È Ancona la città scelta come Capitale Italiana della Cultura 2028, come annunciato poco fa dal ministro Alessandro Giuli durante la cerimonia ufficiale al Ministero della Cultura.
Una decisione arrivata al termine di un percorso particolarmente competitivo. A sottolinearlo è stato il presidente della giuria Davide Maria Desario: «Quest’anno è stato difficilissimo il nostro lavoro: si sono candidate ben 23 città. La qualità dei dossier è sostanzialmente cresciuta negli anni». Desario ha poi evidenziato il valore delle finaliste: «Le 10 città hanno mostrato visione, capacità manageriali e capacità di valorizzare il territorio. Nelle audizioni abbiamo visto professionalità, passione, convinzione e un grande senso di squadra, capace di unire campanili e ideologie diverse». E ha aggiunto: «Abbiamo dovuto sceglierne una, ma le altre nove devono essere orgogliose e consapevoli che il loro progetto è interessante e non merita di andare disperso».
Nel suo intervento, il ministro Giuli ha voluto dare una lettura più ampia del significato della scelta: «Ogni progetto che è arrivato alla selezione finale — con le parole di W. B. Yeats — “bisogna volgere le azioni in sogno e i sogni in azione”». E ha proseguito: «Di vincitore ce n’è uno solo, ma essere qui è già un enorme traguardo. Quando si costruiscono progetti importanti non andranno dispersi». Il dossier di Ancona, “Questo adesso”, ha convinto la giuria per la sua capacità di tenere insieme identità e contemporaneità, valorizzando il territorio e proponendo una visione aperta, partecipativa e orientata al futuro. Entusiasta anche il sindaco Daniele Silvetti, presente a Roma: «Questo è un obiettivo importante per la nostra comunità, città e regione. È stato fatto un lavoro importante, abbiamo cercato di mettere insieme ciò che era sparso nella città e rendere armonioso il rapporto tra l’aspetto archeologico, architettonico e ambientale. Questo era l’aspetto più difficile da tradurre».
Sul risultato si è già espresso anche l’assessore regionale Giacomo Bugaro: «Un riconoscimento che premia una città che negli ultimi anni ha saputo riscoprire la propria identità, valorizzare il proprio patrimonio e guardare al futuro con ambizione. Il mare, il porto, la storia millenaria, la cultura come motore di sviluppo: oggi Ancona diventa simbolo di un intero territorio che crede nella bellezza, nell’innovazione e nella propria capacità di crescere. Un grazie al sindaco Daniele Silvetti, all’assessore alla Cultura Marta Paraventi, a tutta la Giunta e all’amministrazione comunale per il lavoro svolto e per aver creduto in questo progetto. È una straordinaria opportunità per tutto il sistema Marche: turismo, imprese culturali, giovani, formazione. Un’occasione concreta per generare sviluppo, lavoro e nuove prospettive. Ora inizia la sfida più importante: trasformare questo titolo in valore reale per cittadini e imprese».
Che traguardo...........peccato che non si vive di sola cultura, non si fa la spesa con la cultura, non si compra gasolio con la cultura............queste sono pure e semplici distrazioni dai veri problemi quotidiani!!!
Cultura mi pare proprio poca
Solo politica e nulla di più ....... di cultura c'è solo il tornaconto dei politici
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