Sono 42 docenti di Unimc e sono uniti da un No: quello al referendum sulla giustizia del prossimo fine settimana. Hanno deciso di sottoscrivere un documento unitario e di esporre le ragioni per le quali, a loro avviso, la proposta di revisione della Costituzione va respinta.
«Si tratta di una riforma costituzionale che mira a indebolire l’organo di autogoverno della magistratura ordinaria, il Consiglio superiore della magistratura, organo di rilievo costituzionale voluto dai Costituenti a tutela dell’indipendenza dei magistrati nei confronti del potere politico – scrivono i 42 docenti – tale organo, infatti, non solo dalla riforma è suddiviso in due ed è privato della funzione più delicata, la funzione disciplinare, ma è anche modificato nella sua composizione. Mentre è lasciata al caso, tramite sorteggio, l’individuazione dei due terzi dei componenti togati è invece rimessa alla scelta dei politici, tramite elezione da parte del Parlamento in seduta comune, l’individuazione dei professori e avvocati che andranno a comporre la lista all’interno della quale saranno estratti a sorte i componenti laici. Lista che potrà essere espressione della volontà della sola maggioranza parlamentare e quindi di governo non essendo prevista alcuna maggioranza qualificata».
L’istituzione di un secondo Consiglio superiore della magistratura, quello requirente, composto soltanto da pubblici ministeri è destinata a produrre un effetto opposto a quello che si dichiara di voler perseguire, secondo i professori Unimc: «ovvero l’aumento del potere di tale categoria di magistrati, piuttosto che il suo contenimento, e la trasformazione del suo status, che diventa quasi un “superpoliziotto”. Inoltre l’attribuzione della funzione disciplinare a un nuovo organo, appositamente istituito, e cioè l’Alta Corte disciplinare, conferma l’alterazione dell’equilibrio dei rapporti fra magistratura e politica, a favore della politica. Il nuovo giudice disciplinare si presenta, in sostanza, come una “scatola vuota”, che sarà riempita secondo contenuti del tutto lasciati al legislatore ordinario futuro.
Questa riforma costituzionale nel suo complesso non è necessaria né idonea a realizzare nessuno degli scopi per cui si dice sia stata adottata, affermano i docenti. «Non è necessaria a realizzare la separazione delle carriere fra giudici e pm, che già oggi ha un ben limitato impatto dato che è consentito solo una volta nella carriera di un magistrato, nell’arco dei primi 10 anni di servizio, con l’obbligo di cambiare distretto territoriale: nell’anno 2024, per esempio, 24 sono stati i passaggi da giudice a pm e 18 quelli in direzione opposta, in totale 42 su circa 9000 magistrati – proseguono – e in ogni caso, per realizzare questo obiettivo, è sufficiente una legge ordinaria. E non è necessaria né idonea a realizzare il “giusto processo” e i principi che ne garantiscono l’attuazione. Non è, infine, una riforma della giustizia, dal momento che nessuna delle innovazioni introdotte riguarda l’efficienza e la durata dei processi ed anzi, l’ingente aggravio di spesa che potrà derivare dall’istituzione di due nuovi organi di rilievo costituzionale non potrà che condurre a una corrispondente contrazione delle risorse da destinare alla giustizia nel bilancio dello Stato. Non è neppure idonea a eliminare le degenerazioni delle correnti della magistratura presenti nel Csm tramite il sorteggio puro, previsto per i soli membri togati. In tale contesto si colloca, d’altro canto, anche l’altra riforma costituzionale che, secondo il programma del Governo, seguirà quella della magistratura, una volta che questa dovesse essere approvata con il referendum: quella del premier eletto dal popolo, che accentrerà il potere in una sola persona. È, pertanto, necessario bloccare sin da ora, votando No al referendum, un percorso che rischia di mettere a repentaglio l’architettura democratica disegnata dalla Costituzione del 1948, fondata sui principi di libertà ed eguaglianza e sui principi dello Stato di diritto, di cui la separazione dei poteri e quindi l’autonomia della magistratura dal potere politico, costituisce un asse portante proprio nell’ottica dell’eguale tutela dei diritti di tutte e tutti».
Questi i docenti firmatari: Luca Lanzalaco, Raffaella Niro, Gianni Di Cosimo, Paola Persano, Luigi Cozzolino, Selena Grimaldi, Andrea Prontera, Luigi Lacché, Enzo Valentini, Gianmarco Mancosu, Angela Cossiri, Roberto Mancini, Carla Danani, Alessia Bertolazzi, Giacomo Gistri, Monica Stronati, Andrea Cegolon, Mariaelena Paniconi, Maria Ciotti, Francesco Bartolini, Ronald Car, Sergio Labate, Silvia Pierosara, Chiara Bergonzini, Silvia Fiaschi, Paolo Ramazzotti, Margherita Scoppola, Mara Cerquetti, Annalisa Cegna, Fabio Clementi, Mariangela Masullo, Irene Zanot, Eleonora Cutrini, Cristiana Lauri, Tatiana Petrovich Njegosh, Lina Caraceni, Ninfa Contigiani, Alberto Zanutto, Maela Carletti, Antongiulio Mancino, Riccardo Rosati, Livia Di Cola

Edmondo Bruti Liberati
Ultimi giorni anche per quanto riguarda i dibattiti e gli incontri pubblici organizzati dai due schieramenti. Domani due gli appuntamenti in programma, uno a Civitanova e l’altro a Corridonia, entrambi alle 18 ed entrambi in campo per il fronte del No. A Civitanova, alla Palazzina Sud di Lido Cluana, l’incontro vedrà gli interventi dell’ex procuratore della Repubblica di Milano Edmondo Bruti Liberati e di Vito D’Ambrosio, già magistrato di cassazione ed ex Presidente della Regione. Introdurrà Francesco Peroni e concluderà l’incontro Roberto Mancini, docente universitario. A Corridonia l’appuntamento è all’hotel Grassetti e ad organizzare è il Movimento 5 Stelle A portare il proprio contributo saranno il senatore Roberto Cataldi, componente della Commissione affari costituzionali del Senato e fondatore di StudioCataldi.it, Paolo Bianchi, docente universitario di diritto costituzionale all’Università di Camerino, e Daniele Principi, segretario generale della Cgil Macerata. A portare i saluti istituzionali sarà Giorgio Fede, deputato e coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle. «Abbiamo voluto promuovere questa iniziativa – spiegano i gruppi del Movimento 5 Stelle della provincia di Macerata – per creare uno spazio pubblico di informazione e discussione, nel quale i cittadini possano ascoltare voci autorevoli, porre domande e maturare una scelta consapevole. Su temi che riguardano la Costituzione, la giustizia e il rapporto tra poteri dello Stato non servono slogan o semplificazioni, ma occasioni vere di approfondimento e partecipazione».
Al centrosinistra vorrei dire: guardate che questa riforma lavete presentata voi, anzi labbiamo presentata insieme . La riforma che prevede la separazione delle carriere, addirittura lalta corte disciplinare, lhai presentata tu, Violante, te lo ricordi o no? E nella bicamerale, ve la ricordate la separazione delle carriere? E vi ricordate quando Conte, da capo del partito e presidente del consiglio, ha detto: è tempo di rivedere totalmente questo sistema di elezione ? Cioè voglio dire non ho capito: se lo dice tizio che piace a voi allora si può fare, se lo dice Caio, che non piace a voi, no? Ricordatevi () non guardate chi lo propone, perché i governi passano, le maggioranze passano. Ma questa riforma aiuta a riprendere un pò di credibilità. Ai miei tempi, il 97/98% dei cittadini credeva nei magistrati, oggi meno della metà. Non è solo colpa della cattiva informazione Antonio Di Pietro intervistato da Esperia
Ma se qualche anno fa lo voleva fare la sx, e allora?
Arsenio Sopranzi Peccato che la sinistra discuta della separazione delle carriere da oltre 30 anni. Quando il tema veniva posto allora non si parlava però certo di attacco ai magistrati. Il punto vero è un altro: oggi si propone un referendum che arriva a modificare 7 articoli della Costituzione, incidendo in modo profondo sullequilibrio tra i poteri dello Stato. La nostra Costituzione ha costruito un sistema di bilanciamento tra potere legislativo, esecutivo e giudiziario proprio per garantire indipendenza e controllo reciproco. Dopo la riforma della giustizia promossa da Marta Cartabia, che ha già introdotto cambiamenti importanti nel sistema, mettere mano alla Costituzione in modo così radicale merita molta più cautela e una discussione seria, non slogan. Per questo il dibattito dovrebbe essere onesto: il tema esiste da decenni, ma cambiare la Costituzione su 7 articoli non è una questione da semplificare. È una scelta che può incidere sullequilibrio dei poteri previsto dai costituenti.
PD Chiaravalle Ancona secondo me rimarrà tutto come prima, che vinca il no o il si! Ne riparleremo
I CD antifascisti , ( c sociali ,islamici ,anarchici ecc) votando no, mantengono le carriere unificate in magistratura ,secondo il rd 12 ,1941,governo Mussolini ,ministro giustizia Grandi
Che delirio
Il problema è che questo governo conta sul dilagante analfabetismo funzionale di cui il populismo è figlio ed agisce di conseguenza. Ottima iniziativa dei docenti
Si indebolisce perché? Ma soprattutto... il CSM non è mica l'organo di rappresentanza dei magistrati. È l'organo che ne amministra carriere e trasferimenti. Non può e non deve avere alcun peso politico. Proprio nel rispetto del principio di separazione dei poteri, su cui poggia l'intero impianto della nostra Carta costituzionale
Casta magistrati e casta docenti
Zio Benny è commosso!!! Siete un manipolo di lobotomizzati ideologici!
SIIII, BASTA TOGHE ROSSE
La costituzione non si tocca io voto NO
Paura?
NO senza dubbio alcuno.
Ma per favore..... Organizziamo un confronto dell'ultim'ora??? Solo temi tecnici #si
#Noi che non siamo clienti , ma Cittadini onesti #votiamosì #statodidiritto #separazionepoteri #giustoprocesso #dirittodidifesa #costituzione #meritocrazia #buonandamento In Italia, si può essere giudicati senza essere ascoltati. Chi di voi ha avuto esperienze simili?
I docenti universitari sono una casta esattamente come la magistratura.
Il CSM va indebolito. Nessun padre costituente avrebbe immaginato il cancro delle correnti, lo scandalo Palamara ed un sistema autoreferenzario assolutamente inadeguato e inefficiente sotto il profilo disciplinare. Chi continua a voler tutelare il CSM così com'è non è solo un ingenuo ma uno spalleggiatore di una cricca paramafiosa che ben ci ricorda che Francesco Cossiga gli mandò i carabinieri in assetto antisommossa ad espugnare quel covo di affaristi
Marco Marcoaldi si citano spesso i nomi dei padri costituenti. Si omette però di ricordare che il presidente dell'assemblea costituente, Umberto Terracini, nel 1972 venne incriminato su iniziativa di Magistratura Democratica per "vilipendio dell'ordine giudiziario", per aver invocato su Rinascita la riforma di una magistratura ormai in piena deriva.
Marco Marcoaldi #Noi che non siamo clienti , ma Cittadini onesti #votiamosì #statodidiritto #separazionepoteri #giustoprocesso #dirittodidifesa #costituzione #meritocrazia #buonandamento In Italia, si può essere giudicati senza essere ascoltati. Chi di voi ha avuto esperienze simili?
Allora voto convintamente NO
Si capisce da che parte sono i 42 docenti
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Questa riforma si voleva fare da decenni, e che ora che si può, addirittura dei docenti non la vogliono, è la prova di come la scuola, dal ’68 in poi, sia diventata un organismo politico, mentre dell’istruzione non se ne parla.
Quello che indignano i cittadini che usano ancora il cervello per ragionare, la costituzione si cambia tutti d’ accordo per migliorarla ,snellire, non lo può decidere solo un partito senza far partecipi gli altri; siccome l’ anello al naso non lo portiamo più da tempo non vi permetteremo altro, lo scopo del si è di un intervento massiccio , toglietevelo dalla testa noi difenderemo la costituzione come lei ha difeso noi per 80 anni in pace e benessere
Al contrario, la riforma della giustizia è conforme e addirittura realizza il dettato costituzionale. Infatti, la separazione delle carriere voluta dalla riforma della giustizia costituisce attuazione del principio del giusto processo e della parità tra accusa e difesa sancito dalla stessa carta costituzionale. Senza contare che, in ogni caso, la legge di riforma della giustizia è stata controfirmata dal Presidente della Repubblica che è garante del rispetto della Costituzione. Quindi, non c’è nessuna incostituzionalità di questa riforma della giustizia.