Energia, conto annuale da 206 miliardi:
«Ridurre i costi è prioritario»
RINCARI - Anche nel Maceratese i prezzi restano elevati. Secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiornati al 13 ottobre, in provincia la benzina self costa in media 2,020 euro al litro, mentre il gasolio arriva a 2,224 euro al litro. Simone Giglietti, presidente provinciale di Cna: «Bollette e carburanti più cari significano meno risorse per investire, innovare e creare occupazione»

Simone Giglietti
Per imprese e famiglie italiane il conto di benzina, gasolio, elettricità e gas potrebbe superare i 200 miliardi di euro nel 2026. È quanto emerge da un’analisi della Cna che proietta sull’intero anno l’andamento dei consumi e della spesa energetica.
In queste condizioni, la spesa raggiungerebbe circa 206 miliardi di euro, oltre 33 miliardi in più rispetto allo scorso anno e persino sopra i 202 miliardi registrati nel 2022, nel pieno della crisi energetica. Per le famiglie italiane l’incremento medio sarebbe superiore a 500 euro l’anno, mentre per le imprese l’aggravio medio supererebbe i 4.500 euro. Tradotto sulla realtà marchigiana, lo stesso scenario avrebbe un impatto vicino al miliardo di euro. Secondo l’elaborazione del Centro Studi Cna Marche, con un aumento medio del 20% dei prezzi di energia e carburanti, il maggior costo per famiglie e imprese della regione potrebbe raggiungere nel 2026 circa 918 milioni di euro. Di questi, oltre 328 milioni graverebbero sulle famiglie e circa 589 milioni sulle imprese.
A livello nazionale, una parte rilevante della maggiore spesa è legata ai carburanti. Nei primi otto mesi del 2026 il gasolio per autotrazione ha registrato consumi in calo del 4,3%, mentre la spesa è salita del 12,6%. Per la benzina, invece, i consumi sono cresciuti del 4,8% e la spesa del 9,6%. Se il trend proseguisse, il conto annuale complessivo arriverebbe a 74,4 miliardi di euro, contro i 66,6 dell’anno precedente. Anche nel Maceratese i prezzi restano elevati. Secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiornati al 13 ottobre, in provincia di Macerata la benzina self costa in media 2,020 euro al litro, mentre il gasolio self arriva a 2,224 euro al litro. Una pressione particolarmente pesante per alcuni dei comparti più diffusi anche nel territorio maceratese, dal manifatturiero al sistema casa, dall’agroalimentare all’autoriparazione e ai trasporti. «Ogni misura che contribuisce a ridurre il prezzo alla pompa è positiva – sottolinea il presidente Cna Macerata Simone Giglietti – ma occorre prestare attenzione a come viene distribuito lo sforzo lungo la filiera. Non sarebbe equilibrato se una parte rilevante della calmierazione finisse per gravare proprio sui gestori degli impianti, spesso piccole imprese che rappresentano l’ultimo anello della catena. È necessario che il contributo alla riduzione dei prezzi sia sostenibile e proporzionato lungo tutti i passaggi della filiera».
Ma il problema non si ferma alla pompa. Anche elettricità e gas continuano a rappresentare una voce critica per famiglie e imprese, rendendo ancora più urgente intervenire in modo strutturale. Per Cna, ridurre stabilmente il costo dell’energia deve diventare una priorità della politica economica. Tra le proposte avanzate a livello nazionale dall’associazione c’è l’istituzione, nella prossima legge di bilancio, di un fondo da un miliardo di euro l’anno per sostenere i piccoli impianti fotovoltaici destinati all’autoproduzione delle piccole imprese, così da alleggerire la spesa e ridurre l’esposizione alle oscillazioni dei mercati. «Per le nostre imprese bollette e carburanti più cari significano meno risorse per investire, innovare e creare occupazione – conclude Giglietti -. Servono interventi immediati, ma anche strumenti che consentano alle aziende di diventare progressivamente meno dipendenti dalle oscillazioni dei mercati energetici. Per un territorio produttivo come il nostro è una questione di competitività e di capacità di programmare il futuro».
Uscire dall’unione nazionalsocialista sovietica europea, organizzazione internazionale incompatibile con la vita.
Poi, riaprire le centrali nucleari, i giacimenti di carbone, petrolio e gas naturale italiani e stipulare accordi bilaterali con la Federazione Russa.