I Comuni di Macerata, Cingoli e Pollenza
hanno presentato il ricorso al Tar
contro la delibera del Cosmari

LE TARIFFE SUI RIFIUTI
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Romano Carancini

Dopo un approfondimento legale il Comune di Macerata ha presentato – dopo averne annunciato le intenzioni qualche settimana fa –  il ricorso al Tar contro l’approvazione di delibera del bilancio del Cosmari. Hanno impugnato la delibera anche i Comuni di Cingoli e Pollenza.

“Il trasferimento de rifiuti nella discarica di Fermo comporta un ulteriore costo di 1.600.000 euro per il Cosmari, da spartire tra tutti i Comuni. E questa ripartizione va a pesare in particolare sul Comune di Macerata che si dovrebbe accollare la spesa di circa 600.000 euro. Ma i criteri di spartizione non erano stati stabiliti in maniera predeterminata e oggettiva, questa applicazione è assolutamente illegittima”, avevano spiegato il sindaco di Macerata, Romano Carancini, e l’assessore Enzo Valentini.

Attraverso questi criteri il Cosmari premia i Comuni virtuosi, ossia quelli che hanno una percentuale superiore al 50% di raccolta differenziata: “A noi – avevano detto Carancini e Valentini – spetterebbe un costo di 160 euro a tonnellata contro i precedenti 117 euro, con un aumento del 37%. Per quasi tutti gli altri Comuni l’incremento invece è del 7% e dovranno pagare 125 euro a tonnellata”. Vengono contestati anche i tempi: “Approvare il bilancio di previsione del 2010 il 17 maggio, a metà anno, è grave visto che doveva essere approvato entro il 31 ottobre dell’anno precedente. Pretendere una cifra di 600.000 euro all’improvviso da un Comune già in difficoltà è chiedere un miracolo. Inoltre è già prevista una penalità a chi non ha alte percentuali di raccolta differenziata visto che si portano ad abbancare più rifiuti indifferenziati. Ancora più grave è l’articolo 28 dello statuto che in sostanza impone che non si possono cambiare le tariffe con criteri diversi”.

Il sindaco aveva  parlato anche di come vengono raccolte le percentuali di raccolta differenziata: “Non c’è un ente terzo a giudicare ma è il Cosmari stesso a farlo, indicando attraverso i suoi parametri i Comuni virtuosi”. Carancini sottolinea che “non c’è nessuna volontà di instaurare un rapporto conflittuale  ma questo non significa subire passivamente atti non legittimi,  non passeremo sopra neanche ai cattivi odori del Cosmari che sono costretti a sopportare ogni giorno gli abitanti di Sforzacosta”.

Era stata criticata anche la Provincia: “Il trasferimento dei rifiuti nella discarica di Fermo è stato deciso nel settembre del 2009 per un periodo di 5 mesi. Al momento del rinnovo del contratto, prolungato fino a dicembre 2010, Fermo ha applicato una serie di costi molto più alti che hanno portato a questo aumento. Sarebbe stato più lungimirante un contratto a lungo a termine”.
Carancini e Valentini non nascondono comunque che la raccolta differenziata (si attesta sul 37%) a Macerata vada migliorata: “Abbiamo già idee precise su cosa fare – avevano detto –  entro la fine di luglio partirà almeno un progetto sperimentale. Gli interventi dovranno essere diversificati nelle varie zone, va rivisto il porta a porta in centro storico che ha una vocazione culturale e turistica e non si può presentare con l’immondizia per terra. Dovranno essere messe in campo nuove idee”.

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Filippo Saltamartini, sindaco di Cingoli e senatore del Pdl commenta brevemente: “Le motivazioni sono le stesse degli altri Comuni”.

Così come Luigi Monti, sindaco di Pollenza: “Anche volendo  non avremmo i 100.000 euro richiesti”.

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Così il Cosmari aveva risposto al Comune di Macerata:

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