di Mauro Giustozzi
Matteo Possanzini non è più l’allenatore della Maceratese. Il tecnico lauretano è stato esonerato questa sera dalla società biancorossa. Possanzini paga un rendimento negativo della squadra che si sta trovando in piena lotta per evitare i playout dove è precipitata la Rata alla luce delle ultime due sconfitte incassate contro Ancona e soprattutto quella di ieri casalinga col Termoli.
Resta il tecnico dell’era Crocioni che più volte si è seduto in panchina: 646 i giorni trascorsi al timone dei biancorossi. L’addio all’allenatore che ha riportato la Maceratese in Serie D è arrivato pochi minuti fa con una nota del club che recita come “la S.S. Maceratese comunica di aver interrotto, in data odierna, il rapporto di collaborazione con l’allenatore Matteo Possanzini. A mister Possanzini va il più sentito ringraziamento da parte della società per il lavoro svolto, per la professionalità dimostrata e per l’impegno profuso durante tutta la sua esperienza in biancorosso. Il suo nome resterà legato a una pagina importante della storia recente del club: la splendida vittoria del campionato di Eccellenza della scorsa stagione, che ha riportato la Maceratese in Serie D, restituendo entusiasmo e orgoglio a tutta la piazza. Oltre al risultato sportivo, la società desidera sottolineare le qualità umane e professionali dimostrate da Possanzini nel corso del suo percorso a Macerata, così come il contributo dato alla crescita della squadra e al cammino condiviso con il club. A Matteo Possanzini vanno i migliori auguri per il prosieguo della sua carriera sportiva e personale. Nelle prossime ore la società renderà nota la scelta della nuova guida tecnica della prima squadra“.

Crollato il rendimento dei biancorossi nel girone di ritorno, appena 7 punti conquistati in dieci giornate, saldo negativo abbinato ad un’involuzione nel gioco ed al perpetrarsi di errori difensivi abbinati a quelli sotto porta, che hanno portato la squadra del presidente Crocioni in piena bagarre retrocessione. Matteo Possanzini alla fine paga dazio all’integralismo tattico che lo ha sempre contraddistinto: una tattica, con l’insistenza costante del gioco con partenza dal basso, fatto di tanti passaggi e poca verticalizzazione, che ha creato spesso difficoltà ad un organico certamente non eccelso a livello tecnico e composto anche da moltissimi giovani.
Il non aver mai voluto adeguarsi agli avversari, cercare di conquistare qualche pareggio in più con un atteggiamento prudente e meno aperto, ha portato la Maceratese a battute d’arresto brucianti ed a un cammino segnato da ben 15 sconfitte (7 solo nel girone di ritorno) in 27 incontri, sono 9 le vittorie e appena 3 i pareggi incamerati. Insomma un cammino troppo altalenante e discontinuo, figlio pure di non aver mai puntato su una formazione tipo dall’inizio del campionato, ruotando tanto, forse troppo, gli elementi a sua disposizione e praticamente quasi mai schierando per due partite di fila lo stesso undici.

Possanzini durante la festa per la promozione in Serie D
La società ha assecondato fino in fondo le richieste dello staff tecnico, rinforzando l’organico con gli arrivi di Siniega in difesa e Ciabuschi in attacco: ha difeso mister Possanzini anche oltre ogni limite, nonostante ad esempio le pesantissime sconfitte contro l’Ancona resteranno purtroppo indelebili nella storia del club e nella mente della tifoseria.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la partita persa in casa ieri contro il modesto Termoli (leggi l’articolo): con un undici iniziale con poca logica, lasciando fuori elementi come Osorio, Ciattaglia e De Angelis perni della formazione per poi nella ripresa Possanzini smentire le sue stesse scelte mandando in campo questi calciatori. Di qui la pesantissima contestazione che non ha risparmiato nessuno: in tribuna poco c’è mancato che tifosi e dirigenti venissero alle mani, mentre dalla curva sono arrivati fischi e contestazioni verso allenatore e giocatori.
Un clima surriscaldato e pesantissimo che ha portato il club a prendere una decisione non più rinviabile a 7 giornate dalla fine del torneo, nella speranza che non sia troppo tardi per riparare ad una situazione che si andava palesando sempre più preoccupante in questo girone di ritorno quasi in fotocopia di quello dello scorso anno in Eccellenza. Quando la Rata si fece ‘mangiare’ il vantaggio di 7 punti dal Montecchio che arrivò addirittura a portarsi avanti di 3 punti sui biancorossi prima dell’incredibile finale di campionato, con lo spareggio promozione di Ancona. Quello resterà il momento più bello di Matteo Possanzini legato alla Maceratese: così come le vittorie in serie D contro l’Aquila e Atletico Ascoli che sono state le migliori gare disputate dalla Rata quest’anno. Di contro troppi errori ripetitivi in molte altre sfide, con tante sconfitte che, con un minimo di accortezza tattica, potevano trasformarsi almeno in pareggi. Ed oggi la classifica sarebbe stata meno preoccupante.
Per Possanzini si tratta del quarto esonero della sua carriera di allenatore dopo quelli con Vis Pesaro, Recanatese e Sangiustese. Attualmente il tecnico sta frequentando il corso Uefa A al centro tecnico di Coverciano che abilita a guidare tutte le formazioni giovanili, comprese le squadre Primavera, tutte le prime squadre femminili e le prime squadre maschili fino alla Serie C compresa. Per i fratelli Possanzini, entrambi allenatori, questa è una stagione decisamente da dimenticare: prima, a dicembre, l’esonero di Davide dalla panchina del Mantova in serie B e adesso quella del fratello Matteo in serie D alla Maceratese.
Molti i nomi di allenatori accostati alla Rata per la panchina: se prevarrà la linea di una soluzione interna dovrebbe essere Alessandro Nasini tecnico dell’Under 19 il prescelto se invece si preferirà l’arrivo di un tecnico più esperto, tra diversi papabili, potrebbe spuntarla Maurizio Lauro ex Castelfidardo, Mantova e Sambenedettese.
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