
«Non è il passaggio del sindaco Fabrizio Ciarapica al partito di Vannacci a stupire quanto una maggioranza che tiene in piedi un sindaco che non ha più nulla da dare e dire a questa città». Questa l’analisi dei consiglieri di centrosinistra di Civitanova dopo l’ufficializzazione del passaggio del sindaco a Futuro Nazionale, il neonato partito costituito dal generale Vannacci.
Non si fa attendere il commento dell’opposizione dopo l’anteprima di Cronache Maceratesi sabato quando ha annunciato che la mattina stessa Ciarapica aveva costituito il circolo vannacciano in città.
Una manovra di cui anche il suo stesso partito, Forza Italia, era rimasto all’oscuro. I consiglieri comunali di centrosinistra parlano di «Ennesimo salto della quaglia del sindaco» ricordando gli esordi in Alleanza nazionale, transitando poi per la Destra di Storace, Vince Civitanova, Lega e Forza Italia fino all’approdo ora in Futuro Nazionale: «Ogni cambio di casacca non è certo per le sue idee politiche – dicono – sempre le stesse della destra più becera e opportunista, quanto nel tentativo di trovare qualcuno che gli paghi il biglietto per Roma, destinazione Parlamento. Comprende Ciarapica che è arrivato oramai al capolinea a Civitanova, ha perso il treno per Ancona, rimarrà ben presto a piedi. Ecco allora che tenta l’ultima carta per Roma. Se non fa più notizia il suo comportamento, ancora una volta lascia di stucco invece il comportamento dei suoi alleati che ancora continuano a tenere in piedi una sindaco ed una amministrazione che non hanno più nulla da dire e da dare a questa città. Fioccano le critiche, ma nessuno ha il coraggio di staccare la spina alla giunta: Fratelli d’Italia è tutta intenta a posizionarsi per individuare il prossimo candidato sindaco, la Lega che da tempo non è rappresentata in giunta, ma pronta a raccogliere ogni strapuntino pur di trovare un posto al sole, Vince Civitanova che prova a fare la voce grossa, nella speranza di raccogliere ancora qualcosa dalle varianti urbanistiche, Forza Italia che prova a salvare Morresi, in vista delle prossime elezioni».
Ciarapica sceglie il generale: fonda un nuovo circolo Vannacci
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Che i salti della quaglia,
son di tutti alla portata,
se somaro vecchio raglia,
pur compresa è traversata;
che gli amici di partito,
sian poi sì rimasti male,
all’oscuro dell’ardito,
salto verso il generale;
chissà quali decisioni,
ora loro prenderanno,
se pur chieder dimissioni,
o arrivar nell’altro anno;
poi fratelli pur turbati,
stanno in silenzio pare,
con i blocchi ancor schierati,
e loro mele a pur capare;
gli slegati ancor silenzio,
che anche lor col generale,
c’era stato il licenzio,
chissà se un bene o male;
che di certo il capolinea,
era già certo arrivato,
ma uscita simultanea,
egli non ha favorito;
che chissà se mossa vince,
ch’esperienza avea pure,
qua nessuno si convince,
mosse per le poi future;
ovviamente ormai isolato,
pare ch’esso poi fosse,
tra tentare e destinato,
scelto ha ultime mosse;
a scandalizzarsi a manca,
sono pochi e pur ci credo,
a insegnare molti arranca,
volger su altro congedo;
ma se commissario arriva,
d’elezioni anticipate,
lì a manca poi serviva,
chi non più prendea sonate;
dove andranno poi a pescare,
che la rete è assai larga,
non gran pesce a rimediare,
vi conviene che non sporga,
candidato rimediato,
meglio preparare bene,
per futuro pur sperato,
e non porti ancora pene… m.g.