
I ritrovamenti di ieri
di Francesca Marsili
Sotto il cemento del cavalcavia che taglia l’autostrada a Porto Recanati, ieri sono stati rinvenuti altri 17 scheletri di cani e il bilancio delle carcasse rinvenute nella discarica dell’orrore sale quindi a 45.
A confermare l’ennesimo rinvenimento dopo quelli dei giorni scorsi è Luana Bedetti, coordinatrice regionale delle Guardie Oipa Marche. Sono stati i volontari dell’Oipa ieri a fare la macabra scoperta e delle guardie zoofile di Macerata assieme alla coordinatrice provinciale Francesca Cristalli, che stanno attenzionando la vicenda con indagini proprie sin dalla scorso 6 febbraio. Nel pomeriggio si sono dati appuntamento a Scossicci, in quel luogo oramai tristemente noto nelle campagne tra Loreto e Porto Recanati.
Quello che doveva essere un sopralluogo tecnico da parte degli animalisti dotati di un lettore di microchip per cercare di ritrovare qualche dispositivo appartenuto ai cani recuperati nei giorni scorsi, si è trasformato nell’ennesimo capitolo della vicenda. La speranza era quella che tra i cespugli e dalla terra emergesse un codice, un numero, una traccia che potesse collegare quegli scheletri a una vita passata. Ma mentre i volontari setacciavano il terreno impervio, in un fosso hanno notato altri sacchi di plastica, lacerati dal tempo e dalle intemperie, dai quali spuntavano, inequivocabili, altri 17 scheletri di animali. A confermare che si trattava di cani la veterinaria dell’Oipa giunta sul posto. Il conteggio totale delle carcasse sale così alla cifra di 45.
L’attività di recupero è proseguita fino a tarda sera, con il supporto dei Carabinieri forestali di Ancona. Come avvenuto per le altre 28 carcasse, anche queste ultime saranno trasferite all’Istituto zooprofilattico di Tolentino, incaricata di svolgere esami necroscopici e tossicologici sui resti, per chiarire età degli animali, epoca della morte e cause del decesso. Stando al racconto delle guardie zoofile potrebbero esserci anche altre buste, avvistate ieri nel fitto della boscaglia, ma che la morfologia del terreno ne ha impedito il recupero immediato. Le indagini dei carabinieri Forestali proseguono, coordinate dalla Procura di Macerata che ha aperto un fascicolo a carico di ignoti per uccisione di animali. I primi resti sono stati trovati sabato da una volontaria di una associazione di Osimo, che ha rinvenuto, nella zona di Scossicci, la carcassa di un pastore maremmano con le zampe legate. Da lì gli altri 44, tra cui un gatto.
Molte delle carcasse erano chiuse in sacchi di mangime o terriccio, in quasi tutti i casi ridotti a cumuli di ossa, segno che il sito potrebbe essere stato utilizzato a più riprese nel tempo con le medesime modalità. Gli inquirenti puntano tutto sulle analisi della Scientifica sui materiali plastici dei sacchetti e sui rilievi veterinari, sperando che un dettaglio, anche minimo, possa condurre alla mano, o alle mani, che ha trasformato un fosso in un cimitero dell’orrore. Nei prossimi giorni, i carabinieri forestali procederanno a una bonifica radicale dell’area. Verrà tagliata la vegetazione e, se necessario, si scaverà nel terreno. L’associazione Oipa invita nuovamente: «Chiunque sappia qualcosa si faccia avanti, senza avere timore per eventuali testimonianze».
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…altra ipotesi: qualche veterinario abusivo che fa dei buoni sconti per la pratica di eliminare queste povere bestie e per i più diversi motivi? Mah… gv