
Simon Zhu e Simone Rugani
di Marco Ribechi
L’anno del Cavallo di Legno si apre sotto il segno del talento. Le celebrazioni del Capodanno Cinese a Macerata sono iniziate ieri sera al teatro Lauro Rossi, con un concerto che ha saputo trasformare la musica in un linguaggio di dialogo universale.
L’evento, organizzato dall’Istituto Confucio di Macerata e dalla Scuola di musica Scodanibbio, ha assunto un significato simbolico particolare: come ricordato dal direttore del Confucio, Giorgio Trentin, questa edizione segna infatti la chiusura del primo ciclo di dodici anni di festeggiamenti organizzati dall’istituto in città, un traguardo celebrato con l’auspicio che il nuovo corso sia davvero fortunato e solido.

I saluti iniziali, da destra: John McCourt rettore Unimc, Giorgio Trentin direttore Istituto Confucio e Adamo Angeletti della scuola di musica Scodanibbio
Ad aprire la serata sono stati i saluti istituzionali del rettore dell’Università di Macerata, John McCourt, e di Adamo Angeletti per la Scuola Scodanibbio, i quali hanno introdotto il protagonista assoluto della serata: il giovane violinista tedesco Simon Zhu. Vincitore del Premio Paganini e con in mano un importante violino di Zosimo Bergonzi del 1760, Zhu ha confermato tutto il suo straordinario valore tecnico e interpretativo, dialogando in una simbiosi perfetta con il pianista Simone Rugani. Il programma ha esplorato le vette del classicismo e del romanticismo europeo, partendo dalla precisione della Sonata di Mozart per arrivare a una resa particolarmente toccante della Sonata in La di Beethoven, eseguita con una partecipazione emotiva che ha rapito la platea.

Il culmine del programma ufficiale è stato raggiunto con la splendida Sonata in La di César Franck, un capolavoro che Zhu ha saputo enfatizzare in ogni sua sfumatura, alternando momenti di estremo lirismo a passaggi di travolgente virtuosismo. Il calore del pubblico, manifestatosi in applausi scroscianti e prolungati, ha spinto gli artisti a concedere due bis. È stato lo stesso Simon Zhu a spiegare la scelta del primo fuori programma: «Visto che il repertorio finora è stato tutto europeo, suoneremo una musica tradizionale cinese per augurarvi il buon anno».
Al termine della prima esecuzione, l’entusiasmo della platea ha portato a un secondo bis, il celebre Tamburino Cinese di Fritz Kreisler, creando un affascinante confronto tra l’autenticità della melodia orientale e la visione che i compositori europei avevano della Cina nel secolo scorso.

Questa serata d’eccellenza non è stata solo un esercizio di stile, ma la conferma di come Macerata continui a rappresentare un ponte tra culture, nel solco storico e umano tracciato da Matteo Ricci. Le celebrazioni proseguiranno stasera con il violino di Ning Feng per la rassegna di Appassionata, per poi culminare sabato 21 febbraio nel cuore del centro storico. Dalle 15, il corteo animato dall’Accademia Arti Marziali, dalla Compagnia dei Folli e dagli studenti del liceo Classico Leopardi sfilerà tra i vicoli della città, trasformando infine Piazza Mazzini in una piccola “Città cinese” tra sfilate di abiti tradizionali e racconti di un’identità millenaria.
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