Schiaffo al traffico di cocaina
grazie alle intercettazioni telefoniche

TREMA LA CIVITANOVA BENE - Quattro persone in manette. Tra i clienti insospettabili avvocati, imprenditori, ristoratori e un calciatore
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di Laura Boccanera

Quattro arresti che hanno chiuso il 2010 e che ora fanno tremare la Civitanova bene amante della cocaina. Sono oltre 400 infatti i clienti che sono stati intercettati nel corso delle indagini che hanno portato all’arresto di un clan ristretto ma coeso di spacciatori del posto. Un’organizzazione familiare gestita però in modo imprenditoriale (c’era addirittura un quaderno di bilancio e contabilità) che riforniva metà città e che ha rovinato il Capodanno degli amanti della “neve”. Sono finiti in manette per il reato di detenzione ai fini di spaccio Pasquale Costanzo, 28 anni di Civitanova e suo fratello Raffaele, 30 anni, la sua convivente brasiliana ventinovenne Roberta Da Cruz e un amico dei tre Eduardo Politelli, 28 anni, nato a Napoli, ma residente a Civitanova Marche. Le indagini condotte dal Commissariato di Civitanova sezione anticrimine e Digos sono partite dopo l’arresto dell’ultrà Marco Orsili lo scorso novembre. Anche i Costanzo infatti sono tifosi della Civitanovese e dalle intercettazioni telefoniche è emerso che i quattro erano esperti del mestiere, cambiavano frequentemente i cellulari e utilizzavano durante le conversazioni un gergo telefonico di depistaggio per nominare la cocaina: i sinonimi andavano da euro, benzina, medicine. Il gruppo  operava all’interno di un appartamento di via Castelfidardo dove confezionavano le dosi e le tagliavano con un frullatore (utilizzato per miscelare bicarbonato e cocaina), merce che poi consegnavano a domicilio. E il “clan” Costanzo aveva clienti di ogni fascia sociale, insospettabili assuntori non conosciuti fino a questo momento dalle forze dell’ordine, uomini e donne di ogni ceto: dalla commessa all’imprenditore, dall’avvocato di grido al ristoratore, addirittura un calciatore, consumatori abituali che approvvigionavano lo stupefacente anche quotidianamente.

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Dopo un mese e mezzo di intercettazioni gli uomini del Commissario Morelli sono intervenuti con un appostamento: il 30 dicembre infatti i tre si erano accordati per vendere una dose da 5 grammi richiesta per telefono da un loro cliente. Dopo aver aspettato un complice che ha portato nell’abitazione di Via Castelfidardo il frullatore, S.R. denunciato per favoreggiamento, gli uomini sono usciti in macchina per fare la consegna mentre la brasiliana è rimasta in casa. E’ per strada che sono stati fermati in flagranza di reato con addosso i 5 grammi di stupefacente. I poliziotti si sono poi fatti aprire la porta di casa dalla donna e all’interno hanno rinvenuto oltre all’apparecchiatura per il confezionamento 60 grammi di polvere bianca e 5000 euro in contanti. <<Sapevamo che a Civitanova il consumo di cocaina fosse diffuso, ma non avevamo prova che fosse così radicato nella società civile – spiega il dirigente del commissariato Luca Morelli  – è andato modificandosi l’aspetto culturale del consumo di droga, non più momento trasgressivo, ma legato alla quotidianità>>. La donna si trova ora presso il carcere di Camerino, mentre i tre sono stati condotti a Montacuto. La difesa è affidata ai legali Giulio Cola del tribunale di Fermo (per il Politelli) e a Francesca Mariotti per i fratelli Costanzo e per la Da Cruz. Sono tuttora in corso le indagini che si allargano ora a macchia d’olio sui professionisti dell’alta società civitanovese.

(foto di Roberto Vives)



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