
Foto d’archivio
«I medici veterinari che prestano il loro servizio nell’Ospedale veterinario universitario di Matelica possiedono tutte le competenze per gestire gli animali selvatici. Solo nel 2025 abbiamo preso in cura 225 animali selvatici, tra cui vari lupi». L’Ovud dell’Università di Camerino risponde al comunicato diffuso ieri da sei associazioni ambientaliste (Amici animali Osimo, Lupus in fabula, Lipu, Lac, Lav e Wwf), in cui si sosteneva che la struttura non sarebbe specializzata nel trattare animali selvatici come il lupo trovato la settimana scorsa a Recanati e, secondo le associazioni, «scambiato per un cane» (leggi l’articolo). Il lupo è morto dopo dieci giorni di ricovero.
Nel comunicato, secondo la direttrice dell’Ovud, Angela Palumbo Piccionello, «vengono riportate informazioni non veritiere riguardo all’istituzione che rappresento. Già nel titolo si legge che il lupo sarebbe morto perché curato presso una struttura non adeguata a trattare un animale della sua specie. Lungo il testo si ribadisce che: l’Ovud (chiamato erroneamente clinica) sarebbe specializzato solo in piccoli animali domestici e non è attrezzato per gli animali selvatici; chiedete alle Ast perché sia stato deciso di affidare il lupo a una struttura (l’Ovud) non adeguata e non dotata di attrezzature atte ad ospitare e curare un animale selvatico; chiedete alla Regione che questo caso resti solo un caso spiacevole e isolato».
«La realtà – continua – è che i medici veterinari (più di 30) che prestano il loro servizio presso l’Ovud possiedono tutte le competenze per gestire gli animali selvatici. Da diversi anni l’Ovud ha una convenzione con la Regione Marche per la cura degli animali selvatici rinvenuti in stato di necessità. Tale attività, di supporto alla Regione, si svolge in sinergia con i Cras regionali e con lo stesso centro Monte Adone. L’Ovud possiede una struttura appositamente costruita per il ricovero degli animali selvatici inviati per le dovute cure. Solo nel 2025 abbiamo preso in cura 225 animali selvatici, tra cui vari lupi, trattati e spesso anche sottoposti a delicati interventi chirurgici da parte dei medici veterinari che operano presso l’Ovud, per essere poi trasferiti ai centri di recupero per la riabilitazione e il rilascio in natura. Nel caso specifico del lupo in oggetto, esso era affetto da gravissime problematiche multi organo che lo hanno portato al decesso nonostante le cure».
«L’Ovud – conclude la professoressa Piccionello – da 25 anni opera non soltanto nella cura degli animali domestici, ma anche a servizio della comunità, degli enti e della Regione, offrendo assistenza agli animali randagi rinvenuti in stato di necessità, ai selvatici come già detto, alle fiere e manifestazioni e a tutti gli eventi in cui il benessere animale debba essere tutelato».
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Nell’ articolo qualcuno affermava che non so era riconosciuto un lupo e che la struttura era inadeguata. Io non sono un veterinario ma fare tali affermazioni riferendosi ad una struttura gestita dalla Facoltà di Veterinaria mi sembra al limite della denuncia per calunnia
…ecco, appunto…lupus con favola… gv