti, ha lasciato la sala concluso l’intervento di Pantanetti. Il dibattito che il Sindaco avrebbe più volentieri rimandato ad altre sedi, dunque, non è partito e la risposta del Comune viene ascoltata solo dai pochi rimasti. Le contestazioni sono state decise e dirette, quando per la giornata di oggi l’organizzazione aveva previsto il primo incontro del ciclo di conferenze per l’anniversario dell’Unità d’Italia. Il relatore, Marco Severini, docente di Storia del Risorgimento dell’Ateneo di Macerata e lo stesso primo cittadino si sono trovati di fronte una parte dell’assemblea ostile e non intenzionata a cedere sull’opportunità di esporre le proprie opinioni. È lo stesso ospite a convincere il padrone di casa ad accettare l’intervento di Pantanetti. «Rifiuto l’appellativo di amministrazione rozza che ho ricevuto dai manifestanti. Io non mi sono mai permesso, da Sindaco o da cittadino, di rivolgermi in questi termini. Non possiamo accettare le accuse di essere conniventi di un regime che come tutti i totalitarismi del ‘900 non smetteremo di condannare. La dittatura è stata fatta da coloro che imponevano la propria voce e poi rifiutavano di ascoltare quella altrui. Da vecchio democristiano mi auguro che questo sia solo un incidente nell’ambito di queste conferenze con le quali ripercorreremo la nostra storia e riscopriremo la nostra identità. Anche il periodo fascista, perché noi non lo dimentichiamo».

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“Colpisce che chi ha prima chiesto di manifestare le proprie ragioni poi non ascolti la risposta”. Il Professor Severini, prima di cominciare la sua lezione ha “chiuso” la parentesi con poche parole sulla situazione nel quale si è trovato coinvolto richiamandosi all’editoriale del Corriere della Sera di Ferruccio de Bortoli che questa mattina parla di “crisi politica ed istituzionale” del nostro paese.

E’ chiaro che il coro di polemiche sulle scritte fasciste non è destinato a placarsi. Il dibattito sembra piuttosto allargarsi grazie all’attenzione sempre maggiore che la questione riceve dalla politica locale. A protestare oggi, con l’opposizione montecassianese, era presente anche l’ex Vice-Sindaco di Macerata Marconi oltre ai già menzionati Pantanetti e Vitali. Tra il pubblico invece Anna Rombini, segretario de La Destra Maceratese, che si è già esposta in nome del partito in sostegno dell’intervento del Comune di Montecassiano.

(foto di Guido Picchio)

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Giulio Pantanetti e il sindaco Capparucci

 

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