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Macerata, io ti adoro

LETTERA alla mia città preferita
domenica 11 febbraio 2018 - Ore 20:06 - caricamento letture
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Carissimi lettori,
per quelli che si stanno chiedendo chi sia io, mi presento. Il mio nome è Carmen Russo e sono una lettrice di Cronache Maceratesi proprio come voi. Tre anni fa scrivevo per questo Giornale e vivevo a Macerata. Mi correggo, tre anni fa avevo l’onore di vivere – vivere intensamente dico – in questa città.
Mi nutrivo di essa, in tutti i sensi. Scrivevo di lei e scrivevo per lei. Pensavo di e per lei. Raccontavo il suo mondo e lo raccontavo al suo, di mondo. E cioè a voi, a noi, carissimi lettori.
Manco da Macerata da più di tre anni. Dopo averle detto addio come lo si dice al grande amore della propria vita, non ho voluto più incontrarla. Non ho voluto più farmi vedere in giro.
Macerata mi aveva adottato e io la stavo lasciando.
Macerata, la città che numerose famiglie scelgono di abitare e che migliaia di studenti scelgono per studiarci. Così capitò anche a me, un po’ per caso in verità, di ritrovarmi a scegliere Macerata, città che nemmeno sapevo esistesse al mondo – chiedo scusa a tutti per l’ignoranza.
Non sapevo esistesse al mondo, ma poi è diventato il mio, di mondo. Non c’era altro posto dove poter vivere.
Vorrei farvi capire quanto questa città abbia significato per me per questo sembra più una lettera melensa di un amante malinconico che una lettera a voi, a noi, lettori carissimi.
Macerata mi ha indottrinato con le sue eccellenze nella docenza, mi ha nutrito con le sue eccellenze culinarie, mi ha affascinato con l’arte, attratto con la musica, stuzzicato nei bar. Mi ha dato amici, mi ha dato una sorta famiglia allargata fatta di persone che ti vogliono bene, e mi ha dato un lavoro, soprattutto. Un lavoro che io sognavo di fare: quello di raccontare cosa succede. Nelle piccole e nelle grandi cose: dal nuovo set di fioriere in piazza, al vento forte che distrugge un’auto, alla Laurea Honoris Causa a qualche personaggio celebre che è onorato di riceverla a Macerata.
Perché chi non lo sarebbe, chi non sarebbe onorato di essere onorato in una città che onora?
Macerata, la Città della Pace.
Una scritta che fa sorridere all’ingresso del paese, ma che poi calza a pennello nella brezza del fresco pomeriggio di primavera quando tutto sboccia e la città sembra incantata. Una scritta che ci sta bene anche durante la festa di San Giuliano a fine agosto o durante il colorato autunno mentre passeggi per il viale – “Ah che pace, qui”.
La pace, non la noia, perché non ti annoi a Macerata, se non lo vuoi. Diciamoci la verità, corsi, negozi, bar, conferenze, workshop, mostre. E negli ultimi tempi, poi, fate proprio un sacco di attività.
Forse d’inverno è un po’ più chiusa, riservata. Ma si sa, Macerata si chiude nell’intimità in inverno. Del resto fa freddo, lì, ma un freddo sopportabile. O almeno, l’unico che valeva la pena sopportare. Perché poi Macerata a Natale è incantevole. E il Mercatino Francese a novembre, ne vogliamo parlare? Il Barattolo, è vero: un’idea geniale e il nome è una garanzia.
Quante cose si fanno a Macerata, per chi la racconta alle volte non ci si sta dietro. Chiedetelo a tutti i colleghi, tutti i giornalisti che lavorano qui. Coprono anche la provincia. Non si dorme quasi mai in questo lavoro, o meglio: si dorme il giusto, “se non succede niente”. E sono tutti più contenti se “non succedeva niente” – no incidenti, no furti, no rapine (a quel tempo ci si fermava quasi sempre qui perché una cosa più grave era… più grave).
In giro, tutto tranquillo. E il lettore eventualmente si dedica a scoprire cos’altro bolle in pentola nella Sua provincia.
Il giornalista allora, se la serata era quella giusta, usciva anche con i colleghi, anche con la concorrenza, che tanto alla fine facciamo lo stesso mestiere. E ci aiutiamo.
Perché io ho capito questo a Macerata: non importa quanto antagonismo ci sia tra di noi, alla fine una mano te la darò, ma farò meglio io, sappilo.
Ecco sì, Macerata è questo posto dove l’antagonismo sale, ma la stima reciproca rimane. Abbiamo divergenze, questo è chiaro, però alla fine abitiamo tutti a Macerata.
Ma non avete tutti voglia di sapere chi saranno i prossimi partecipanti alla finale di Musicultura 2018? O in che chiave danno la Lirica al Macerata Opera Festival, la prossima estate?
Non siete tutti curiosi su quali nazioni ci saranno agli Aperitivi Europei quest’anno e se costeranno di più come l’altro anno?
Importa davvero più una nota negativa che tutto il resto della sinfonia? Non la sentite più la musica?
Carissimi lettori, non avete voglia, come me, di leggere cose belle sulla nostra Macerata? Mi perdonerete se mi ci metto in mezzo, ma lei mi è entrata nel cuore perché a Macerata era proprio bello viverci. E voi, che ancora avete la fortuna di poterlo fare, non siete d’accordo?
Nonostante la politica, nonostante gli screzi, nonostante le ripicche, ditemi, qual è la vostra città della pace?

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