Crucianelli, il boom col terremoto:
in nove anni il fatturato
passato da 14 a 230 milioni

INCHIESTA DDA - Il costruttore ha visto crescere anche gli utili da 168mila a quasi 11 milioni di euro. La vera accelerazione comincia nel 2021, quando il volume d'affari balza a 50 milioni, con un aumento del 136,44% in un solo anno

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Enrico Crucianelli

di Monia Orazi

Dal terremoto del 2016 al 2025, il fatturato è passato da 14,5 a 230,5 milioni di euro, moltiplicandosi per quasi 16 volte. Gli utili sono cresciuti da 168mila a quasi 11 milioni. È la parabola economica della Crucianelli Rest Edile, società con sede a Tolentino, guidata dall’imprenditore Enrico Crucianelli, arrestato nell’ambito della vasta inchiesta della direzione distrettuale antimafia di Ancona sulle presunte infiltrazioni della criminalità organizzata nella ricostruzione post terremoto. Un piccolo impero dell’edilizia, cresciuto fino a raggiungere dimensioni economiche di grande rilievo, con centinaia di interventi tra ricostruzione privata e opere pubbliche.

A documentare l’espansione sono i bilanci aziendali, incrociati con i dati della Fondazione Aristide Merloni e della banca dati ReportAziende. Nel 2016, l’anno del terremoto, la società registrava vendite per 14 milioni e 525mila euro e un utile netto di 168mila euro. Nel 2025, ultimo esercizio per il quale sono disponibili i dati economici, il fatturato ha raggiunto 230 milioni e 531mila euro, mentre l’utile netto è arrivato a 10 milioni e 971mila euro. Una crescita del fatturato del 1.487% in nove anni, con gli utili moltiplicati per oltre 65 volte.

La crescita della Crucianelli non è stata uniforme. Nel 2018 il fatturato era di 18,37 milioni, nel 2019 di 20,72 milioni e nel 2020 di 21,16 milioni. La vera accelerazione comincia nel 2021, quando il volume d’affari balza a 50,03 milioni, con un aumento del 136,44% in un solo anno. In quell’anno sono cominciati a partire i cantieri della ricostruzione. Nel 2022 supera i 62 milioni, nel 2023 raggiunge quasi 104 milioni, nel 2024 arriva a 142,88 milioni. Infine il 2025, con il nuovo record di 230,53 milioni, quasi 88 milioni in più rispetto all’esercizio precedente.

Ancora più significativa la progressione degli utili. Nel 2018 erano 288mila euro, nel 2020 circa 337mila euro, nel 2021 quasi 932mila euro. Nel 2022 superano 1,5 milioni, nel 2023 raggiungono 3,61 milioni e nel 2024 salgono a 5,06 milioni, fino ai 10,97 milioni del 2025. Soltanto nell’ultimo anno l’utile è aumentato del 117%. Anche il margine netto è migliorato sensibilmente: dall’1,2% del 2016 al 4,8% del 2025.

C’è un altro aspetto che emerge dai dati economici. Nel 2018 la società aveva 84 dipendenti, diventati 113 nel 2020, 148 nel 2021, 194 nel 2022 e 243 nel 2023. Nel 2024 il personale raggiunge le 280 unità, per poi scendere a 270 nel 2025. Nello stesso anno il fatturato cresce del 61,34%, mentre il costo del personale passa da 13,13 a 13,34 milioni di euro, con un aumento di appena l’1,6%. Il rapporto tra fatturato e numero dei dipendenti sale così da circa 510mila a 854mila euro in un anno. Numeri che evidenziano la capacità dell’impresa di gestire un volume crescente di commesse senza un corrispondente aumento dell’organico diretto. È proprio il sistema dei subappalti uno degli aspetti sui quali si concentrano le indagini della guardia di finanza e della Dda di Ancona. Secondo l’ipotesi degli investigatori, la società avrebbe acquisito un numero di lavori non compatibile con la propria forza lavoro, ricorrendo anche a imprese riconducibili a soggetti collegati alla criminalità organizzata. Contestazioni ancora da accertare giudiziariamente, che non possono essere desunte automaticamente dai dati di bilancio.

La presenza della Crucianelli nella provincia di Macerata è documentata dalle aggiudicazioni pubbliche. Secondo una ricognizione effettuata attraverso un archivio alimentato dai dati dell’Anac e delle piattaforme europee, la Crucianelli Rest Edile risulta aggiudicataria di 90 appalti tra il 2008 e il 2026, sull’intero territorio nazionale. È un numero che comprende anche gli appalti precedenti al terremoto e che non esaurisce l’attività nella ricostruzione privata. Tra le commesse documentate figurano lavori per milioni di euro distribuiti in numerosi comuni maceratesi.

Cantiere delle Monachette (7)

Il cantiere alle ex Monachette

A Macerata, nell’ottobre 2024, la Crucianelli si aggiudica per circa 5,8 milioni di euro il restauro e risanamento conservativo dell’ex monastero Corpus Domini (ex Monachette), destinato a diventare uno studentato universitario. Sempre nel capoluogo provinciale risulta l’affidamento dei lavori per la nuova palestra dell’Istituto Garibaldi, aggiudicati nel febbraio 2023 per circa un milione di euro.

A Fiuminata, nel gennaio 2022, la società ottiene i lavori di demolizione e ricostruzione del complesso scolastico del capoluogo, per circa 2,6 milioni di euro. A Mogliano, nel maggio 2024, arriva la commessa per la nuova residenza protetta e casa di riposo, del valore di circa 4,3 milioni. A Camerino l’impresa è presente da molto prima del terremoto, con lavori per l’università. Nel maggio 2022 si aggiudica l’intervento di recupero post sisma del polo studenti delle ex magistrali, per circa 771mila euro. La presenza della società riguarda anche la ricostruzione privata, con la società che attualmente segue 412 cantieri secondo i dati della struttura commissariale.

Gli appalti più recenti censiti riguardano anche Bolognola, con i lavori di riparazione e miglioramento sismico del complesso cimiteriale per circa 395mila euro; Sefro, con la riqualificazione dell’ex bocciofila per oltre 555mila euro; Colmurano, con un intervento di rigenerazione urbana da circa 350mila euro.
Un elenco che rappresenta soltanto una parte delle commesse affidate alla società e non consente, da solo, di quantificare il peso complessivo dell’impresa nella ricostruzione maceratese.

operai gru tolentino cantiere

La gru di 35 metri in piazza San Nicola a Tolentino dove c’è stata la protesta degli operai

Resta aperto un problema immediato per il territorio: il futuro dei cantieri e dei lavoratori coinvolti. Nei giorni scorsi, sia a Tolentino sia a Colmurano, operai impiegati da imprese subappaltatrici della Crucianelli hanno protestato per il mancato pagamento delle retribuzioni. A dieci anni dal terremoto che ha devastato l’entroterra maceratese, un altro terremoto, questa volta giudiziario, investe la ricostruzione. E le conseguenze rischiano di andare ben oltre le vicende giudiziarie dell’imprenditore. Con centinaia di cantieri riconducibili alla Crucianelli Rest Edile, si apre un’incognita sulla prosecuzione dei lavori, sui rapporti con le imprese subappaltatrici e sulla tutela degli operai. Ma soprattutto sui tempi di riconsegna delle abitazioni. 


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