«Qualità del Tpl e solidità industriale
garantiti con cinque ambiti territoriali»

TRASPORTI - La proposta della Cisl alla Regione. Il segretario regionale Marco Ferracuti: «Così il servizio sarà progettato sui bisogni reali di chi studia, lavora, si sposta per cure o per turismo»

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L’incontro di oggi tra i rappresentanti Cisl e della giunta regionale

«Cinque ambiti che corrispondo alle province per considerare la qualità del servizio, standard omogenei e solidità industriale». Queste le linee guida al centro della proposta Cisl in vista del bando di gara per l’affidamento da parte della Regione dei servizi di trasporto pubblico.

Una proposta formalizzata dal segretario generale di Cisl Marche Marco Ferracuti: «Penso a cinque ambiti territoriali che corrispondano alle attuali province, non un solo ambito regionale e nemmeno una eccessiva parcellizzazione e questo per garantire investimenti, livelli occupazionali e qualità dei servizi».

incontro-cisl-tpl-3-650x488“Marche in rete. Il trasporto pubblico locale che unisce territori, persone e opportunità” è stato il tema proposto e discusso oggi da Cisl Marche e Fit Cisl alla Domus Stella Maris ad Ancona. Saluto introduttivo del sindaco Daniele Silvetti poi la tavola rotonda, moderata dalla segretaria generale Fit Cisl Marche Daniela Rossi, che ha visto protagonisti il presidente di Anci Marche Marco Fioravanti, il presidente di Asstra Enrico Diomedi, il presidente di Anav Lorenzo Fiorelli, il segretario generale di Cisl Marche Marco Ferracuti, l’assessore regionale Francesco Baldelli e il segretario nazionale Fit Cisl nazionale Salvatore Pellecchia.

Incanala la discussione Daniela Rossi: «Individuare le fragilità per tradurle in opportunità di sviluppo. Ci sono spazi di miglioramento, per la riorganizzazione della rete, condivisione con la Regione per un tpl che attrattivo e conveniente, con aziende solide e strutturate». Carlo Carminucci: «I volumi della mobilità dicono che nel 2023 è risultato in calo del 10% (rispetto al 2019) il numero dei passeggeri trasportati. C’è bisogno di riequilibrio modale. Con risorse economiche minori (il trasferimento è di 70 euro pro capite contro i 106 di media nazionale) nelle Marche si riescono a garantire servizi maggiori. Le proposte: promuovere l’aggregazione delle imprese, programmazione a lungo termine, servizi innovativi, coinvolgimento degli utenti e welfare aziendali».

incontro-cisl-tplAlessandro Lucchetti ha detto: «Elaborare politiche pubbliche che rispondano alle esigenze del territorio. La Regione può pianificare l’offerta ma non dettare norme in materia di selezione dei gestori del servizio. Bisogna capire di cosa hanno bisogno i marchigiani per poi inserire queste esigenze nel bando di gara. Due i momenti significativi: la modalità di affidamento del servizio e l’affidamento della gara».

Il punto di vista di Regione nelle parole dell’assessore Francesco Baldelli: «Andiamo verso la gara e lo faremo coinvolgendo i Comuni e le imprese, un momento storico per le Marche. Il sistema marchigiano del Tpl con le poche risorse del riparto nazionale ha dimostrato di essere molto efficiente. Nel prossimo triennio ci saranno 38 milioni in più di cofinanziamento regionale per il trasporto su gomma». L’analisi di Salvatore Pellecchia: «Il ministro ha assicurato l’incremento delle risorse alle Marche per il Tpl e dunque è necessario creare quel circolo virtuoso capace di riequilibrare i trasferimenti senza togliere niente a nessuno ma premiando le regioni virtuose. L’impegno è per un Tpl che sostenga le esigenze dei territori, con la Regione Marche apriamo un tavolo stabile che porti ai risultati indicati. La voce dei lavoratori è ascoltata, il documento Cisl nasce dai loro contributo. Saremo un sindacato esigente, responsabile, pronto a costruire soluzioni concrete. Un investimento sul futuro».

La riflessione del segretario generale di Cisl Marche Marco Ferracuti: «L’obiettivo è costruire una proposta rispetto a una sfida delicata come è quella della gara attesa da venti anni. Tenere insieme Enti locali, cittadini e lavoratori: per questo serve una visione coerente. L’ambito regionale rischia di creare soggetti dominanti, un ambito troppo locale rischia di produrre servizi scarsi per incapacità di investire. Dunque una scelta mediana, quella di cinque ambiti che corrispondo alle province, che consideri qualità del servizio, standard omogenei, mantenimento del livello occupazionale, meccanismi di controllo, trasparenza, solidità industriale. Alla Regione facciamo cinque richieste: una governance che superi la frammentazione, un piano industriale che ridisegni davvero la rete dei collegamenti rendendoli corrispondenti ai nuovi bisogni dei lavoratori, flussi turistici, cittadini ed ancora tutela dei lavoratori, prevedere strumenti per promuovere la partecipazione e un sistema di monitoraggio che misuri risultati, qualità e soddisfazione degli utenti. In sintesi il servizio deve essere progettato sui bisogni reali di chi studia, lavora, si sposta per cure o per turismo».



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