
Marco Ferracuti, segretario generale Cisl Marche
L’esclusione di 29 Comuni marchigiani dal cosiddetto “Decreto montagna” rischia di avere effetti pesanti sul sistema scolastico delle aree interne. A denunciarlo sono la Cisl Marche e la Cisl Scuola Marche, che segnalano come la mancata applicazione della deroga sul numero minimo di alunni per classe possa mettere a rischio la sopravvivenza di diversi plessi scolastici, proprio nei territori dove la scuola rappresenta spesso l’ultimo presidio educativo e sociale.
La decisione pesa in una regione già segnata da un forte calo demografico. Un fenomeno che si riflette in modo evidente anche nelle iscrizioni scolastiche e che, senza interventi mirati, rischia di accelerare il processo di spopolamento delle aree in terne.
«Nei territori montani la scuola non è soltanto un servizio pubblico – sottolinea Cristiana Ilari, segretaria generale della Cisl Scuola Marche – ma un presidio educativo e civile fondamentale per la vita delle comunità. Quando una scuola chiude o viene ridimensionata, non si perde soltanto un luogo di istruzione: si indebolisce l’intero tessuto sociale del territorio».
Il confronto tra le iscrizioni alle classi prime del 2025 e quelle previste per l’anno scolastico 2026/2027 mostra una situazione molto differenziata ma complessivamente fragile, soprattutto negli istituti comprensivi delle aree interne appenniniche. In provincia di Macerata, secondo i dati diffusi da Cisl, emergono dati contrastanti ma ugualmente indicativi della fragilità del sistema. A Belforte il sindacato stamattina indicava zero iscritti alla media, dato poi corretto dal sindacato stesso: sono 16. A Tolentino alcune scuole registrano flessioni significative, come l’Istituto Filelfo che scende da 121 a 94 iscritti (-27) Numeri che, letti insieme all’esclusione dal decreto montagna, alimentano le preoccupazioni della Cisl.

Cristiana Ilari, segretaria generale della Cisl Scuola Marche
Nella provincia di Pesaro Urbino, ad esempio, alcune realtà registrano cali significativi: la scuola secondaria di primo grado di Montefelcino passa da 60 a 37 iscritti (-23), mentre a San Lorenzo in Campo gli studenti scendono da 30 a 22 (-8). Anche negli istituti superiori si registrano riduzioni, come al liceo scientifico Laurana-Baldi che perde 15 iscritti e all’Itis Mattei che scende da 225 a 200 studenti. Nella provincia di Ancona, alcune scuole primarie e secondarie registrano cali evidenti: ad Arcevia le iscrizioni alla primaria scendono da 22 a 17 (-5) e alla secondaria di primo grado da 23 a 18 (-5). A Staffolo, invece, la scuola primaria passa da 21 a 12 alunni, con una riduzione particolarmente marcata. Situazione analoga anche nell’area ascolana: ad Appignano del Tronto la primaria passa da 7 a 4 iscritti, mentre a Castignano la scuola secondaria di primo grado scende da 22 a 13 studenti.
«I dati sulle iscrizioni – osserva Marco Ferracuti, segretario generale della Cisl Marche – dimostrano con chiarezza quanto sia urgente proteggere le scuole dei Comuni montani, che paradossalmente non vengono più considerate tali sulla base di un mero calcolo altimetrico. Se non si interviene subito, insieme alla denatalità questo rischia di diventare un ulteriore fattore di indebolimento dell’offerta educativa proprio nei territori che avrebbero più bisogno di servizi».
Per la Cisl la questione deve essere affrontata con una visione che superi logiche esclusivamente numeriche. «Al di là degli schieramenti politici – aggiunge Ferracuti – dovrebbe essere interesse comune mettere in campo misure urgenti e progettualità lungimiranti per l’intero territorio regionale, dalla costa all’entroterra. Serve una consapevolezza condivisa della fragilità demografica delle aree interne e la volontà di investire davvero su questi territori. Senza interventi concreti il rischio è quello di un progressivo spopolamento e di un destino di abbandono a cui non vogliamo rassegnarci».
Secondo la Cisl Marche, la tutela della scuola nelle aree interne deve diventare parte di una strategia più ampia: rafforzare i servizi, superare rivalità territoriali e sostenere forme di collaborazione tra Comuni «perché difendere la scuola nei territori montani – conclude Cristiana Ilari, segretaria generale della Cisl Scuola Marche – significa difendere anche il diritto delle famiglie a costruire il proprio progetto di vita e garantire un futuro di sviluppo equilibrato per l’intera regione».
Senza figli questa è la fine....prima dei piccoli paesini dell'entroterra e poi piano piano anche delle città più grandi.
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Se lo zero è di montagna il gusto ci guadagna.
Sono il tirillo che nessuno vede
crescere nell’ombra che non è mia.
Aspetto che un corpo, un ramo, una giornata
proietti su di me la sua bugia di esistere.
Allora mi alimento
di quel prestito oscuro, di quel velo
che non mi appartiene e che tuttavia
mi costituisce intero.
Quando l’ombra si leva – quando l’altro
si allontana o muore o semplicemente
smette di proiettarmi – io non soffro:
semplicemente smetto. Non c’è dentro
nulla che possa dire «io soffrivo».
E questo è il mio modo di essere vivo.
Se il sedici è di montagna il gusto ci guadagna.
(commento poi corretto dal commentatore stesso)