“Quante cose vi dirò
in trenta righe…”

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Maurizio Verdenelli curerà “Sussurri e grida”, nuova rubrica settimanale di Cronache Maceratesi. Di cosa parlerà?

“Si tratta di un remake della rubrica che ho tenuto per alcuni anni, tutti i giorni, sulle colonne maceratesi del Messaggero. Trenta righe, trentatré al massimo. Da bersi possibilmente tutte d’un fiato. Per Cronache Maceratesi non sarà un fatto quotidiano ma nemmeno episodico. Sarà in ogni caso un pezzo un po’ più lungo perché lo spazio di un portale è molto più generoso di quello di un giornale di carta. Speriamo che sia altrettanto generosa l’attenzione del lettore.
Di cosa si tratta? Di una nota di costume, di un approfondimento prendendo a spunto un fatto di attualità, e qualche volta anche di una notizia esclusiva. Non sapete fino a che punto ricevo ancora confidenze e/o notizie e/o scoop che i giornali non sanno oppure che non ritengono tali. O forse mi sbaglio io a ritenerli tali….? Staremo a vedere dal gradimento del lettore che resta l’unico orientamento in queste cose”.

Ci racconta brevemente la sua carriera giornalistica?

“Ho lavorato con La Nazione, Il Corriere della Sera, Il Messaggero e per molte altre testate periodiche. Ho diretto redazioni in Umbria, Toscana, Lazio, Abruzzo e Marche. Sono stato coordinatore regionale ed inviato speciale per “Grandi Eventi in Italia Centrale” (così recitava l’incarico, testualmente). Fondatore dell’Ordine regionale dei giornalisti dell’Umbria e….ma debbo davvero continuare: il mio curriculum è di 32 pagine!”

Come giudica questo nuovo giornale online? Quanto può essere utile uno spazio di confronto che permette a tutti i cittadini di interagire?

“Lo giudico non importante, ma vitale per il dibattito tra i cittadini e il Palazzo. Non per colpa dei giornalisti, ma perché lo spazio è tiranno, i giornali cartacei non hanno – tra cronaca nera e quella relativa ai “soliti noti” che intralciano come diceva Marshall Mc Luhan le vie della comunicazione – non hanno, dicevo, grandi possibilità di ospitare con la larghezza che meritano le opinioni dei cittadini. Che sono note vive e soprattutto diverse dal bla bla, appunto, dei sopracitati Soliti Noti ai quali personalmente dedicherei, almeno un mese l’anno, un adeguato riposo biologico in fatto di interviste, comunicati, interventi, prese di posizione e via elencando”.

Cosa pensa invece della nostra provincia, lei che è stato per tanti anni capo pagina del Messaggero?

“Come Ennio Flaiano: “E pensare che c’è gente che vive e lavora anche a Macerata”. Ma no! Al Maceratese, come territorio, voglio un bene dell’anima: il fatto è che non è stato mai adeguatamente valorizzato nei Centri che contano. Di chi la colpa? Via, chè lo sapete…!”

Due aggettivi a testa per definire i due Comuni principali, Macerata e Civitanova….

“Per Macerata ci pensò Jimmy Fontana: “Paese mio che sei sulla collina come un vecchio addormentato”. Civitanova? La frenetica. Occorrerebbe un minimo di riflessione. Che potrebbe dargli il capoluogo: l’importante che le due città tornino a parlarsi: già tanto che non si vogliono male come Ascoli con San Benedetto….
E che Civitanova non abbia mai avuto tentazioni secessionistiche in direzione della nascente Provincia di Fermo, nonostante il grande agitarsi dell’ex sindaco Costamagna”.

Quali cambiamenti (positivi e negativi) ha osservato nella nostra provincia nel corso degli anni?

“Pochi cambiamenti per Macerata: saluto come evento epocale l’inaugurazione della Galleria delle Fornaci. Avanti dunque con le strade: non porterà nessuno via dal vecchio colle, anzi potrebbero portarci gente nuova e fornire un’inversione di tendenza demografica. Da anni, infatti, la popolazione maceratese scende seppure lentissimamente. L’unico movimento della provincia è lungo la verticale Corridonia-Civitanova. Chi lo dice? I pubblicitari, dianime. Solo in quelle aree ci sono aziende ancora disposte a fare un po’ di pubblicità per sviluppare il proprio business”.

Secondo lei com’è vista la provincia di Macerata nel resto d’Italia?

Non è vista. L’unico brand riconoscibile del Maceratese – lo ha detto anche il sindaco Giorgio Meschini alla conferenza stampa di fine stagione lirica il 12 agosto scorso agli Antichi Forni- è lo Sferisterio, in Italia e all’estero. Peccato che gli sponsor, i grandi sponsor, siano in fuga e facciano finta di non saperlo (dati anche i costi e gli scarsi ritorni commerciali, perchè, loro, Mecenate l’hanno solo studiato sui libri di storia romana).
Eppure la provincia di Macerata è bellissima. Lo diceva Piovene che se riteneva le Marche un plurale ed un insieme dell’Italia, era giustamente convinto che la provincia di Macerata lo era, da sola, essa stessa: un insieme ed un plurale. Occorre sviluppare il turismo, i percorsi enogastronomici: dove lo trovano gli italiani altrove il ciauscolo, i vincisgrassi, le nostre colline, i monti azzurri, la costa adriatica così in un fazzoletto appena di terra. Venite a trovarci, voi che ci leggete. Prezzi popolare per un vero cult territoriale: l’armonia regna davvero leopardianamente per queste valli…
Siete d’accordo, ragazzi?!



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