
Danilo Tognetti
di Francesca Marsili
Salutato ufficialmente l’inverno, la primavera ha fatto il suo ingresso. Come sarà il meteo in questi primi giorni della nuova stagione, toglieremo il piumino? «Io lo terrei ancora a portata di mano, soprattutto la mattina – risponde il meteorologo dell’Amap Danilo Tognetti – non partirà in quarta, per ora niente tepore, la configurazione che c’è in atto non favorisce l’ingresso di correnti miti, ma infiltrazioni di quelle più fresche in arrivo dall’Est».
La nevicata di mercoledì era un “arrivederci” dell’inverno o la neve si riaffaccerà?
«È stato un colpo di coda dell’inverno, un episodio durato un solo giorno generato da un nucleo freddo che ha provocato un sensibile calo delle temperature. Ora stanno risalendo, anche perché c’è maggiore soleggiamento dovuto dal fatto che le giornate si sono allungate. Ma nonostante la risalita, in questi giorni tenderanno a rimanere sotto la media stagionale. Qualche episodio di natura termoconvettiva, ovvero brevi rovesci, potrebbero verificarsi domenica pomeriggio, ma saranno nevicate sporadiche, di qualche ora e sui rilievi più alti dell’Appennino. Il tempo rimarrà stabile almeno fino alla prima parte della settimana prossima, il primo ingresso perturbato è previsto per giovedì prossimo.

La nevicata di mercoledì
Guardando alla stagione appena conclusa, che inverno è stato?
«Potremmo definirlo a episodi, per la maggior parte miti con temperature al di sopra delle media e qualche finestra più fredda, come accaduto a cavallo tra Capodanno e l’Epifania: da metà gennaio sembrava più autunno. Le temperature sono state decisamente più miti di una volta: 6 gradi di media, di circa un grado superiore alla norma e un febbraio addirittura di 3 gradi oltre lo standard del trentennio 1991-2020. La caratteristica rilevante è stata la presenza di piogge diffuse e durature che ci sono state da metà gennaio a metà febbraio. Fino a gennaio eravamo in deficit, ma poi abbiamo recuperato molto. Anche se i fenomeni nevosi si sono verificati solo in alta quota proprio per la mitezza delle temperature, la neve c’è stata e servirà per ricaricare le falde. Dal punto di vista delle riserve idriche tutto sommato non siamo messi male, ma occorre vedere l’andamento della primavera perché se da qui a maggio smette di piovere in estate potremmo avere scarsità d’acqua».
Dal punto di vista dell’agricoltura?
Il ritorno del bel tempo in questi giorni è positivo, le piogge intense avevano infatti bloccato le operazioni di semina, concimazione e potatura. La stabilità attuale ha permesso di riprendere le normali attività agricole, il timore ora è l’opposto: che la pioggia sparisca del tutto. Per evitare problemi idrici in estate, la primavera dovrà fare il suo mestiere, alternando sole e piogge con la classica variabilità che la contraddistingue.
Fine inverno con la neve in montagna: imbiancato anche il lago di Fiastra
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Forza e coraggio, che dopo aprile viene maggio.