Il capolavoro di Cingolani torna a vivere:
la Sardellini dona il restauro:
«Un regalo al territorio» (Video)

MACERATA - Firmata in Provincia la convenzione con il Comune e l’impresa per il recupero dell’opera "Torquato Tasso che sottopone la Gerusalemme liberata all’Accademia dei Catenati". Il presidente della Provincia Alessandro Gentilucci: «Stiamo portando avanti con forza un percorso turistico nel quale le opere d’arte rappresentano un punto di partenza fondamentale»

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Le interviste dei firmatari dell'accordo
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Tobia e Pierluigi Sardellini, il presidente provinciale Alessandro Gentilucci e il sindaco Sandro Parcaroli mostrano la convenzione firmata

di Alessandro Vallese (foto di Fabio Falcioni)

Un’opera che racconta la storia culturale di Macerata, un restauro che diventa un gesto di riconoscenza verso il territorio. Nell’ambito dei festeggiamenti per gli 80 anni di attività, la Sardellini Costruzioni dona il recupero della grande tela “Torquato Tasso che sottopone la Gerusalemme liberata all’Accademia dei Catenati di Macerata”, realizzata dal pittore maceratese Giovanni Cingolani tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.

Torquato Tasso che sottopone la Gerusalemme liberata all’Accademia dei Catenati di Macerata

Torquato Tasso che sottopone la Gerusalemme liberata all’Accademia dei Catenati di Macerata

La convenzione tra Provincia di Macerata, Comune e impresa è stata firmata questa mattina nella sala consiliare della Provincia. A ratificare l’accordo sono stati il presidente provinciale Alessandro Gentilucci, il sindaco Sandro Parcaroli e il direttore tecnico e commerciale della Sardellini Costruzioni, Tobia Sardellini, accompagnato dal padre Pierluigi. Alla conferenza stampa ha partecipato anche Francesca Coltrinari, professoressa associata di Storia dell’arte moderna all’Università di Macerata.

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Da sinistra: la docente Francesca Coltrinari, Tobia Sardellini, il sindaco Sandro Parcaroli, Pierluigi Sardellini e il presidente provinciale Alessandro Gentilucci

Un olio su tela, di dimensioni imponenti — 4,10 metri per 2,80 — che in giornata verrà trasferita da Palazzo de Priori, sede della questura di Macerata, ai laboratori di Sardellini. Una volta restaurata sarà resa disponibile per la comunità, i turisti e chiunque vorrà ammirarla. Si sta studiando la soluzione migliore per la sua collocazione, ma tra le sedi più indicate c’è quella del Museo di Palazzo Buonaccorsi.

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«È una convenzione tra Provincia, Comune e un’azienda che lavora nel territorio e che sceglie di contribuire alla valorizzazione dell’arte con il restauro di un quadro meraviglioso», ha commentato il sindaco Sandro Parcaroli. «Speriamo di poterlo restaurare quanto prima e riportarlo al suo posto».

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Il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli

Il recupero della tela si inserisce nel percorso di valorizzazione del patrimonio artistico provinciale. Come ha ricordato il presidente Alessandro Gentilucci, un precedente accordo con l’Università di Macerata e con la professoressa Coltrinari aveva permesso di censire e catalogare le opere appartenenti alla Provincia, facendo emergere anche il valore del dipinto di Cingolani. «È una giornata importante per la nostra Provincia. Stiamo portando avanti con forza un percorso turistico nel quale le opere d’arte rappresentano un punto di partenza fondamentale. E quale opera migliore di questa?», ha detto Gentilucci, ringraziando la famiglia Sardellini per il contributo. «È un modello di impresa fondato sulla famiglia che tramanda l’arte del saper fare. Da parte della Provincia va il ringraziamento più grande».

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Il presidente della provincia Alessandro Gentilucci

Il significato della tela è legato anche alla storia del suo autore. Giovanni Cingolani, originario di Montecassiano e proveniente da una famiglia povera, poté studiare arte grazie al sostegno economico della Provincia di Macerata, che nell’Ottocento finanziò la sua formazione all’Accademia di Perugia. Divenuto in seguito un artista affermato, attivo tra Italia e Argentina e conosciuto anche per il suo lavoro in Vaticano, volle ricambiare quel sostegno con un’opera dedicata alla sua terra.

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«Non poteva esserci scelta migliore», ha spiegato Francesca Coltrinari. «Cingolani decise di ricompensare la Provincia con questo grande quadro che celebrasse Macerata. Gli furono proposti diversi temi, tra cui anche padre Matteo Ricci, ma scelse Torquato Tasso che sottopone la Gerusalemme liberata al giudizio degli Accademici catenati. La scena richiama un episodio ambientato nel Rinascimento, quando Macerata ricopriva un ruolo importante nella vita culturale e intellettuale. La scelta del pittore, secondo Coltrinari, rispecchiava anche il desiderio di una città che guardava al proprio passato per ritrovare quella centralità.

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La docente Francesca Coltrinari

Un tempo fu Cingolani a donare la tela alla Provincia, in segno di gratitudine per il sostegno ricevuto. Oggi, a distanza di oltre un secolo, è la Sardellini Costruzioni a farsi carico del restauro, restituendo valore a un’opera profondamente legata all’identità culturale del territorio».

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L’iniziativa è nata circa un anno fa, quando la Sardellini Costruzioni ha iniziato a ragionare su come celebrare gli 80 anni di attività. Oltre all’evento organizzato al Teatro Lauro Rossi per ripercorrere la storia dell’azienda (leggi qui), la famiglia ha scelto di legare l’anniversario a un intervento concreto per la città.

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«Ci è sembrato importante restituire qualcosa al territorio, come abbiamo fatto per lo Sferisterio», ha raccontato Tobia Sardellini. L’azienda è infatti tra i principali mecenati e Top Sponsor del Macerata Opera Festival. «Mi sono rivolto a Paola Ballesi, presidente dell’associazione Amici di Palazzo Buonaccorsi, per capire quale opera potesse essere valorizzata. Con l’aiuto della professoressa Coltrinari, che aveva catalogato le opere appartenenti alla Provincia, abbiamo individuato questa tela, bellissima ma anche impegnativa. Così abbiamo iniziato questa sfida».

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Tobia Sardellini, direttore tecnico e commerciale della Sardellini Costruzioni

Per il restauro, la Sardellini ha indicato Alfredo Beleggia come direttore tecnico. Il primo passaggio consisterà nella pulitura e nell’esecuzione di saggi per individuare i materiali che compongono l’opera e definire il tipo di intervento più adatto.

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Le dimensioni del dipinto richiederanno un lavoro particolarmente impegnativo, ma l’obiettivo è completare i lavori nell’arco di alcuni mesi.  «Si chiude il cerchio di questa collaborazione virtuosa», ha concluso Sardellini, lasciando aperta la possibilità di nuovi progetti per il patrimonio cittadino: «Abbiamo altre idee, vediamo se riusciremo a completare un altro progetto che per il momento non vogliamo svelare».

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