«L’eccesso di uso degli smartphone
anestetizza le emozioni»

CIVITANOVA - Lo psicologo Giuseppe Lavenia ospite della scuola paritaria bilingue My School. L'organizzatrice Alessandra Marconi: «Da anni abbiamo scelto di limitare l'uso della tecnologia a scuola per ritornare ai valori di una volta»

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Giuseppe Lavenia

Grande successo per l’evento organizzato dalla My School – Scuola internazionale paritaria bilingue “Bambini e adolescenti digitali” di Civitanova, tenuto da Giuseppe Lavenia, psicologo, psicoterapeuta, nonché presidente di Di.Te, Associazione nazionale dipendenze tecnologiche, cyberbullismo e gap.

«Questo incontro è stato realizzato per cercare di riflettere e discutere sull’attualissima problematica connessa alla crescita dei nostri bambini e ragazzi nell’era degli schermi tra libertà e dipendenza – dice Alessandra Marconi di My SchoolMy School infatti da anni ha scelto di limitare l’uso della tecnologia a scuola, a favore di metodi più tradizionali quali carta, penna, diari, memoria e ha ridotto l’uso del registro elettronico cercando di restituire alla scuola il suo valore di spazio dei ragazzi e per i ragazzi tutelandone identità e crescita e con l’obiettivo di ritrovare i valori di un tempo: spirito critico, ingegno, empatia e creatività, che in un mondo sempre più digitale si stanno perdendo sempre più».

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Ad una numerosa platea attenta e silenziosa di docenti e genitori, a cui in maniera simpatica ha vietato l’uso dei cellulari e ha posto quesiti, Lavenia, con estrema competenza, ha mostrato e parlato dei danni per un uso eccessivo di smartphone e social media, della conseguente anestetizzazione delle emozioni a causa dell’abitudine sempre più diffusa di preferire la connessione alla presenza, riducendo l’altro ad una immagine priva della sua complessità umana. Ha poi parlato della necessità di rispettare i tempi della crescita fisica e psichica per la salute dei ragazzi, di quell’empatia che oggi si sta ineluttabilmente perdendo, di contrastare la disumanizzazione delle relazioni dovuta all’uso distorto della tecnologia, causa dell’isolamento sociale volontario e del cyberbullismo.

«Un intervento ricco di competenza e passione, che non solo ha convalidato l’orientamento della nostra scuola, ma ha indotto tutti a riflettere sul futuro della nostra società – dice Annalena Matricardi di My School – un invito alla collaborazione e al coinvolgimento di tutte le agenzie formative per educare i nostri ragazzi ad un utilizzo razionale della tecnologia, al fine di delegittimare la celebrazione della performance e prevenire il disagio giovanile causato da una non equilibrata crescita mentale».



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