Del Moro: “Le favorite sono
Ancona, Tolentino e Fermana
Ma la Maceratese può dire la sua”

Il difensore, classe 1985, è uno dei volti nuovi. Proviene dal Montegranaro
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Del-Moro

di Andrea Busiello

Si comincia a tracciare un primo bilancio in casa Maceratese, dopo le prime fatiche del ritiro precampionato. Il gruppo formato è senza dubbio di valore, giovane ma con buone prospettive. Il tecnico è giovane ma con tanta voglia di far bene: insomma le prerogative per iniziare bene una stagione difficile ci sono tutte. Noi siamo andati ad ascoltare uno dei nuovi acquisti in casa biancorossa, il centrale difensivo classe 1985 Stefano Del Moro (nelle foto) proveniente dal Montegranaro, il quale si dichiara soddisfatto di queste prime giornate di lavoro.

Del Moro, lei è una delle facce nuove nel gruppo. Giudizio su questo primo scorcio di stagione?

“Molto positivo. Siamo un gruppo giovane dove c’è tanta voglia di far bene; nei 12 giorni di ritiro abbiamo lavorato sodo sotto tutti i punti di vista, i risultati si vedranno ne sono convinto”.

L’obiettivo della Maceratese qual è?

“La società non ha fatto richieste particolari ma io sono molto fiducioso. L’Eccellenza è un torneo molto duro e selettivo, dove il livello di gioco è molto alto. Ci sono squadre come la nuova Ancona, il Tolentino e la Fermana che hanno creato un gruppo che punta al massimo, ma sono convinto che anche la Maceratese può dire la sua per recitare un ruolo da protagonista”.

Passando sul personale, che genere di difensore è lei?

“Preferisco far parlare il campo, ma sono un difensore che ama guidare la difesa, non il solito marcatore che si attacca all’uomo. Ovviamente sono a disposizione del mister per qualsiasi ruolo”.

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Macerata è una piazza calda, dove il calcio ha una valenza importante. Ha avuto modo di avere contatto con la tifoseria?

“Si, sapevo che Macerata era una piazza affamata di calcio e ne ho avuto modo di constatarlo anche dalle prime amichevoli. Dico ai tifosi che la nostra speranza è quella di riportare la Maceratese dove merita e mi auguro altresì che allo stadio ci siano spalti pieni per spingerci in ogni partita”.

L’ultima domanda è sull’allenatore: come le sembra Pierantoni?

“Un tecnico giovane ma molto preparato e soprattutto una persona che sa stare bene con il gruppo anche fuori dal campo; fino a questo momento non posso che elogiare il lavoro svolto dal mister”.



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