“Quello che resta di noi”
Per il suo ultimo film
Simone Riccioni torna a casa

CORRIDONIA - L'attore e regista ha girato tra la sua città e Ripatransone. La pellicola arriverà nelle sale il 29 ottobre. Nel cast tanti giovani attori marchigiani (tra cui il recanatese Lorenzo Miccini) e Francesco Pannofino. «Peccato non poter fare un'anteprima qui. Bisognerebbe riaprire il Lanzi, è dove mi sono innamorato del cinema vedendo "Space Jam"»

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La presentazione, a Corridonia, del film “Quello che resta di noi”

di Mauro Giustozzi

Un film “made in Marche” che scava nel valore dei legami umani, nel rapporto con l’immagine, nella ricerca del successo e nel bisogno di essere osservati. Il nuovo film “Quello che resta di noi”, diretto dal civitanovese Emilio Mercanti e dal corridoniano Simone Riccioni e prodotto da Linfa Crowd 2.0, arriverà nelle sale cinematografiche il 29 ottobre, dopo l’anteprima romana del 24 ottobre nell’ambito di Alice nella Città. La pellicola, girata tra Corridonia e Ripatransone, è stata presentata stamattina nella sede comunale di Corridonia da Simone Riccione accompagnato da tre attori protagonisti, l’osimano Riccardo Andreucci, la jesina Linda Campana e il recanatese Lorenzo Miccini.

Da sx Cesca, Giampaoli, Riccioni e Mercanti

Da sinistra Massimo Cesca, Giuliana Giampaoli, Simone Riccioni ed Emilio Mercanti

«Non vi fate intimorire dalla locandina, è un film per tutti – ha esordito Riccioni – è diviso in tre momenti: la prima fase è quella dell’inferno che capita a tutti, ci troviamo in momenti di difficoltà e non sappiamo a cosa aggrapparci. La seconda è il purgatorio, quando i ragazzi gettano la maschera e iniziano a conoscersi e a capire chi sono. La terza parte è quella del paradiso dove i ragazzi scelgono chi essere veramente. Questo film è un inno all’originalità di cui tutto il mondo ha estremo bisogno. “Quello che resta di noi” è un mystery-comedy che mescola elementi del giallo, della ghost story e del soprannaturale con una riflessione sulle relazioni umane. Al centro della vicenda ci sono sette ragazzi che, spinti da motivazioni differenti, entrano in una villa cinquecentesca appartenuta a un’antica contessa, alla ricerca di un tesoro avvolto nel mistero».

Da sx Andreucci, Campana e Miccini

Da sinistra Riccardo Andreucci, Linda Campana, Lorenzo Miccini

Le anteprime in provincia sono previste il 25 ottobre al Giometti di Tolentino alle 18 e al Giometti di Matelica alle 20,45. Il 26 ottobre al Multiplex di Macerata alle 20,45. «Queste saranno le anteprime nella provincia di Macerata – ha detto Riccioni – peccato che non ci sia una sala qui a Corridonia. Visto che siamo in questa sede comunale lancio un’idea, perché non riapriamo il vecchio cinema Lanzi? Io mi sono innamorato dei film quando, tornato in Italia dall’Africa, mio padre nel 1996 mi portò a vedere “Space Jam” con Michael Jordan il mio idolo, uno dei film più belli della storia a mio avviso. Un’emozione grandissima per me bambino che andavo per la prima volta in una sala cinematografica. Tornando a ‘Quel che resta di noi’, sono felice di aver fatto vedere nel film Villa Fermani e di aver girato per l’80% qui a Corridonia. È un film corale con sette protagonisti e una guest star, Francesco Pannofino. I sei protagonisti insieme a me sono tutti allievi della mia scuola di recitazione ‘Cinema che Passione’ che ha sede a Passo del Bidollo ed è frequentata da 130 giovani, quindi continuo con l’idea di formare dei talenti nostri piuttosto che cercare gente da fuori. In più la troupe è totalmente marchigiana, oltre a un mio amico fraterno di Torino che si occupa di costumi».

Simone Riccioni

Simone Riccioni

Il cast comprende Francesco Pannofino, Simone Riccioni, Riccardo Andreucci, Linda Campana, Lorenzo Miccini, Anita Lanciotti, Giovanni Lambertucci e Letizia Trivelli. «Presentiamo con orgoglio questo racconto tradotto in un film che ha un legame stretto con la nostra città dove è stato ambientato in molte parti – ha detto la sindaca Giuliana Giampaoli -, per la presenza del nostro concittadino regista, attore, produttore Simone Riccioni e di molti artisti marchigiani che sono la spina dorsale di questa produzione. Questa opera offre momenti di riflessione profonda in cui ognuno di noi deve guardarsi dentro. Un grazie a Riccioni per avere creduto nelle capacità di questi giovani che sono diventati attori professionisti che rappresentano il futuro del nostro cinema».

«La peculiarità di questo film è l’aver puntato su un cast artistico di tanti giovani, cosa rara in Italia, e di questo devo ringraziare la produzione – ha detto il co-regista Emilio Mercanti -. Siamo cresciuti tutti alla scuola di Simone Riccioni e l’idea del film nasce proprio dallo scoprirsi l’un l’altro, riuscire a gettare le proprie maschere e abbracciare l’originalità dell’altro. Abbiamo concepito il film su due fasi, una di Italo Calvino e l’altra di Carlo Acutis. Il film va nella direzione di stimolare nei giovani la propria originalità. Con “Quello che resta di noi” abbiamo voluto raccontare una storia che partisse dal mistero e dall’intrattenimento per arrivare a qualcosa di più profondo. La villa, la contessa e il tesoro sono gli elementi attraverso cui i protagonisti vengono messi davanti alle proprie paure, alle proprie ambizioni e soprattutto alle proprie scelte».

Da sinistra Massimo Cesca, Giuliana Giampaoli, Simone Riccioni, Emilio Mercanti

L’assessore alla Cultura Massimo Cesca ha ricordato come «in questa società ci sia bisogno di testimoni credibili e voi con questo film state dando una grande testimonianza che può essere di aiuto a tanti altri giovani. Si vive in un contesto sociale nel quale la cultura cerca di anestetizzare quello che uno ha dentro – ha aggiunto – : è bello invece che sia stato fatto un film che pone ognuno di noi davanti a domande che ognuno di noi si pone nella propria vita alle quali si deve trovare risposte. In ‘Quello che resta di noi’ queste risposte ci sono e anche solo per questo vale la pena sostenere il vostro film: ho avuto il piacere di osservarvi qui a Corridonia mentre giravate ed è stato un grandissimo piacere vedere il vostro approccio alla macchina da presa e la relazione che c’è stata tra tutti voi. Un grazie per aver scelto Corridonia in molte scene del film che farà conoscere la nostra città e valorizzarla in un contesto nazionale».


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