La Ctr torna al Feronia dopo 20 anni
con “La signora degli annegati”

SAN SEVERINO - Sabato alle 21 lo spettacolo che porta la firma di Luis Marreiros

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C’è un limbo sottile dove il respiro dei vivi si confonde con quello dei morti, e dove l’acqua del mare non lava via le colpe, ma le riporta a galla come corpi esanimi. È questo lo scenario de “La signora degli annegati”, opera teatrale con drammaturgia e regia di Luís Marreiros prodotta dalla Ctr – Calabresi Tema Riuniti, che torna al teatro Feronia di San Severino dopo più di 20 anni sabato prossimo alle 21.

Al centro della narrazione troviamo la famiglia Drummond, un nucleo distrutto dalla misteriosa morte della giovane Chiara, annegata in un mare che si fa testimone muto di un destino ineluttabile. Lo spettacolo si muove su un terreno colto e perturbante. Se l’ossatura narrativa richiama il mito di Elettra, l’atmosfera attinge a piene mani dall’immaginario gotico e dalla stregoneria mediterranea. Marreiros costruisce un “teatro d’ambiente” dove il pubblico non è semplice spettatore, ma ospite di una casa infestata da segreti. Le ispirazioni dichiarate spaziano dai contrasti violenti di Goya alle angosce di Munch, intrecciandosi con le vette letterarie di “Cime Tempestose” e “Moby Dick”. Il risultato è una messa in scena dove la fedeltà diventa una condanna e l’amore si trasforma in un’ossessione soffocante.

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Il palco sarà abitato da figure archetipiche e disturbanti: Jessica Vesprini interpreta Edoarda, la matriarca straniera e “madre fedele”,  Roberto Ercoli è il vicino onnipresente, occhio indiscreto sulla tragedia, Lucrezia Di Marco e Luis Marreiros vestono i panni dei figli, Moema e Paolo, Vanessa Del Medico è la nonna pazza, Daniele Pettinari il signor giudice che vede nell’aldilà, Alessandra Bonifazi, la ”Donna del molo” e Marco Cuppoletti, il “Figlio di una cerva”. “La Signora degli Annegati” promette di essere un’esperienza sensoriale più che una semplice rappresentazione: un viaggio nel rimosso di una famiglia che deve espiare le proprie colpe fino all’infinito.

«Dopo “Salomè” e “Un miracolo per Yerma” con “La signora degli annegati” si conclude – scrive il regista – un percorso che è diventato quasi un’indagine personale. Queste opere, scelte inizialmente con l’intuito di creare una sorta di trilogia, si sono rivelate nel tempo una ricerca sul tema dell’ossessione e della frustrazione: quelle forze sotterranee che abitano l’essere umano e che, quando non trovano spazio o ascolto, finiscono per trasformarsi in destino, in tragedia, in conseguenza o karma. La scena è principalmente  occupata da figure femminili. Donne attraversate da desideri potentissimi, che si scontrano con la morale, la tradizione, la religione, il giudizio della comunità, il peso della famiglia e del sangue. È come se attorno a loro agisse una macchina invisibile, una forza collettiva che mastica, trita e rigetta il desiderio carnale, umano, inevitabile, che appartiene alla nostra condizione. Un desiderio che non viene mai pacificato e cresce come una febbre. Diventa ossessione. Le protagoniste sembrano muoversi sul confine tra l’umano e il mitico. diventano simboli, quasi archetipi. Donne che portano dentro di sé una forza antica, che le spinge oltre il limite del possibile, oltre la morale, oltre la paura».

Info e biglietti: ctrmacerata@libero.it. Tel.: 339 2135243.



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