Santa Maria della Porta, partiti i lavori

MACERATA - In questi giorni gli operai sui ponteggi hanno "avvolto" i due lati della chiesa. L’obiettivo è cercare, nell’arco di un anno, di completare gli interventi e restituire alla fruibilità un luogo sacro e caro ai maceratesi

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Le impalcatura della chiesa di Santa Maria della Porta

di Mauro Giustozzi

Chiesa di Santa Maria della Porta completamente ingabbiata dalle impalcature. È il via ufficiale al cantiere dei lavori di ristrutturazione del luogo di culto che si trova nel centro storico di Macerata. Gli operai sui ponteggi per sistemare le passerelle e “avvolgere” i due lati della chiesa, quello frontale che si affaccia sulla strada e quello laterale lungo le scalette di Piaggia della Torre. L’obiettivo è cercare, nell’arco di un anno, di completare gli interventi e restituire alla fruibilità un luogo sacro molto frequentato e caro ai maceratesi.

santa maria della porta lavori

I lavori, finanziati ai sensi dell’ordinanza 105 del 2020 del Commissario straordinario per la ricostruzione, sono finalizzati alla riparazione dei danni sismici, in particolare il consolidamento delle volte strutturali e delle murature verticali, e la contestuale revisione, messa in sicurezza e ripristino degli elementi decorativi. L’intervento di restauro è stato progettato dall’architetto Stefano Pasquali in collaborazione con gli ingegneri Daniele Menghi, Aldo Tuzio e il dottor Milko Morichetti, col coordinamento dell’Ufficio sisma della Diocesi di Macerata, e viene eseguito dall’impresa Paolini Simone di Recanati.

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L’intervento ha un costo di 737.085,18 euro. L’edificio liturgico è situato all’interno del centro storico ed è il risultato della sovrapposizione di due chiese costruite in epoche differenti. La chiesa dedicata all’Assunta fu poi soprannominata “della Porta” poiché adiacente alla porta meridionale dell’antico Castello di Macerata. Tra le opere pittoriche che vi sono all’interno, notevoli sono il Sant’Antonio dipinto da Giovanni Baglioni nel 1628 per la prima cappella a cornu epistolae, e l’Assunta di Domenico Corvi, della seconda metà del Settecento, per l’altare maggiore, dove si venera il corpo di Sant’Innocenzo martire. La chiesa superiore, risalente a metà del secolo XIV, aperta sino al terremoto del 2016, si sviluppa in un’unica navata terminante con un presbiterio a pianta rettangolare leggermente più stretto della navata. La chiesa inferiore, risalente al IX secolo, non è più utilizzata per finalità liturgiche ed è stata recuperata negli anni Sessanta: internamente è divisa in due navate separate da tre colonne in laterizio, sulle quali si scorgono antichi affreschi.

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Nello specifico tra i lavori previsti ci sono la demolizione della pavimentazione esistente, lo smontaggio e il recupero della pavimentazione originale sottostante in cotto con eventuale reintegro, lo svuotamento e la pulizia delle volte sottostanti, l’applicazione di reti consolidanti in fibra di vetro, l’inserimento di cinque catene metalliche tra le pareti longitudinali, il riempimento del solaio con materiale alleggerito, la cerchiatura metallica perimetrale e il massetto armato. E poi ancora il riposizionamento del pavimento recuperato con eventuale reintegro, il rinforzo e il consolidamento di volta a sesto ogivale mediante placcaggio intradossale con rete diffusa in fibra naturale di basalto ancorata con connettori artificiali, il consolidamento con cuciture a secco di murature lesionate con barre elicoidali in acciaio inox su lesioni verticali nella cappella della Madonna dell’Addolorata e lesione all’angolo della chiesa (cuciture dall’esterno), con reintegro degli stucchi e del decoro pittorico e interventi puntuali di cuci e scuci in corrispondenza delle lesioni del paramento esterno murario.

La parte pubblica dell’intervento restituirà alla città la chiesa superiore, che tornerà alla sua funzione di luogo di culto, preghiera e meditazione, con una particolare attenzione alla comunità universitaria. La Diocesi è particolarmente impegnata anche nella valorizzazione della parte inferiore del complesso, più antica e di grande rilevanza storica e artistica, per lungo tempo sottoutilizzata. L’obiettivo è restituire questi spazi alla comunità, una volta completato il loro restauro, attraverso una destinazione culturale e di socializzazione di qualità, coerente con il loro valore, grazie a un percorso di riflessione e alla costruzione di sinergie e collaborazioni già da tempo avviate.

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Lavori alla chiesa di Santa Maria della Porta: <br> «Restituirla alla comunità entro un anno»


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