Bianchini apre a Menghi e Udc:
“La sinistra deve pensare
ad una coalizione ampia”

L'intervista della settimana
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di Matteo Zallocco

In piazza della Libertà, in un bar a pochi passi dal Comune, l’assessore alla cultura Massimiliano Sport Bianchini racconta in un’intervista a tutto campo i suoi pensieri in vista delle elezioni comunali del prossimo anno che con ogni probabilità lo vedranno tra i protagonisti.
Assessore, queste elezioni sono già uno dei suoi pensieri principali?
“Ora il pensiero principale è di portare a termine nel migliore dei modi il mio mandato da assessore. Ovvio che le elezioni del prossimo aprile saranno molto importanti perché dopo dieci anni di Amministrazione Meschini si chiuderà un periodo e se ne aprirà un altro che oggi come oggi è difficile da definire. Di sicuro per il centro sinistra sarà tutta un’altra cosa rispetto alle ultime comunali e non essendoci un sindaco uscente come candidato si partirà alla pari con gli altri”.
Quanto c’è di vero sulla possibilità del suo passaggio al Pd? Ci sono stati problemi con Rifondazione Comunista?
“Qualcuno ha voluto forzare la mano nei miei riguardi. Con Rifondazione ci siamo lasciati ma i rapporti sono rimasti buoni. Ho parlato con il segretario comunale del partito Tombolini e le loro strategie erano diverse dalle mie.  La mia è una situazione particolare perché non ho un partito di riferimento, ora come ora sono ancora più indipendente. Il Pd è un partito importantissimo ma io non voglio creare problemi, voglio essere considerato una risorsa. Ci sono delle possibilità per un mio ingresso, ma ancora non è detto niente”.
Aspettando le primarie, con chi crede si giocherà la candidatura?
“Inanzitutto le primarie dovranno essere allargate e non ristrette al solo Pd, fare il contrario sarebbe un errore enorme per la coalizione. I nomi sono sicuramente quelli di Romano Carancini, Bruno Mandrelli e Angelo Sciapichetti, tutte persone importanti con storie diverse. Qualcuno sta anche pensando ad un esterno e si fa il nome di Piero Ciccarelli, direttore dell’Asur di Macerata. Io sono pronto a dare il mio contributo ma avrò bisogno del sostegno di una lista civica o di un partito”.

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A proposito di liste civiche, nel centro sinistra si spera anche in un’allenza con il Comitato Menghi?

“Da parte del Comitato Menghi ci sono stati degli evidenti segnali di apertura ma bisognerà valutare bene i programmi perché come sostengono giustamente loro sono quelli che vengono prima di tutto. Spero che la sinistra non commetterà l’errore di chiudersi in sè stessa. Secondo me ci sono anche possibilità per intavolare un’allenaza con l’Udc”.

Nonostante l’allenza dell’Udc in Provincia con il centro destra?

“Questo sarà un ostacolo in più, ma conoscendo gli uomini dell’Udc a Macerata si potrebbe fare”.

Nel centro destra itanto ai nomi di Pistarelli e Conti c’è chi aggiunge e vede favorito Mauro Giustozzi, dirigente della Provincia. A proposito che conclusioni ha tratto dai recenti risultati elettorali in Provincia e al Comune di Recanati?
“Per Silenzi mi aspettavo che sarebbe stata più dura di quello che si pensava. Lui era un candidato molto forte ma la coalizione del centro destra era più forte di quella del centro sinistra. Le comunali però rispetto alle provinciali sono molto meno politicizzate e i singoli candidati contano più dei partiti. La vittoria a Recanati di Fiordomo è un bellissimo esempio: ha dimostrato che c’è bisogno di un ricambio della classe politica e che è ora di dare spazio ai giovani. Il percorso di Fiordomo è stata molto interessante perché partiva in svantaggio ma è riuscito a creare un consenso crescente intorno a lui dalle primarie in poi e nel ballottaggio è riuscito a far emergere il suo programma e la sua freschezza”.

Tornando al suo ruolo attuale di assessore, crede che si riuscirà a far restare Musicultura a Macerata?
“Ne sono certo, Musicultura resterà qui. Certo è che il bilancio di 750.000 euro è troppo basso e bisognerà intervenire subito assieme alle altre istituzioni. Il Comune mette a disposizione più fondi di tutti (170.000 euro) senza togliere nulla alle altre attività culturali. Questa manifestazione rappresenta una grande opportunità per Macerata e in futuro può solo crescere. Con Fiordomo stiamo già intavolando una collaborazione e sono contento che il nuovo presidente della Provincia abbia dichiarato che aiuterà Musicultura per vederla sempre più radicata sul territorio”.

Intanto è alle porte lo Sferisterio Opera Festival…
“Mi aspetto una grande stagione lirica a partire dal Don Giovanni al teatro Lauro Rossi. La biglietteria sta andando benissimo. Certo è che i finanziamenti in Italia sono diminuiti, la lirica è finanziata ma non abbastanza mentre, tornando a Musicultura,  la musica popolare non prende 1 euro”.

Ci indichi un appuntamento da non perdere nel cartellone di Macerata Estate…
“Ce ne sono tanti, è il cartellone più ricco delle Marche. Nonostante il taglio di 1/3 dei finanziamenti siamo riusciti a confermare il 95% delle iniziative e inventarne qualcuna nuova. Dalla Festa della musica ad oggi i risultati sono stati molto positivi, in centro c’è sempre qualcosa”.

Qual è la sua soddisfazione più grande in questi dieci anni da assessore?
“Avere aperto lo Sferisterio a tante realtà: da Musicultura ai concerti, passando per I Pistacoppi e le bande locali. Tutte iniziative di qualità. Ora a Macerata l’offerta è ricca e diversificata e sono soddisfatto di lasciare alla città una struttura culturale molto ampia”.

Cosa si sente di dire ai maceratesi?
“Da assessore non li posso che ringraziare perché questa città ha una ricchezza culturale straordinaria. Aggiungo che c’è bisogno della loro partecipazione alla vita politica e  la nostra coalizione dovrà costruire il programma elettorale assieme ai cittadini”.



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