
I liquami in mare
di Alessandro Luzi
Smaltisce liquami in mare, scatta il divieto di balneazione in 12 chalet: sotto accusa un 38enne. Oggi il caso che ha coinvolto il lungomare nord di Civitanova a giugno 2024 è finito al centro di un processo al tribunale di Macerata. Imputato Mirko Pomili, 38 anni, residente a Potenza Picena. L’uomo è accusato di attività di gestione di rifiuti non autorizzata, getto pericoloso di cose, inquinamento ambientale e delitto colposo contro l’ambiente.

I fatti contestati sarebbero avvenuti tra il 6 e l’8 giugno. In quei giorni, dice l’accusa sostenuta dal pm Francesca D’Arienzo, il 38enne, utilizzando un autospurgo, avrebbe smaltito dei liquami sversandoli nel tombino all’interno del convento delle suore di San Giovanni Battista. Tombino che secondo l’accusa sarebbe collegato alla rete fognaria dell’acqua piovana collegata al fosso Maranello. Lo sversamento, prosegue l’accusa, sarebbe poi finito in mare e avrebbe provocato una chiazza marrone estesa, con degli odori che avrebbero infastidito le persone che erano in spiaggia.
I liquami finiti in mare, conclude l’accusa, avrebbero compromesso la qualità delle acque per la presenza di alte concentrazioni del parametro “Conta Enterococchi intestinali” e “Conta Escherichia coli”.
Cosa che per l’accusa avrebbe comportato il divieto preventivo e temporaneo di balneazione, attraverso un’ordinanza sindacale emessa il 6 giugno. Dodici erano gli chalet dove non si poteva fare il bagno. L’imputato, difeso dall’avvocato Ilaria Soricetti, nega le accuse.
Sotto accusa era finito anche il legale rappresentante della ditta coinvolta, la Eurospurgo Srl. Per lui si è proceduto separatamente.
Oggi il giudice Domenico Potetti ha rinviato l’udienza al 20 aprile per consentire alla difesa di accedere a riti alternativi.
Liquami in mare (Video) Divieto di balneazione in 12 chalet. «Scarico abusivo, un gesto grave»
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