“Paga o racconto
che hai molestato mia figlia”:
In manette due donne di 40 e 20 anni

Vittima dell'estorsione un 70enne di Macerata
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estorsione

di Roberto Scorcella

Prima diecimila euro. Poi altri ottomila. Un tunnel apparentemente senza uscita quello in cui era finito un maceratese di 70 anni, se voleva evitare lo scandalo per le false accuse di molestie sessuali che avrebbero fatto ricadere su di lui la sua ex convivente e la figlia. L’uomo, però, è riuscito a trovare la forza di rivolgersi alla polizia, ponendo fine a un incubo e consentendo l’arresto delle due donne. Entrambe sono state ammanettate ieri sera, intorno alle 19, in piazza Nazario Sauro a Macerata subito dopo aver ricevuto dall’uomo una busta contenente ottomila euro in contanti, frutto dell’ultima estorsione patita. Si tratta di due donne straniere di 40 e 20 anni di cui non sono state rese note le generalità. Alla fine di settembre il cittadino maceratese si era presentato all’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Macerata per sporgere una denuncia nei confronti delle due donne originarie dell’Est Europa, responsabili di avergli estorto, a partire dallo scorso mese di luglio, ingenti somme di denaro. Lo minacciavano di rivelare accuse infamanti nel caso non avesse ottemperato alle loro richieste. La donna di 40 anni aveva convissuto con il maceratese per oltre 7 anni e durante la convivenza aveva fatto arrivare dal suo Paese di origine anche la figlia, all’epoca di appena undici anni. L’uomo un giorno decide di interrompere, a causa di problemi con la convivente, la loro relazione per cui la stessa e la figlia ritornano in patria, anche se in possesso di regolare carta di soggiorno a tempo indeterminato.

Nel giugno scorso, la donna ritorna in Italia e inizia a ricattare l’ex convivente, richiedendogli la somma 10mila euro, minacciando di screditarlo verso i vicini e, soprattutto, agli occhi dei figli dell’uomo avuti nel matrimonio precedente, che non avevano mai accettato la relazione del padre.

Il settantenne, impaurito dalle possibili conseguenze di queste minacce, il 12 luglio consegna la somma richiesta. Sembra tutto finito, tanto che la donna, gli rilascia anche una specie di ricevuta, una quietanza, nella quale dichiara di non avere più nulla a pretendere dall’uomo e che sarebbe partita definitivamente per il suo Paese.

In realtà l’incubo è appena iniziato. La donna non parte assolutamente e ritorna dall’uomo a chiedere altre somme di denaro. Lo minaccia inviandogli sms dove scrive che lui avrebbe pagato il male fatto a lei ed alla figlia. Dopo alcuni giorni all’uomo arriva un altro sms dove la donna fa sapere che si sarebbe uccisa nel suo giardino. Per ultimo, all’uomo arriva una raccomandata nella quale si paventa una denuncia per atti sessuali posti dallo stesso sulla figlia della donna straniera, che all’epoca era minorenne.

Il maceratese a questo punto cede alla richiesta, accettando di consegnare il denaro alle due donne, ma stavolta avvisa la Polizia. Nel pomeriggio di ieri l’epilogo quando all’uomo giunge la telefonata della donna che chiede 8mila euro e gli fissa l’appuntamento per le 19 in piazza Nazario Sauro a Macerata. All’appuntamento oltre all’uomo arrivano anche gli Agenti della Squadra Mobile e dell’UPGS che fermano le due donne dopo che le stesse hanno ricevuto la busta con i soldi. Entrambe le arrestate si trovano in carcere a Camerino a disposizione dell’autorità giudiziaria.



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