San Liberato orante,
al restauro la tela

LORO PICENO - L'opera di proprietà del Comune, trasferita dalla stanza del sindaco ad Osimo dopo il sisma, ha avuto un contributo della fondazione Carima

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RESTAURO-LORO-PICENO

“San Liberato in preghiera con i Beati Umile e Pacifico”

 

E’ grazie al contributo della Fondazione Carima di 6mila euro che sarà restaurata la tela raffigurante “San Liberato in preghiera con i Beati Umile e Pacifico” di proprietà del Comune di Loro Piceno. La tela, da molti anni custodita presso la Stanza del Sindaco nel Palazzo Municipale, è stata temporaneamente trasferita ad Osimo, presso il deposito del Museo Civico di Palazzo Campana dopo la scossa del 30 ottobre 2016. Si tratta di una tela che il Comune commissionò nel secolo XVIII per ornare la sala del Consiglio rivendicando al paese la gloria di San Liberato, illustre lorese. Lo rivela la scritta della legenda lignea che è a corredo della tela.

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Ilenia Catalini, sindaco di Loro Piceno

«Questo contributo – commenta il sindaco di Loro Piceno, Ilenia Catalini – è un regalo straordinario dalla Fondazione Carima ed un sentito ringraziamento va a Don Gianluca Merlini, membro della fondazione e presidente della Fondazione Mastrocola che si è molto impegnato per sostenere il nostro progetto. E’ un restauro importante che, insieme al suo contenitore – il Municipio appunto- è stato inserito nel secondo piano di opere pubbliche della ricostruzione. E’ per questo che cerchiamo di salvaguardare e valorizzare al meglio le opere d’arte in esso custodite. Il terremoto ci ha fatto scoprire il valore delle straordinarie opere che possediamo; ci ha creato problemi, ma anche regalato consapevolezza dello straordinario patrimonio storico e culturale custodito. Valorizzarlo è la nostra sfida per il futuro».

Nello specifico, si tratta di una tela molto significativa per la comunità di Loro Piceno poichè rappresenta San Liberato, il Santo francescano conosciuto per essere uno dei più insigni seguaci del Santo di Assisi e per aver fondato un eremo a San Ginesio. Pochi sanno che questo santo fra il 1215 ed il 1218 nacque proprio a Loro Piceno da famiglia nobile in una casa facente parte dell’imponente complesso del Castello Brunforte. Poi, come Francesco di Assisi, si spogliò di ogni ricchezza per seguire la fede ed aiutare i poveri. Pochissimi poi sanno che San Liberato è anche menzionato nei capitoli XLVII dei Fioretti di S. Francesco e ciò a riprova che non fù un personaggio minore, bensì uno dei principali interpreti del francescanesimo.
Mons. Cicconi in una vecchia pubblicazione sulla storia di Loro Piceno della Giuffrè scrisse: “tutta vibrante di soavità francescana la vita di questo giovane Conte, che, quasi ancora adolescente, rinunzia al titolo di cui lo zio Fidesmido lo aveva investito e alle ricchezze terrene, a favore del minore fratello Gualtiero e si ritira a vivere sacerdote, solitario nella selvaggia grotta di Soffiano, sul dirupato pendio di Monte Ragnolo, poco lontano da Roccabruna in quel di Sarnano – dove fra preghiere e digiuni, rapito spesso in estasi trascorre i giorni da angelo, mentre spesso gli uccelli gli volano intorno al capo e si posano domestici sulle spalle!” Molto dunque il lavoro da fare e tanti i progetti per il futuro: grazie anche alla Rete museale dei Sibillini, si stanno aprendo importanti scenari di sviluppo e nuove prospettive, volte a promuovere e valorizzare il patrimonio artistico di Loro Piceno in un contesto nazionale ed internazionale. Basti pensare al grande successo dell’operazione “Capolavori Sibillini – le Marche e i luoghi della Bellezza”, seconda tappa della mostra osimana delle opere salvate dal sisma che sta ottenendo degli ottimi riscontri a Milano, presso la prestigiosa sede del Museo Diocesano Carlo Maria Martini fino al 30 giugno, dove è allestita una sezione interamente dedicata ai capolavori di Loro Piceno. «Questa sarà un’importante vetrina per promuovere il territorio ma anche per continuare a sostenere progetti di crow founding per il restauro di tutto il patrimonio nascosto e per certi versi “dimenticato” che il Comune e la Diocesi posseggono».


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