Maceratese senza campi
Cherri: “Siamo i nomadi della provincia”

Il ds biancorosso: "In queste condizioni risulta difficile lavorare"
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Sabbatini-e-Cherri

Il ds Luciano Cherri in compagnia di mister Sandro Sabbatini

di Andrea Busiello

La situazione campi di calcio a Macerata è di difficile gestione e chi ne sta pagando le conseguenze è la Maceratese. Premessa, sia la gestione Pierantoni che quella Sabbatini ha dovuto affrontare questo problema che sembra di poco conto, ma per gli addetti ai lavori è invece di una pesantezza terribile. Con il neo ds della Maceratese Luciano Cherri abbiamo voluto trattare questo argomento, per far capire bene in che genere di situazione bizzarra si trova la Maceratese: “Voglio precisare che non ce l’abbiamo con nessuno – dice il ds Cherri – Nè con l’amministrazione nè con nessun altro e nè tantomeno vogliamo imputare al problema campo una classifica deficitaria. Assolutamente nulla di ciò”. La Maceratese, nonostante sia la prima squadra della città, ha dei problemi insormontabili che lo stesso Cherri tiene a sottolineare: “Purtroppo siamo i nomadi del calcio maceratese perchè siamo costretti ad allenarci un giorno da una parte ed il giorno dopo da un’altra. La situazione è di difficile gestione. In teoria, noi abbiamo l’Helvia Recina a disposizione ma se ci alleniamo lì di conseguenza lo distruggiamo per la gara della domenica; a Collevario possiamo allenarci prima che faccia buio e se non ha piovuto. Per quanto riguarda il campo della Pace devo solo ringraziare Sandro Montenovo e la società del Rione Pace che ci permette di allenarci in qualche buco di tempo quando siamo con l’acqua alla gola. Addirittura, sabato scorso il nostro allenamento alla Pace ha costretto Macerata 1921 ed il Real Macerata, alle quali dico grazie infinite, di posticipare di 30′ la loro gara di campionato“.

Il campo Dei Pini invece? “E’ a nostra disposizione metà del campo solo il mercoledì dalle 15 alle 17 ed anche qui non è possibile andare ad allenarci solo per la metà del campo”. La prima squadra della Maceratese è costretta ad una peregrinazione incredibile: “Martedì ci siamo allenati ad Appignano, oggi  a Potenza Picena per l’amichevole e sabato probabilmente dovremo ritornare ad Appignano o andare a San Severino. Senza contare la spesa che dobbiamo sostenere per l’affitto del campo (almeno 100 euro ad allenamento) ogni singola volta che ovviamente è un extra budget. Quella cifra potrebbe essere destinata ad altro, anche all’acquisto di un altro giocatore per esempio. Ripeto, questo non deve essere un alibi per la mancanza di risultati, assolutamente. Però allenarsi in questo modo è sfiancante perchè è come se giocassimo sempre fuori casa“. Ci sono in cantiere anche dei bei progetti che potrebbero dare alla Maceratese un campo tutto suo dove potersi allenare: “A Collevario è in piedi il discorso del sintetico, si tratta di un progetto importante che però prima di giugno non vedrà il proprio inizio, nella migliore delle ipotesi”. Per ovviare al problema fino a fine stagione si sta cercando la soluzione: “Tramite Sirolesi stiamo cercando di sistemare l’antistadio dell’Helvia Recina per poterci allenare li quanto prima, senza dover andare sempre in giro a chiedere i campi, come ho riferito precedentemente. La nostra speranza è che entro breve quella possa essere la nostra sede ufficiale dell’allenamento fino alla fine della stagione”. Tra tutto questo bisogna menzionare come anche per le giovanili il problema è il medesimo. Gli Allievi e la Juniores si allenano al campo della Pace mentre per quello che riguarda i Giovanissimi l’allenamento è in programma a Collevario sull’antistadio. Non avere un proprio campo dove allenarsi rende la vita quasi impossibile a qualunque squadra. Perchè la Maceratese, che è la prima squadra della città, deve fare i salti mortali per potersi allenare decentemente?



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