Giulio Silenzi a tutto campo:
“Vi racconto la nostra Provincia”

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giuliosilenziPresidente Silenzi, la prossima primavera si torna al voto per le Provinciali e alcuni sostengono che ha la vittoria in pugno…
“E’ troppo presto, le candidature non sono ancora state definite e neanche la data visto che ancora non si sa se si voterà a maggio o a giugno, quindi se ne parlerà a tempo debito (febbraio-marzo) e la vera campagna elettorale inizierà solo quaranta giorni prima delle elezioni”.
Di sicuro si è mosso in anticipo rispetto al centro-destra che deve ancora scegliere il candidato…
“I problemi del centro destra li leggo ogni giorno sui giornali ma questi sono tempi fisiologici, nel loro schieramento non c’è mai stata una candidatura sei mesi prima delle elezioni”.
Chi, tra Capponi e Brini, crede sarà il suo avversario?
“Non mi pronuncio, non voglio partecipare al toto-candidato, non è un problema mio”.
Quali sono state le sue più grandi soddisfazioni da presidente della Provincia?
“Il rapporto che ho instaurato con le persone, soprattutto in quei settori dove la Provincia è stata importante per risolvere problemi. Penso al ponte di Villa Potenza, all’iniziativa “Anziani non più soli”, al potenziamento dell’assistenza domiciliare oncologica e ai quattromila studenti che la mattina frequentano scuole superiori completamente nuove. Per quanto riguarda le opere pubbliche in questi anni la nostra squadra è cresciuta e abbiamo giovani molto bravi, guidati dall’ingegner Spuri che da qualche anno è arrivato da noi dopo l’esperienza in Regione”.
In generale cos’è che manca ancora a questo territorio?
“La capacità di fare fino in fondo squadra, di rompere l’autoreferenzialità di Comuni e Associazioni. In una fase di crisi come questa è indispensabile la collaborazione, oggi il “fai da te” non ci porta da nessuna parte. E questa è la missione nobile dell’Ente Provincia, che con uno sforzo quotidiano sta cercando di creare queste condizioni”.
Cosa risponde a coloro che ritengono inutile questa Istituzione e ne hanno proposto l’abolizione?
“Pura demagogia e populismo tipici dell’Italia, dove la politica si fa con le battute. Siamo tutti d’accordo sulle Province metropolitane, ma dove ci sono più Comuni c’è assolutamente bisogno di un Ente che governi urbanistica, strade, ponti, fiumi, rifiuti e faccia da raccordo”.
“I dipendenti pubblici lavorano poco”, è un luogo comune?
“Generalizzare offende chi lavora e salva chi non lavora”.
Quindi alcuni non lavorano abbastanza?
“Certo, purtroppo ci sono anche gli scansa fatica, ma la maggior parte dei dipendenti sono bravi e competenti. Il vero problema della Pubblica Amministrazione è rappresentato dal ruolo del dirigente, una figura ben pagata che finchè fa bene il suo lavoro tutto funziona meglio ma non sempre è così”.
Quali sono i pregi e quali i difetti di Macerata e Civitanova, i maggiori centri della nostra provincia?
“Civitanova è una città che ha una predisposizione naturale ad essere calamita di persone, di economia e per questo è molto dinamica. Purtroppo chi la governa non ha avuto visioni strategiche, hanno costruito ovunque e ora la città scoppia. Macerata ha una grande sensibilità umanistica, non è solo la città della cultura, dell’Università, degli Uffici Pubblici, ma sta scoprendo anche un dinamismo economico e il tratto della socialità  è più marcato. Il difetto di Macerata è che chi la amministra non ha quel pragmatismo necessario per risolvere problemi in tempi definiti”.
Cosa risponde invece a coloro che la ritengono molto più vicino a Civitanova che a Macerata?
“Non so chi dice questo, evidentemente non conosce la mia attività amministrativa. Qui c’è spazio e impegno per risolvere i problemi di tutte le città e i fatti qui a Macerata lo hanno dimostrato”.
E alle voci che la vedrebbero come futuro presidente della Regione?
“Mi sembrano una sciocchezza, io in Regione sono stato 14 anni come assessore e fino ad oggi mi sono sempre imposto una regola: quando prendi un impegno con i cittadini lo devi portare a termine. L’esperienza di rappresentare i maceratesi, la passione che ci metto e i progetti che abbiamo realizzato e stiamo realizzando rappresentano un’esperienza notevole e sicuramente più identitaria per me di qualsiasi altra”.
Le strade costituiscono un grande problema per questa provincia?
“Le infrastrutture viarie sono un problema, attenuato dal fatto che la 77 si sta ultimando e che nella Vallata del Potenza c’è questa proposta progettuale che sta andando avanti per superare una criticità perchè la Regina è una strada stretta e con troppi incidenti. La Superstrada del Potenza potrebbe sorgere entro cinque anni, anche meno se ci saranno tutte le condizioni. La prima prerogativa è l’adesione dei Comuni dove dovrà passare questa strada, se non daranno l’accordo di programma si fermerà tutto ma si dovranno assumere la responsabilità di fronte alla storia”.
Cosa pensa dell’informazione a livello provinciale?
“E’ appena sufficiente. Il dato positivo è che ci sono molti media, però sono davvero poche le inchieste che entrano nei veri problemi, c’è molto sensazionalismo, molta ricerca del negativo, troppe situazioni di parte. Per questo conto molto nell’informazione online, su internet il rapporto con la gente è più diretto”.
Matteo Zallocco



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