Speronano la polizia
e forzano il posto di blocco

In manette un albanese e un moldavo
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Speronano l’auto della polizia e forzano il posto di blocco, ma alla fine vengono acciuffati e arrestati. È successo ieri sera nei pressi del casello autostradale di Porto Recanati, protagonisti un albanese di 28 anni in Italia senza fissa dimora e un moldavo di 29 anni domiciliato in provincia, entrambi gravati da numerosissimi precedenti penali. L’operazione si inserisce in un’ampia attività investigativa avviata lungo la costa dalla Squadra Mobile di Macerata e dalla Squadra Mobile della Questura di Pescara. Gli agenti impegnati in questo servizio, nella tarda serata di ieri hanno notato due auto di grossa cilindrata sfrecciare lungo la SS16  a forte velocità. Da un immediato controllo è emerso che una delle due vetture era oggetto di furto. L’auto, una potente Bmw, era stata rubata a Roma alcuni giorni fa. La polizia così è scattata all’inseguimento, mentre altre pattuglie predisponevano un posto di blocco all’altezza del casello autostradale di Porto Recanati distante alcuni chilometri per di evitare che l’auto potesse tentare la fuga imboccando l’autostrada. Le due vetture, infatti, invece di proseguire lungo la strada statale, hanno imboccato il casello ma quando i conducenti si sono accorti della presenza della Polizia, una delle due auto ha cercato di allontanarsi invertendo la marcia e riuscendo a scappare, mentre la macchina risultata rubata, oramai era giunta in prossimità del posto di blocco, ha cercato di sottrarsi al controllo prima rallentando poi accelerando di colpo, speronando le auto di servizio per poi proseguire a forte velocità in direzione nord. Gli agenti hanno esploso alcuni colpi di pistola senza esito e hanno inseguito il mezzo per bloccarlo pochi chilometri più avanti. I due uomini a bordo dell’auto, un albanese di 28 anni in Italia senza fissa dimora e un moldavo di  29anni domiciliato in provincia, entrambi gravati da numerosissimi precedenti penali, venivano tratti in arresto e associati al carcere di Camerino a disposizione dell’autorità giudiziaria.



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