La muraglia di cemento
sul fiume a Passo di Treia
La Provincia segnala, la Regione tace da anni

TREIA - Lettera del dirigente tecnico del 2023 inviata, per conoscenza, anche ai Comuni di Treia e Pollenza. Si chiedeva «di intervenire per la rimessa in ripristino e di valutare l’eventuale ricostruzione definitiva della briglia». Una situazione che suscita preoccupazione tra i residenti

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Il fiume Potenza

di Luca Patrassi

Gli aironi in quella parte del fiume Potenza a Passo di Treia continuano a preferire l’acqua e il verde della vegetazione al muraglione di cemento, agli alberi caduti, alle isolette e ai massi rimasti a ricordare ai passanti la piena di una decina di anni fa che devastò gli argini nella zona al confine tra Pollenza e Treia. I passanti vedono e qualche dirigente pubblico illuminato ha pensato bene di segnalare la situazione all’organismo competente che è il servizio Tutela, gestione e assetto del territorio della Regione Marche.

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L’abitato a ridosso del fiume Potenza

Una segnalazione scritta che in Comune a Treia ricordano essere arrivata anche a loro (e al Comune di Pollenza) per conoscenza. Scorreva (giusto perché si parla in fin dei conti di acqua) l’anno 2023, marzo per essere un po’ più precisi, e il dirigente tecnico della Provincia, l’ingegnere Matteo Giaccaglia, segnalava «il grave danneggiamento della briglia sul fiume Potenza in località Passo di Treia, posta a valle del ponte al km 9+000 della provinciale “G. Murat”. Non si è a conoscenza del motivo per cui fu costruita la briglia, – continua il dirigente – ovvero se a protezione delle fondazioni del ponte (che a una prima osservazione sembrano fondate su roccia ma da confermare con indagini geognostiche) per mitigare l’azione erosiva del fiume che a monte presenta una curva a 90 gradi in corrispondenza del campo sportivo, o a servizio della limitrofa centrale Enel. Tuttavia, da foto storiche che si allegano, la briglia è presente da molti decenni, da prima che venisse realizzato l’attuale ponte in sostituzione del precedente distrutto durante la guerra. Nel marzo del 2018 codesto Servizio eseguì un intervento di riparazione provvisorio consistito nella posa di massi che purtroppo nel giro di quattro anni ha esaurito la sua funzione. Al fine di una fattiva collaborazione tra Enti e tenuto conto che trattasi di un’opera idraulica, si chiede a codesto Servizio di intervenire per la rimessa in ripristino della stessa e di valutare l’eventuale ricostruzione definitiva della briglia» concludeva la segnalazione dell’ingegnere Giaccaglia.

Sono passati tre anni e sette mesi: nessuna risposta, nessun intervento. Forse non sanno che pesci pigliare (ove ce ne siano), economicamente parlando.

«La piena ha distrutto gli argini tanti anni fa ma nulla si è mosso sul fiume Potenza»


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