Arancia Meccanica a Cingoli,
il monito di Saltamartini:
“Pericolosa voglia di ronde”

SICUREZZA PUBBLICA - Il primo cittadino richiama nuovamente i cittadini sui rischi di perseguire una giustizia personale contro i frequenti furti e violenze notturne: "Si deve alla sfiducia nelle forze di polizia. Altro fenomeno preoccupante ma estremamente indicativo che di queste bande non si sa praticamente nulla"

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Fillippo Saltamartini, sindaco di Cingoli

Fillippo Saltamartini, sindaco di Cingoli

di Maurizio Verdenelli  

“Arancia meccanica” a Cingoli. Paura, rabbia e maledetta voglia di ‘farsi giustizia da sé’. Tanto che il sindaco, Filippo Saltamartini (un dirigente di polizia di lunga carriera, il primo italiano a Ground Zero nel 2001) ha sentito il dovere dal suo profilo Fb in una nota ufficiale  (leggi l’articolo) di mettere in guardia la cittadinanza dall’incombente aria da Far West che la microcriminalità persistente nella cittadina famosa per una santa (S. Sperandia) ed un papa (Pio VIII, Castiglioni) tende a creare. Furti in appartamento ed insieme tanta violenza, quella propria di chi in banda irrompe all’interno delle case intimidendo e minacciando fosse solo per rubare asciugamani, qualche decina di euro o come in un caso, anche un pollo. Oppure ‘limitandosi’ a bivaccare all’interno per passare la notte. Sono bande composte da quattro o cinque elementi “che non hanno alcuna remora di rischiare pene gravi per azioni dal bottino minimo: ed è questo il grave rischio sociale del fenomeno” afferma il senatore Saltamartini. Che un mese fa ha ricevuto il vertice della Pubblica Sicurezza dello Stato, intervenuto a Cingoli per intitolare la locale caserma all’eroico brigadiere Alfredo Beni, di Fiuminata, ucciso nel 1978 in uno scontro a fuoco a Porto San Giorgio dal ‘clan dei catanesi’ (con un tragico epilogo successivo a Civitanova). Con il ministro dell’Interno, Angelino Alfano a Cingoli sono intervenuti, in quell’occasione, il capo della Polizia, Pansa e il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, gen. Gallitelli, mentre pattugliamenti con uomini armati e cani poliziotti setacciavano un centro storico apparso vuoto e sicuro (leggi l’articolo). “Ma così non è di notte” rileva lo stesso primo cittadino che (sia detto per inciso) in quella occasione caldeggiò, nel suo intervento, con il ministro Alfano la soluzione del blocco dei salari delle Forze dell’Ordine, nodo ora drammaticamente posto, come noto, nell’agenda di governo.

 

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Il sindaco Saltamartini, durante l’incontro a Cingoli con Alfano e Pansa

Di notte a Cingoli scendono insieme con il buio, la paura e la voglia di ‘ronde’. Giovani, armi in pugno (in molti casi) escono dalle case devastate dai furti e dalla violenza a caccia di ‘Arancia meccanica’. Dal suo profilo facebook, Saltamartini ha ammonito riguardo ai rischi di voler perseguire una giustizia personale. “Il controllo del territorio, per Cingoli ed in generale per l’intera area collinare e montana al confine di due province, è spesso precario dati anche gli organici delle Forze dell’Ordine. Ho scritto così al prefetto che ha intensificato i pattugliamenti di Polizia, Carabinieri da Macerata”. Che s’impegnano generosamente ma uomini e macchine non bastano mai, nonostante gli sforzi le sirene e i lampeggianti utilizzati e ‘moltiplicati’ in modo preventivo.  “Il paradosso –dice il sindaco di Cingoli- è che nonostante tutto, la statistica indica un numero di ‘colpi in abitazioni’ minore rispetto allo scorso anno, eppure sappiamo tutti che sono aumentati. Questo si deve alla sfiducia nelle forze di Polizia e ad una crescente, certo fallace, consapevolezza che fare denuncia è solo una perdita di tempo. Da qui la voglia, pericolosa, di ‘ronde’. Altro fenomeno preoccupante ma estremamente indicativo che di queste bande non si sa praticamente nulla. In alcuni casi è come se la gente avesse anche timore a parlarne, a darne qualche indicazione”. Riservandosi magari, in alcuni casi, a farsi giustizia da sé, attraverso ricerche ed indagini autonome. Il territorio di Cingoli è vastissimo oltre ad essere bellissimo. Nelle campagne le ville sono notoriamente abitate da personaggi internazionali, circondate da privacy invalicabile (soprattutto inglesi: manager notissimi e perfino, si dice, pure chi appartiene per rami diversi alla Royal Family), ma ora ‘Arancia meccanica’ dopo aver colpito a Villa Strada, Villa Torre, Grottaccia, San Vittore ha attaccato il capoluogo prendendo di mira i quartieri di Trentavisi e San Giuseppe. L’antico ‘oppidum’ di Tito Labieno, il luogotenente di Giulio Cesare che sulla collina a dominare mare e monti (“Il Balcone delle Marche”) pose un accampamento fortificato durante la guerra civile, per la prima volta nella sua storia moderna, trema e ribolle di rabbia.



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