Sacha Bianchi e quel maledetto viziaccio
A 36 anni già 21 reti con il Rapagnano

Il bomber di Corridonia: "Voglio giocare anche dopo i 40 anni. Il prossimo obiettivo sono le 300 marcature"
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Sacha-Bianchi

di Andrea Busiello

Sacha Bianchi s’invecchia, s’arrugginisce ma alla fine non molla mai. E’ sempre sul tabellino dei marcatori, in qualsiasi categoria gioca e a questo punto a qualsiasi età. Quest’estate, quando il 36 enne bomber nativo di Corridonia (nella foto) è andato a Rapagnano in Seconda categoria girone G, in molti gli hanno detto: “Quest’anno non segni”. E lui di tutta risposta che ha fatto? Fino ad oggi ha realizzato ben 21 gol in campionato. Insomma, numeri che si commentano da soli per un bomber che non perde mai quel maledetto vizio di segnare. Noi lo abbiamo ascoltato per sentire le sue emozioni in merito e farci raccontare qualche aneddoto da quando calca i campi di calcio.

Bianchi, lei ha 36 anni suonati ma il vizio del gol proprio non vuole perderlo. Vero?

“Direi proprio di no. E’ un bel vizio e mi auguro di non perderlo mai”.

Qual è il segreto di tutti questi gol?

“I fantastici aperitivi del mio barista preferito che è Franco Canullo”.

Ha tenuto il conto di quanti gol ha realizzato nella sua carriera?

“Sono arrivato a 207. Sono tanti, ma ce n’è stato uno che non dimenticherò mai e che è sicuramente il più importante mai realizzato, ovvero quello messo a segno a Castelferretti che fu l’ultimo che vide mio padre prima di morire. Ne ho fatti tanti di gol ma quello è sicuramente il più importante in assoluto”.

Quest’anno 21 gol con il Rapagnano: se l’aspettava di arrivare a tale risultato?

“No aspettare no, però me lo auguravo all’inizio della stagione. Negli ultimi 3-4 anni ho sempre realizzato 20-22 gol e dunque la speranza era quella di ripetermi e questo mi fa felice. Tutti gli amici per scherzare mi dicevano sempre che avrei dovuto lasciare perdere e che non avrei segnato quest’anno ed invece alla fine i numeri parlano a mio favore”.

Ci ricordi qualche aneddoto curioso da quando gioca al calcio…

“Il più curioso mi è capitato quest’anno. Sfida Amandola-Rapagnano finita 4-1; sul 2-0 per loro io m’involo nella loro tre quarti non accorgendomi di un loro giocatore a terra. Driblo il difensore e supero anche il portiere realizzando il gol del 2-1 ma io non mi ero proprio accorto che c’era un giocatore a terra ed allora ho chiesto ai miei compagni di far realizzare il gol del 3-1 all’Amandola per far si che si rimediasse al mio errore. Dopo questo gesto ricevetti applausi e ovviamente ciò mi rese felice, fu un bel gesto di fair play”.

Fino a che età vuole continuare a segnare?

“Finchè devo pagare il mutuo di casa, dunque almeno per altri 3-4 anni. Spero comunque di poter giocare anche oltre i 40, tanto per il mio modo di giocare io potrei anche non farmi la doccia a fine partita perchè corro poco, sto li davanti e mi sveglio solo quando devo buttare la palla dentro”.

Il suo prossimo obiettivo?

“Quello di arrivare a 300 gol. So che non è facile perchè ne mancano 93 ma vorrei raggiungere il mio grande amico Andrea Ribichini in questo olimpo. Se continuo a segnare con queste medie per altri 4 anni, quando ne avrò 40 forse ci sarò arrivato”.



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