Pace in piazzetta,
accordo tra Comune e Arcidiocesi:
«La riapertura del bar necessità assoluta»

SEFRO - L'intesa prevede che l'ente guidato dal sindaco Pietro Tapanelli rinunci all'usucapione a fronte dell'impegno della Curia nel rendere disponibile il primo piano della struttura per una nuova gestione: «Fondamentale la mediazione di Lino Rossi»

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tapanelli massara

Il sindaco Pietro Tapanelli e l’arcivescovo Francesco Massara

Si chiude ufficialmente il confronto istituzionale riguardante l’immobile e la piazzetta nel cuore di Sefro. Il Comune e l’Arcidiocesi di Camerino-San Severino hanno infatti annunciato il raggiungimento di un accordo di collaborazione che pone fine alle divergenze legali per dare priorità alla rivitalizzazione del borgo.

La vicenda era esplosa a maggio scorso, con l’Arcidiocesi e la confraternita del Santissimo Sacramento a rivendicare la piena proprietà dell’immobile di piazza Bellanti 7, mentre il Comune aveva pubblicato un avviso per trovare un nuovo gestore per il bar, che aveva appena chiuso, e avviare una procedura di usucapione. L’intesa vede il Comune rinunciare all’azione di usucapione a fronte di un impegno preciso della Curia: la destinazione dell’immobile a finalità sociali e comunitarie. L’elemento cardine è dato dalla disponibilità del primo piano della struttura per la riapertura di un bar, individuato come servizio essenziale e punto di aggregazione vitale per Sefro.

Il raggiungimento di questo traguardo è stato favorito dalla mediazione dell’imprenditore ed ex primo cittadino Lino Rossi. «Siamo grati a Lino Rossi per l’impegno e l’interesse personale che hanno permesso di sbloccare la situazione – afferma il sindaco Pietro Tapanelli – accogliamo positivamente l’apertura al dialogo mostrata dall’Arcidiocesi e dall’arcivescovo Francesco Massara; l’impegno garantito dalla Curia per la riapertura del bar risponde a una necessità assoluta del nostro paese. Sapere che la comunità potrà tornare a disporre di questo spazio di socialità è il risultato che più ci premeva ottenere. L’amministrazione comunale auspica ora che l’Arcidiocesi possa procedere in tempi brevi con l’iter per l’avvio dell’attività, fondamentale per la qualità della vita quotidiana dei residenti. L’accordo sancisce una rinnovata collaborazione tra le istituzioni, fondata sulla volontà comune di valorizzare il patrimonio locale».

A seguire la vicenda per conto dell’amministrazione, oltre al sindaco, anche il presidente del Consiglio comunale Alessandro Midei, con l’assistenza legale dell’avvocato Marco Bottacchiari del Foro di Macerata. L’Arcidiocesi è stata assistita dall’avvocato Simone Longhi, anch’egli del Foro di Macerata. «Il lavoro dei legali è stato determinante per formalizzare», commenta Tapanelli.

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