«Metterò delle panchine dalle quali
i cittadini potranno ammirare
il sito della nuova discarica»
MACEARATA - La proposta della sindaca di Montefano Angela Barbieri durante l'incontro organizzato stamattina dal centrosinistra per fare il punto sulla questione: «Una provocazione ma non troppo: ci sto pensando seriamente. Farò di tutto per difendere la mia comunità». Leonardo Catena, consigliere regionale Pd: «Chiediamo all’assessore regionale Tiziano Consoli che fine ha fatto l’impegno di avviare un’interlocuzione col presidente della Provincia e dell’Ata Alessandro Gentilucci per verificare se il percorso amministrativo manifestasse criticità o vulnus»

Da sinistra: Michele Caporossi, Valeria Mancinelli, Leonardo Catena e Angela Barbieri
di Mauro Giustozzi (foto di Fabio Falcioni)
Commissariare l’Ata per le inefficienze evidenziate nella vicenda nuova discarica provinciale dei rifiuti, solidarietà alle comunità di Montefano, Pollenza e Loro Piceno con la richiesta che la scelta del sito poggi su valutazioni trasparenti e motivate, no ai soprusi politici. Mentre il comitato dei cittadini contro la discarica prosegue la mobilitazione con nuove iniziative in programma, in attesa dell’esito del ricorso al Tar. Si riaccende la battaglia sulla discarica provinciale e su una graduatoria che è stata stravolta rispetto all’esito dello studio commissionato alla Università Politecnica delle Marche.

Sono i consiglieri regionali di minoranza, insieme al sindaco di Montefano, Angela Barbieri, a farsi portavoce di questa istanza che è stata rilanciata in un’affollata assemblea cui hanno partecipato molti amministratori di comuni del territorio nonché esponenti maceratesi del Partito democratico come Angelo Sciapichetti, Narciso Ricotta e Mario Iesari. L’obiettivo è quello di mobilitarsi e solidarizzare con quelle comunità che sono state penalizzate dalla modifica in corsa di criteri che erano stati inizialmente stabiliti.

Mario Iesari, segretario comunale Pd, e il consigliere comunale Narciso Ricotta
«Un grazie a tutti coloro ci sono vicini in questa battaglia per ripristinare la legalità in una graduatoria per il sito della discarica che è stata stravolta soltanto perché la nostra amministrazione non fa parte della filiera di centrodestra – ha ribadito Barbieri – e mi batterò in tutte le sedi con i miei cittadini affinchè vengano ristabiliti i criteri che erano stati validati dallo studio universitario. La scelta del sito di Montefano sarà un vero scempio per il paesaggio dove è stato individuato: come provocazione, ma poi neppure tanto perché ci sto realmente pensando, mi è venuta l’idea di collocare delle panchine da cui i cittadini potranno ammirare la vista che ci sarà sulla futura discarica. Fare la via delle panchine, dove ogni seduta può essere dedicata ad un progetto nobile, uno dei quali la veduta sulla potenziale discarica dei rifiuti. Lotterò fino in fondo per difendere la mia comunità che subisce una violenza come questa: nessuno si è degnato di venire a Montefano a dire qualcosa, né il presidente della Regione o l’assessore competente, né il presidente della Provincia, anzi sono stata oggetto di una vergognosa campagna di delegittimizzazione quando invece si poteva tutti assieme individuare una soluzione per la nuova discarica. Ho fatto un patto con i miei cittadini e spero che il Tar accolga il nostro ricorso».

Leonardo Catena e Angela Barbieri
E’ stato ripercorso l’iter della vicenda che il 6 maggio ha visto l’assemblea dell’Ata introdurre criteri aggiuntivi, attribuendo loro complessivamente il 40% del punteggio e riducendo al 60% il peso dei fattori utilizzati nel lavoro dell’Università Politecnica delle Marche sulla base delle indicazioni fornite dagli stessi sindaci. Gli esponenti della minoranza regionale puntano il dito sul fatto che il peso attribuito alla densità abitativa sia del 5% e pesi di più del rischio idrogeologico (2,4%) o delle zone di interesse agrituristico (3,6%). Il 15 maggio è stata approvata la nuova graduatoria e il risultato è stato il suo stravolgimento e i siti collocati nei Comuni guidati dal centrosinistra sono passati dalle posizioni 4, 9, 15 e 18 alle prime quattro. Quali valutazioni tecniche giustificano quei nuovi criteri e, soprattutto, il peso assegnato a ciascuno di essi? Perché sono stati introdotti soltanto alla fine di un percorso impostato su altri parametri? Sono le domande formulate dai consiglieri di minoranza al presidente della Provincia Gentilucci.

«Il messaggio che vogliamo dare con questa iniziativa è che i consiglieri regionali di minoranza e gli amministratori di tanti comuni maceratesi – ha detto il consigliere regionale dem Leonardo Catena – manifestano la loro vicinanza e solidarietà alla comunità di Montefano in primis ed anche a quella di Pollenza che ha il terzo sito in graduatoria e pure al comune di Loro Piceno. Noi consideriamo inaccettabile il metodo che il presidente della Provincia, Gentilucci, ed i sindaci di destra hanno portato avanti. Utilizzare il manganello della cosiddetta “filiera di centrodestra” per colpire i comuni non allineati, stravolgendo la graduatoria dove si individuavano i siti per la nuova discarica provinciale, con dei criteri dell’ultimo minuto, criteri che invece inizialmente erano stati condivisi da tutti i sindaci e sui quali aveva lavorato l’Università Politecnica delle Marche. E’ stata modificata una graduatoria legata a criteri scientifici, un metodo per noi inaccettabile a livello sia politico che istituzionale. Questa vicinanza a Montefano non termina oggi, continueremo a tenere alta l’attenzione su questa vicenda assieme all’amministrazione ed al comitato dei cittadini che si è costituito faremo tutto quello che è necessario. Chiediamo all’assessore regionale Consoli che fine ha fatto l’impegno di avviare un’interlocuzione col presidente della Provincia e dell’Ata Gentilucci per verificare se il percorso amministrativo manifestasse criticità o vulnus e se quindi si potesse intervenire. Su questo non si è saputo più nulla, evidentemente la giunta vuol normalizzare quanto accaduto ma noi lo impediremo».

Dal canto suo Michele Caporossi (Progetto Marche Vive) ha ribadito che «sono stati spesi soldi pubblici nell’effettuare lo studio per la nuova discarica e se questi sono stati i risultati dico io che si tratta di spreco di denaro pubblico. Adesso il nodo centrale è uno soltanto. Se la Regione vuole ristabilire la correttezza della graduatoria lo vedremo subito, attraverso il fatto di decidere il commissariamento dell’Ata Macerata».

Michele Caporossi
Presente anche il presidente del Comitato contro la discarica di Montefano, Giuseppe Stacchiotti che, nel ricordare le iniziative già effettuate come la raccolta di firme iniziali, l’evento colazione in discarica e la manifestazione a Pieve Torina, “casa” del presidente della Provincia Gentilucci, ha annunciato che si stanno predisponendo nuove iniziative per mobilitare e tenere viva l’attenzione sul no alla discarica a Montefano.

«Il tempo perso ha avuto un costo altissimo – ha concluso Valeria Mancinelli – ed i ritardi sono da addebitare in buona parte al sindaco di Macerata e presidente della Provincia Sandro Parcaroli e ai suoi colleghi dello stesso schieramento politico. Ai conferimenti fuori provincia e alle soluzioni provvisorie si aggiunge anche la misura compensativa approvata per Cingoli che peserà sulle tariffe pagate da famiglie e imprese. La Tari è già aumentata più del 30% è destinata ad aumentare più del 50% nei prossimi anni anche per far fronte alla grave situazione finanziaria in cui versa il Cosmari. L’Ata ha infatti approvato un nuovo ecoindennizzo per la discarica di Cingoli pari a 18,33 euro a tonnellata, più del doppio rispetto al passato (8,21 euro) e rispetto a quanto stabilito per altre discariche nelle Marche e in altre regioni. Una misura che peserà 5,2 milioni di euro pagati da tutti i maceratesi, cittadini e imprese, ben 2,7 milioni in più rispetto al passato».

Valeria Mancinelli, ex sindaca di Ancona


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