Ancona e la B:
nel segno della vipera

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salvatore mastronunzio

di Benedetto Verdenelli

Ancora lui. Salvatore Mastronunzio, la sua  Ancona e la sua serie B. Le sue reti hanno prima trascinato i dorici in cadetteria e poi permesso di mantenerla.  Brescia, Parma, Livorno tra le vittime illustri della “vipera”. Ma il capolavoro il bomber l’ha completato alla terz’ultima di campionato infilando il Sassuolo con una progressione ed un diagonale vincente al 94° (l’Ancona non vinceva da 7 giornate), e nel doppio confronto play-out con il Rimini: rete al “del Conero” allo scadere e gol della salvezza al “Romeo Neri” davanti a 3.000 supporters dorici in autentico visibilio. Gioia incontenibile per il popolo biancorosso, Ancona batte Rimini non solo sul campo ma soprattutto nel calore e nelle presenze sugli spalti. Nel capoluogo marchigiano impazza la Mastronunzio-mania ma con il timore che la “vipera” possa lasciare la Dorica in direzione serie A.       E pensare che il centroavanti biancorosso, nel mercato di Gennaio, aveva perso il suo gemello del gol Maurizio Nassi per una sciagurata operazione in uscita voluta dal club dorico e nella figura del Ds Larini. Quella società biancorossa caratterizzata dalla spaccatura tra il finanziere milanese Enrico Petocchi e l’ex presidente Sergio Schiavoni, criticata pubblicamente dai giocatori e dai fornitori per gli irritanti ritardi nei pagamenti,  attacata costantemente dalla tifoseria e dalle vecchie glorie.  La partita adesso si gioca  sulle scrivanie. I soci di maggioranza milanesi  hanno offerto a Schiavoni di riprendersi l’Ancona, ma ci vogliono 3,5 milioni di euro che il titolare dell’Imesa non intende sobbarcarsi da solo. Vincenzo Silvestrini, fermano ed ex patron del Perugia, è pronto a dargli una mano e subentrare come azionista di minoranza. Ma non basta. Occorre una cordata di imprenditori (possibilmente marchigiani) per garantire stabilità e futuro al sodalizio. Schiavoni ci sta lavorando ma ci vuole tempo e da Milano non intendono fare sconti perché Ancona, giustamente, non l’ha fatti a loro.



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