«Sacche di plasma buttate?
Estranei all’Officina trasfusionale.
Sempre operato con responsabilità»

CASO - L'Avis Marche sulla gestione del sangue: «Confidiamo che le azioni in corso saranno utili a restituire al sistema qualità a tutela del gesto del dono». Matteo Ricci, europarlamentare Pd: «Così si tradisce la fiducia dei cittadini e si mortifica il valore della donazione». Sandro Bisonni, di Avs: «La destra ha fallito. Si faccia chiarezza»

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FOTO DANIELE RAGNETTI

Daniele Ragnetti

«Abbiamo sempre operato con responsabilità. Non abbiamo alcun rapporto con l’Officina trasfusionale». Così l’Avis regionale entra in merito alla gestione del sangue nelle Marche. Da un lato, la ricostruzione parla di quantitativi rilevanti di plasma non utilizzato. Dall’altro, l’assessore alla sanità Paolo Calcinaro ha ridimensionato la portata dell’episodio avvenuto a inizio marzo.

«Siamo profondamente amareggiati per quanto accaduto – ha detto il presidente di Avis Marche, Daniele Ragnetti – e riteniamo sia doveroso intervenire con urgenza per correggere malfunzionamenti del sistema ed evitare che si verifichino nuovi episodi. A destare particolare amarezza è il rischio di mortificare il valore del dono, un gesto gratuito, consapevole e responsabile che costituisce il fondamento dell’intero sistema trasfusionale e su cui Avis investe con profonda convinzione. Preservare il sangue e plasma che con grande generosità viene donato è una responsabilità, e l’intera filiera deve essere in grado di accogliere e gestire quel gesto».

Matteo Ricci

Matteo Ricci

Secondo Ragnetti «nel corso degli anni, Avis Regionale Marche ha sempre operato con senso di responsabilità, mettendosi al servizio del sistema e attenendosi scrupolosamente alle indicazioni ricevute dalle istituzioni competenti. Nello specifico, rispetto a quanto accaduto, teniamo a specificare che Avis non ha un rapporto diretto con l’Officina trasfusionale. Il nostro compito è la chiamata del donatore e la gestione degli appuntamenti, secondo l’agenda che viene messa a disposizione dai centri trasfusionali stessi.
Confidiamo che le azioni ora in corso a tutti i livelli saranno utili a restituire al sistema la garanzia di qualità a tutela del gesto del dono, del rispetto dei volontari che lo compiono e della tutela della salute dei malati».

A parlare anche Matteo Ricci, europarlamentare del Partito Democratico, che chiede di fare luce su quanto accaduto: «Oltre 1.600 sacche di plasma donate dai cittadini sono finite nei rifiuti, quasi 6 quintali di sangue prezioso per salvare vite, è stato buttato via. Ci troviamo davanti a un possibile fallimento gestionale, aggravato dal fatto che le criticità erano state segnalate da settimane. Così si tradisce la fiducia dei cittadini e si mortifica il valore della donazione. Sono stato un donatore di sangue per tanti anni, per questo chiedo, assieme agli altri, la verità».

Bisonni

Sandro Bisonni

Si dice preoccupato Sandro Bisonni, co-portavoce provinciale di Alleanza verdi sinistra: «Al di là del rimpallo sui numeri — che parlino di centinaia o di quantità ben più consistenti — resta un dato incontestabile: il materiale biologico donato volontariamente dai cittadini è stato reso inutilizzabile per carenze organizzative e di personale. Questo è un segnale di un sistema sanitario regionale che, pur reggendo grazie alla professionalità degli operatori, mostra fragilità strutturali evidenti: basta l’assenza di poche unità per interrompere una filiera delicatissima come quella del trattamento del plasma. Minimizzare quanto accaduto, riducendolo a una “criticità di un giorno”, rischia di essere un errore politico prima ancora che comunicativo. Riteniamo che la questione non possa essere derubricata a episodio isolato.

Per questo chiediamo chiarezza completa e pubblica sui numeri reali e sulle responsabilità, un piano straordinario e strutturale di rafforzamento del personale nelle strutture trasfusionali, un sistema di monitoraggio continuo tra raccolta e capacità di lavorazione, per evitare nuovi sprechi e il pieno coinvolgimento delle associazioni dei donatori, a partire da Avis, per ricostruire fiducia e trasparenza. Ancora una volta la destra di governo ha fallito».

Irene Manzi_PD_FF-7

Irene Manzi

«Da quello che emerge in queste ore si evidenzia un fallimento gestionale grave, che mette a rischio la sicurezza dei pazienti e spreca risorse pubbliche – dicono i deputati dem Irene Manzi, Ilenia Malavasi e Augusto Curti -. La donazione è un atto fondamentale che va preservato e tutelato. Quello che è emerso rappresenta, oltre che un fatto gravissimo, il tradimento di un patto di fiducia con tutta la comunità dei donatori, che va difesa. Anche per questo, in sinergia con quanto promosso dal gruppo consiliare del Pd e dal consigliere Antonio Mastrovincenzo, abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere al ministero della Salute se sia a conoscenza della situazione e come intenda monitorarla, per tutelare i pazienti, i donatori e garantire la piena efficienza di un servizio fondamentale per la Regione».

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