Due nuove sedi per Unicam:
riaprono Santa Caterina e Palazzo Ribechi:
«Città e ateneo più forti e funzionali» (Video)
CAMERINO - Doppio taglio del nastro, a dieci anni dal sisma nuovi spazi per formazione, ricerca e accoglienza. Il rettore Graziano Leoni: «L'università sta uscendo dalla crisi del terremoto». Investimento complessivo di 8 milioni di euro

Il taglio del nastro per il nuovo polo di Santa Caterina
di Alessandro Vallese
Due edifici restituiti alla città, nuovi spazi per la formazione, la ricerca e l’accoglienza e un altro tassello nel lungo percorso della ricostruzione. L’Università di Camerino ha inaugurato questa mattina il Polo Santa Caterina e Palazzo Ribechi, ristrutturate grazie ai finanziamenti destinati alla ricostruzione e ora pronte a entrare nella vita quotidiana dell’ateneo.

La facciata esterna del nuovo polo di Santa Caterina
Dopo la cerimonia nell’aula Piantoni del Polo Sant’Agostino, la giornata è entrata nel vivo con i tagli del nastro e la visita alle due strutture. Prima Santa Caterina, l’antico complesso che torna a ospitare attività di alta formazione, poi Palazzo Ribechi, affacciato sul giardino e trasformato nella nuova foresteria dell’ateneo. Porte aperte, spazi da scoprire e ambienti che, dopo gli interventi di ricostruzione, sono pronti a tornare a essere vissuti.

Palazzo Ribechi
A Santa Caterina il recupero ha restituito nuovi ambienti destinati alla formazione di terzo livello: qui troveranno spazio la Scuola di specializzazione in Farmacia ospedaliera, la International school of advanced studies – Scuola di dottorato e la Scuola di studi superiori «Carlo Urbani», insieme alla biblioteca di Scienze e all’Area biblioteche, internazionalizzazione della didattica e Formazione avanzata.

La direttrice della Scuola di Studi Superiori “C. Urbani” Loredana Cappellacci, il direttore della School of Advanced studies Michele Loreti, il rettore Graziano Leoni, il direttore della scuola di specializzazione in farmacia ospedaliera Carlo Cifani, e il presidente Sifo (Società italiana di farmacia ospedaliera) Antonio Cavaliere
Quello di Santa Caterina rappresenta un edificio dalla storia secolare che torna così a essere parte della vita quotidiana di Camerino. Come raccontato anche dal rettore Graziano Leoni, gli spazi furono acquistati nel 1608 per dare una sede alle suore francescane. In anni più recenti questi spazi ospitarono la Facoltà di Veterinaria. Oggi il complesso si inserisce nel più ampio polo didattico di Sant’Agostino, dove sono presenti i laboratori di chimica e farmacia e la biblioteca centrale. Il rettore svela che presto sarà pronto anche il padiglione, completando ulteriormente quello che l’Ateneo definisce «uno straordinario polo didattico».

Da Santa Caterina alla seconda tappa, Palazzo Ribechi. L’edificio, che si affaccia sul giardino, è stato interessato da un intervento che ha comportato la ricostruzione delle parti compromesse dal sisma. Ora ospiterà una nuova foresteria Unicam, con appartamenti destinati a docenti e ricercatori. Un luogo pensato per l’accoglienza, dunque, che amplia la capacità dell’Università di ospitare chi arriva a Camerino per attività di studio, ricerca e formazione.
«Palazzo Ribechi è una nuova foresteria, il Polo di Santa Caterina invece è un luogo in cui si concentra tutta l’alta formazione», ha spiegato il rettore Graziano Leoni, sintetizzando la funzione complementare delle due strutture.

La biblioteca del polo di Santa Caterina
La cerimonia era iniziata nell’aula Piantoni del Polo Sant’Agostino, alla presenza del rettore Graziano Leoni, del commissario straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli, collegato in videoconferenza, della sottosegretaria alla presidenza della giunta regionale Silvia Luconi, del sindaco di Camerino Roberto Lucarelli e dei rappresentanti delle strutture accademiche coinvolte: il direttore della scuola di specializzazione in farmacia ospedaliera Carlo Cifani, il direttore della School of Advanced studies Michele Loreti e la direttrice della Scuola di studi superiori “C. Urbani” Loredana Cappellacci. Presente anche il presidente Sifo (Società italiana di farmacia ospedaliera) Antonio Cavaliere.

Silvia Luconi in visita al nuovo polo di Santa Caterina
«È un momento in cui l’Università e la città si riappropriano di spazi che la rendono più forte e funzionale», ha sottolineato Leoni, invitando a leggere «i segnali positivi che arrivano dall’inaugurazione di ben due edifici». Per il rettore, il recupero di queste strutture rappresenta anche il segnale di una fase nuova: «Aver recuperato questi edifici significa aver ingranato una marcia diversa».
Un investimento complessivo di circa 8 milioni di euro, ha spiegato lo stesso Leoni: 6 milioni per il Polo Santa Caterina e poco più di 2 milioni per Palazzo Ribechi. I due interventi hanno avuto però fonti di finanziamento differenti.

«Sono finanziamenti di provenienza un po’ diversa – ha spiegato il rettore – perché il Palazzo Ribechi è stato finanziato dalla ricostruzione post-sisma del 2016, mentre il Santa Caterina è stato finanziato in parte dal ministero dell’Università e della Ricerca per oltre 3 milioni di euro, mentre la Regione Marche ha contribuito per quasi 3 milioni». Una compartecipazione importante, dunque, tra livello nazionale e regionale, che ha consentito di riportare a nuova vita due edifici nel cuore della città.

Il taglio del nastro di Palazzo Ribechi
Sul valore della ricostruzione si è soffermata anche Silvia Luconi, che ha ricordato quella notte di dieci anni fa: «Non ero a Camerino, ma comunque qui vicino, Ricordo la nebbia, l’unico colore erano i trolley dei cittadini che uscivano dalla città». E proprio a chi sostiene che non sia necessario celebrare con i tagli del nastro, la sottosegretaria ha risposto: «Sono la restituzione di quello che ci è stato tolto. È importante però che insieme alla riconsegna degli edifici ci siano presidi, socialità, studio e formazione», ha aggiunto Luconi.

Il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli in collegamento
In collegamento da remoto è intervenuto Guido Castelli, che ha evidenziato la necessità di «mantenere attenzione specifica e dedicata alla ricostruzione di Camerino». Secondo il commissario, quella di Camerino è la dimostrazione concreta di «un doppio atto di ricostruzione»: una prima fase particolarmente complessa e successivamente uno sblocco che consente oggi di guardare con fiducia al completamento delle opere. Castelli ha inoltre ribadito il ruolo decisivo dell’Università per la città: «Unicam è un gioiello che in questi secoli non ha mai smesso di rappresentare un polmone per la ricerca e la didattica a livello nazionale».