Protesta per 11 ore sulla gru,
gli operai ricevuti dal sindaco:
«Raccontato le loro vicende»

TOLENTINO - Sono stati ricevuti in Comune per incontrare il primo cittadino Mauro Sclavi: «Salire su una gru è pericoloso e sbagliato. Prima incontriamoci, parliamo e affrontiamo insieme i problemi per trovare soluzioni praticabili»

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Il sindaco Mauro Sclavi con gli operai

di Francesca Marsili

Gli operai saliti su una gru di 35 metri ieri a Tolentino e rimasti lassù per circa 11 ore sono stati ricevuti, insieme ad un quarto operaio, che pure lui ieri ha inscenato, seppur per breve tempo, una protesta, dal sindaco Mauro Sclavi.

Il primo cittadino che ieri ha seguito personalmente la vicenda sin dal principio, oggi pomeriggio ha ascoltato le storie degli operai, che gli hanno raccontato le loro vicende «evidenziando tutte le anomalie che hanno dovuto subire a causa di rapporti di lavoro – dice il Comune in una nota -, che non sono stati rispettati, oltre alle difficoltà incontrate per avere una interazione per ottenere una rappresentanza per la difesa dei propri diritti». Hanno chiesto consiglio al sindaco sul da farsi e hanno ammesso che la loro forma di protesta era assolutamente sbagliata ed esagerata ma che il loro intento era solo quello di creare attenzione intorno alla loro vicenda e che comunque non bisogna imitarli.

gru tolentino

«Salire su una gru è pericoloso e sbagliato. Prima incontriamoci, parliamo e affrontiamo insieme i problemi» è il monito del sindaco di Tolentino il giorno dopo la protesta che ha tenuto col fiato sospeso il centro storico. Mauro Sclavi affida a una nota la sua riflessione sulla vicenda dei tre operai egiziani saliti sulla gru di piazza San Nicola per reclamare gli stipendi arretrati.

Ieri mattina, intorno alle 8,30, tre giovani egiziani tra i 25 e i 30 anni, domiciliati a Gagliole e impiegati in una ditta subappaltatrice nei cantieri della ricostruzione post sisma, si sono arrampicati fino in cima alla struttura, a circa 35 metri d’altezza, minacciando di lanciarsi nel vuoto. Lamentavano il mancato pagamento delle mensilità. Dopo una lunga trattativa condotta dal negoziatore della polizia, i tre sono scesi intorno alle 20.

«Consideriamo legittime le rimostranze di chi lavora e presta la propria opera e che quindi, giustamente, deve essere pagato per quanto pattuito con il contratto – prosegue Sclavi –. Crediamo però anche che certe manifestazioni estreme non siano la maniera più adeguata. I sindacati, l’ispettorato del lavoro, eventualmente uffici legali sono a disposizione per dirimere le controversie. In ultima ratio anche i nostri uffici comunali possono dare assistenza».

Il sindaco allarga poi lo sguardo al contesto: «Essendo il nostro cratere il cantiere attualmente più grande d’Europa, ci troviamo a dover contrastare fenomeni che mai si erano verificati nelle nostre zone. I nostri cantieri necessitano di manodopera e le nostre comunità devono fare i conti con una socialità che sta mutando profondamente». Da qui l’auspicio che «non ci sia emulazione»: quella di ieri, infatti, non è la prima protesta di questo tipo nei cantieri della ricostruzione. «Resta il fatto che i contratti di lavoro devono essere chiari e tutelare i lavoratori oltre alle imprese – aggiunge –. Vorremmo che fossero attuati controlli e verifiche nei cantieri».

Sclavi, che ha seguito sul posto ogni fase della trattativa, parla di «uno Stato che funziona» e ringrazia polizia e i suoi mediatori, carabinieri, vigili del fuoco, polizia locale, 118, Croce Rossa, sindacati e il sindaco di Gagliole, Sandro Botticelli, che si è attivato per garantire ai tre alloggio e vitto. «I ragazzi hanno accolto le nostre proposte e hanno deciso di scendere».

Il prossimo passo è già annunciato: il sindaco chiederà al prefetto di convocare un tavolo tecnico con associazioni di categoria, sindacati, sindaci del cratere e forze dell’ordine, «per applicare una regia comune con ispezioni e accertamenti nei cantieri, eliminando distorsioni e anomalie e prevenendo proteste estreme come quella inscenata a piazza San Nicola».

Salgono sulla gru in piazza San Nicola e minacciano di buttarsi: «Vogliamo i nostri soldi» (Foto/Video)

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Dopo oltre 11 ore sono scesi <br> i tre operai saliti sulla gru per protesta <br> <span>(Foto/Video)</span>

 


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