Capponi: “Siamo stati noi
ad essere presi in giro”

Nuove elezioni - La replica
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Franco Capponi scrive in risposta al commento di Giancarlo Liuti:

“Ho apprezzato molte volte le doti giornalistiche del dott. Liuti, ma sono solito stimare le persone per la maggiore della loro qualità.

Non si può  essere bravi giornalisti ed anche bravi esperti di politica, nonché  bravi conoscitori della legge. Nelle valutazioni che il dott. Liuti esprime su Cronache Maceratesi debbo prima di tutto correggerlo su un fatto: gli unici ad essere stati presi in giro da Gentilucci (LAM), dal centro sinistra maceratese, dai vari giudici che si sono susseguiti nei vari gradi di giudizio, siamo stati noi che democraticamente avevamo vinto le elezioni e con noi sono stati portati in giro i cittadini maceratesi.

Vorrei ribadire al dott. Liuti alcuni punti cardine: la lista LAM è stata esclusa ingiustamente dalle elezioni a causa di decisioni a dir poco troppo garantiste della correttezza del procedimento elettorale. Noi ritenevamo che la LAM dovesse essere ammessa, sia perché la questione della data apposta sulle autentiche delle firme era un aspetto puramente formale, sia perché l’indicazione anno 2008 anziché 2009 era frutto di una evidente svista. Inoltre sul piano politico avremmo voluto che la LAM fosse stata presente nella competizione elettorale in quanto essa testimoniava di fronte agli elettori la spaccatura all’interno di un centro-sinistra inconcludente che aveva mal governato nei cinque anni precedenti.

Chi ha sostenuto l’esclusione della LAM opponendosi al ricorso della stessa sono stati il Partito Democratico e l’altra lista della coalizione “Sinistra per la tua Provincia”.

La possibilità  della rinuncia oggi al ricorso da parte della LAM dopo la lettura del dispositivo da parte del Consiglio di Stato è, secondo autorevoli pareri di giuristi, ancora possibile al contrario di quanto ritenuto dal dott. Liuti: parte della dottrina propende per l’ammissibilità della rinuncia al ricorso anche nel periodo intermedio fra la pronuncia della sentenza e il passaggio in giudicato della medesima e dunque ulteriori trenta giorni dal deposito, considerando il processo pendente fino a tale ultimo momento (Micheli, “La rinuncia agli atti del giudizio”).

Altra possibilità  è data dal ricorso alle sezioni unite della Cassazione per difetto di giurisdizione e nel nostro caso potrebbe essere possibile anche il ricorso alle sezioni unite del Consiglio di Stato, qualora la sentenza relativa al primo ricorso della LAM al Consiglio di Stato (ancora non depositata e conosciuta nella sua interezza) dovesse nel merito (occorrerà leggere le motivazioni) risultare in contraddizione con la sentenza già pronunciata dallo stesso giudice amministrativo.

Anche in questi ulteriori casi la rinuncia della LAM potrebbe avere l’effetto di provocare la caducazione del ricorso e quindi degli effetti della sentenza.

Ecco, quindi, che sono destinate a cadere le accuse sia del dott. Liuti, sia del rappresentante della LAM Gentilucci i quali ci rimproverano di aver perso tempo in una trattativa politica che alcuni hanno voluto definire “scandalosa”.

Alla LAM è stata offerta una soluzione programmatica utile ad evitare le elezioni con un progetto politico senza accordi sotto banco. Il nostro è stato un comportamento lineare.

La via scelta da Gentilucci è stata fino ad ora un’altra facendo il gioco di un centro sinistra irresponsabile che non ha accettato la sconfitta democratica di un anno fa.

Sul fronte dell’aspetto giurisdizionale, noi non abbiamo mai detto che la colpa è dei giudici del Consiglio di Stato. Molto probabilmente tutti gli altri livelli di valutazione precedenti sono stati segnati da superficialità e da giudizi non in linea con quanto già espresso per altri simili questioni sempre dal Consiglio di Stato. Se vogliamo, le colpe sono riconducibili ad un procedimento elettorale mal congegnato per quanto concerne gli eventuali contenziosi. Esso infatti rinvia a dopo le elezioni la definitiva soluzione dei ricorsi sul procedimento che invece dovrebbero essere definiti in modo insindacabile prima dello svolgimento delle elezioni evitando così danni irreparabili.

Concordo e rafforzo l’aspetto del danno che il territorio maceratese va a subire. Saranno danni devastanti e non solo per gli alti costi delle elezioni, che anche se con difficoltà, potranno essere riassorbiti, nonostante il difficile momento economico.

Ma questo costo che la Provincia di Macerata si troverà a sostenere da sola si ripeterà di cinque anni in cinque anni in quanto anche in futuro le nuove elezioni provinciali cadranno in momenti diversi e quindi non abbinabili con le elezioni della stragrande maggioranza dei comuni maceratesi e con le elezioni europee come avvento nel 2009 e come sarebbe dovuto avvenire nel 2014.

In una fase economica generale come quella che stiamo vivendo, con una manovra finanziaria che fa tremare i polsi a tutte le amministrazioni pubbliche, il blocco delle attività di programmazione che richiede una stratta collaborazione tra gli enti locali e la Provincia penalizzerà in modo molto pesante tutto il territorio. La lunga fase di stasi che si intravvede con il commissariamento della Provincia rischia di far perdere tempo e risorse preziose ai programmi infrastrutturali, a quelli urbanistici, alle politiche comunitarie, alle politiche energetiche ed a molti altri settori in cui questa amministrazione aveva avviato diverse progettualità condivise.

Il mio richiamo alla responsabilità della LAM e del centro-sinistra è una appello di tipo istituzionale più che politico. Per il bene che voglio a questo territorio e per la responsabilità che mi appartiene rinuncerei al mio incarico – se ciò bastasse – piuttosto che portare la Provincia alle elezioni.

Avrei piacere leggere su Cronache Maceratesi anche un commento del dott. Liuti su quanto si è letto circa la volontà del Centro Sinistra di stringere un accordo con la LAM in vista delle prossime elezioni provinciali.

Da Giancarlo Liuti:

Da buon cittadino non sono affatto contento che la gestione politica e amministrativa della Provincia sia stata così bruscamente interrotta. Da un fulmine a ciel sereno? No, il cielo era nuvoloso e c’era tutto il tempo di trovare un parafulmine. Che, per poca prudenza o troppa sicumera, non è stato trovato. Altri ricorsi contro una sentenza inappellabile e già eseguita? Buona fortuna, presidente Capponi.



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