Tolentino ritrova il suo duomo:
San Catervo riapre il 16 ottobre

CHIESA - A dieci anni dal terremoto, la cattedrale riapre alla vigilia della festa del patrono. Taglio del nastro, messa solenne con il vescovo Marconi e, il giorno dopo, la processione con la reliquia del santo

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Duomo San Catervo

Dopo i lavori di recupero seguiti al sisma del 2016, il duomo di San Catervo torna ai fedeli proprio alla vigilia della festa patronale: le porte del duomo riapriranno venerdì 16 ottobre. Ad annunciarlo la Diocesi di Macerata, Lo ha annunciato la Diocesi di Macerata, con un programma in tre tappe. 

Si comincia alle 18 con il taglio del nastro alla presenza delle autorità civili e religiose. Alle 18.30 la celebrazione eucaristica solenne per la riapertura al culto, presieduta dal vescovo Nazzareno Marconi.

Il 17 ottobre, giorno del patrono, il vescovo tornerà all’altare alle 18, a seguire la processione con la reliquia di San Catervo per le vie della città. L’ultimo appuntamento è fissato per sabato 7 novembre alle 17, con la conferenza in cui progettisti e imprese illustreranno gli interventi architettonici, strutturali e impiantistici.

Per Nazzareno Marconi la riapertura è «una tappa bella e importante di questa impegnativa ricostruzione». «Siamo vicini al decennale del sisma – ha sottolineato – e avercela fatta è un motivo di gratitudine, ma anche di orgoglio nei confronti di tutti coloro, e sono tanti, che in mille modi hanno contribuito a questo significativo risultato». Il vescovo ha ringraziato il commissario straordinario Guido Castelli, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione, la Soprintendenza Marche Sud e il Comune di Tolentino.

Alla cerimonia sarà presente lo stesso Castelli. Per il commissario, San Catervo è uno dei luoghi in cui «più profondamente si intrecciano fede, storia e identità della comunità», un edificio che attraversa i secoli dalle origini cristiane di queste terre fino a oggi.

«Dopo il sisma del 2016 – ha evidenziato il senatore – abbiamo assunto l’impegno non soltanto di riparare gli edifici danneggiati, ma di riconsegnare alle comunità i luoghi nei quali si riconoscono e custodiscono la propria memoria». La riapertura si aggiunge a quelle del Palazzo Arcivescovile di Camerino, della Basilica di San Benedetto a Norcia e del Cappellone di San Nicola, sempre a Tolentino. Castelli ha guardato anche avanti: «Il Duomo è una tappa del Cammino Lauretano e la sua restituzione rafforza la rete di cammini, borghi e patrimonio religioso su cui la struttura commissariale punta per il turismo lento e per le aree interne», ha concluso ringraziando il presidente della Regione Francesco Acquaroli, il vescovo Marconi e il sindaco Mauro Sclavi.

Soddisfatto il primo cittadino. Sclavi ha ringraziato il vescovo e lo staff della Diocesi per il lavoro di recupero dei luoghi di culto, che consente alla città, «dopo dieci anni, di rinsaldare i vincoli che legano la nostra Comunità». «I lavori sono stati svolti in maniera eccellente – ha aggiunto – e ci restituiscono il Duomo in tutta la sua solennità e bellezza architettonica e artistica». E sulla scelta della data: una coincidenza con la festa del Patrono «resa non fortuita dalla volontà umana».

Tra gli interventi principali c’è il recupero della Cappella del Sarcofago, che custodisce il sarcofago paleocristiano della fine del IV secolo in cui riposano San Catervo, la moglie Settimia e il figlio Basso. Le volte decorate, messe in sicurezza durante il cantiere, sono ora valorizzate da un nuovo impianto di illuminazione progettato da iGuzzini con la Diocesi, grazie al contributo della Parrocchia di San Catervo.

Sono tornati a funzionare anche gli antichi lampadari a goccia da 300 candele, che per tradizione si accendono a Natale, a Pasqua e per la festa del patrono. Tornerà infine esposto alla venerazione dei fedeli il busto reliquiario del Santo, con il baldacchino processionale del Settecento.


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