Gli clona il profilo Facebook,
poi chiede soldi agli amici

SAN SEVERINO - Un 60enne è rimasto vittima del "social engineering": il malvivente ha utilizzato la sua identità digitale per tentare di raggirare i suoi contatti fingendo un raccolta fondi. Sventato il raggiro

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Un 60enne operaio settempedano è rimasto vittima di “social engineering”: i malviventi hanno utilizzato la sua identità digitale, sottraendogliela dal profilo Facebook, per richiedere dati bancari agli amici fingendo scopi benefici. 

L’episodio ha fatto subito scattare l’indagine per tentata truffa informatica da parte del Comando di Polizia locale cui l’uomo si è rivolto per sporgere denuncia e richiedere assistenza tecnica.

Il truffatore, dopo aver creato un account speculare a quello della vittima utilizzando la medesima foto profilo ed altre informazioni pubbliche, ha contattato la cerchia di amici dell’uomo. Attraverso messaggi privati, il malintenzionato ha richiesto l’inserimento di dati bancari sensibili, giustificando la richiesta con una fittizia raccolta fondi in favore di un’associazione di volontariato per anziani con cui la vittima avrebbe collaborato. Fortunatamente la rete di contatti del cittadino ha reagito con prontezza: insospettiti dalla richiesta anomala, gli amici non hanno fornito alcun dato e hanno immediatamente avvisato il titolare del profilo reale, permettendo l’attivazione dei protocolli di emergenza.

Gli agenti hanno proceduto nell’immediato alle operazioni di “messa in sicurezza” del profilo coinvolto e hanno avviato le indagini informatiche per risalire all’origine dei messaggi e all’identità del responsabile. Il comandante della Polizia locale Adriano Bizzarri, sottolinea l’importanza di distinguere tra due diverse minacce: quella del profilo clonato dal quale nasce un nuovo account che copia le sembianze di uno esistente per ingannare i terzi, come nel caso della tentata truffa, dal profilo hackerato che prevede la sottrazione delle credenziali d’accesso e che esclude il legittimo proprietario dal proprio account, rappresentando la fattispecie più grave di violazione. «Nessuna istituzione, ente o associazione legittima richiede dati bancari o codici di accesso tramite social network o telefono – ricorda Bizzarri – per prevenire simili episodi, si consiglia di configurare il profilo in modo che foto e lista amici siano visibili solo ai contatti stretti. In caso di richieste di denaro o dati da parte di amici, contattare la persona interessata tramite altri canali (telefono o di persona). Non cancellare i messaggi sospetti, ma salvarli o fotografarli per consegnarli alle forze di polizia. Siamo a disposizione dei cittadini per ogni segnalazione o supporto tecnico in merito alla sicurezza digitale».



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