Meschini: “Avremmo detto sì alla Giorgini
La legge sui Suap limita il Consiglio”

L'ex sindaco spiega il diverso orientamento della passata Amministrazione
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Giorgio Meschini passa la fascia da Sindaco a Romano Carancini

di Alessandra Pierini

L’amministrazione Carancini, al suo esordio, si è trovata a dover affrontare una situazione difficile come è quella rappresentata dal Suap Giorgini. La ditta Giorgini ha però iniziato il necessario iter burocratico da anni, allora all’amministrazione, pur dello stesso colore politico, faceva capo Giorgio Meschini, diversi rispetto ad oggi erano anche  i componenti della giunta e  molti dei componenti del consiglio comunale.
In questi giorni Claudio Giorgini prima e Germano Ercoli poi hanno sottolineato la dannosità delle lungaggini amministrative e il ruolo avuto dalla passata amministrazione. L’ex sindaco Giorgio Meschini è molto sereno e ripercorre le tappe fondamentali della vicenda Giorgini.

Meschini, come mai il Suap Giorgini non è stato discusso al termine della sua amministrazione?

“Veramente noi l’avevamo iscritto all’ordine del giorno dell’ultimo consiglio comunale di febbraio che si è protratto a lungo nella discussione di altre tematiche. Quindi non c’è stato il tempo per parlare della Giorgini ed essendo l’ultimo consiglio non potevamo fare altro. Comunque noi avremmo accolto l’istanza.”

In base a quali elementi avevate deciso di accoglierlo?

“Noi lo avremmo accolto in base al procedimento burocratico amministrativo svolto dagli uffici e da tutti gli enti che hanno preso parte alla Conferenza dei Servizi.”

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Giorgio Meschini

Giorgini parla di garanzie che gli erano state date in passato. Cosa intende?

“Io non ho mai parlato con nessuno dell’azienda Giorgini. La vicenda era gestita dall’allora assessore Di Pietro e credo di poter dire che neanche lui si sia mai esposto in alcun modo. L’amministrazione ha sempre espletato le pratiche secondo le procedure da seguire.”

Qual è la sua opinione personale sulla vicenda?

“Io sono un semplice cittadino e non ho più responsabilità quindi la mia opinione personale non interessa nessuno. Quello che posso dire invece è che l’iter burocratico è stato molto lungo perchè l’approfondimento della Conferenza dei Servizi è durato un paio di anni. Il problema di fondo è che c’è una legge dello Stato che regolamenta il Suap che espropria il consiglio comunale della propria potestà urbanistica. Il Consiglio può dire di no ma deve farlo in maniera molto motivata e vede quindi limitata la sua discrezionalità. Il Suap era nato come strumento fatto per accorciare i tempi, invece a quanto pare ottiene tutt’altro risultato.”



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