«Evasione fiscale? Basta generalizzare,
tante aziende in difficoltà»

ECONOMIA - Enzo Mengoni, presidente Confartigianato: «Alla presentazione di "Tec – Tax Evasion and Corruption" piccole imprese e i lavoratori autonomi additati come evasori. Danno d'immagine per lavoratori e imprenditori onesti»

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Enzo Mengoni

«Alla presentazione di “Tec – Tax Evasion and Corruption” piccole imprese e i lavoratori autonomi additati come evasori fiscali. Ciò ha generato un danno d’immagine per le imprese locali, in un momento già molto delicato per l’economia regionale». Così Enzo Mengoni, presidente territoriale di Confartigianato, interviene a seguito della presentazione del progetto di ricerca sviluppato dal dipartimento di economia e diritto dell’Università di Macerata, insieme alle università di Catania e di Urbino.

«Bisognerebbe prima di tutto fare una netta distinzione tra lavoratori autonomi (liberi professionisti) e imprenditori artigiani – prosegue Mengoni -, con quest’ultimi che hanno infatti costi vivi assai maggiori e margini ridotti, producendo beni e non servizi.
Sarebbe stato poi più utile nella relazione conclusiva, entrare nei dettagli dei dati relativi ai vari territori. Ciò ha generato infatti un danno d’immagine per le imprese locali, in un momento già molto delicato per l’economia regionale. In particolare, stiamo vivendo una crisi nei settori storici, come quello della moda e del commercio, mentre le piccole imprese artigiane faticano ad adattarsi a un contesto internazionale sempre più chiuso.
Confartigianato, che da sempre lavora sul campo e conosce da vicino la realtà delle imprese locali, è perfettamente consapevole della differenza tra la quotidianità delle nostre aziende e quanto descritto nel progetto».

Per il presidente «la rappresentazione delle imprese italiane come “evasori fiscali” è troppo spesso generalizzata e ingiusta. Ci sembra di rinverdire un concetto ormai superato che genera solo scontro tra classi sociali. Questa visione non solo non rispecchia la realtà, ma dimentica l’impegno quotidiano di migliaia di imprenditori e lavoratori che operano nel rispetto delle regole, contribuendo al Paese con il loro lavoro, il pagamento delle tasse e la creazione di occupazione. L’evasione è un fenomeno complesso e strutturale, e dipende da un’eccessiva complessità normativa, una pressione fiscale elevata, un’economia sommersa ed i ritardi nei pagamenti e difficoltà economiche».

Per combattere l’evasione fiscale Mengoni parla di «politiche e misure che vadano oltre le facili etichettature. In particolare, chiediamo un sistema fiscale più semplice, chiaro e meno esoso, con una riduzione del cuneo fiscale e contributivo, che consenta di rendere gli stipendi più vantaggiosi per i dipendenti (che oggi prendono mediamente la metà di quanto costano alle imprese). Bisogna svolgere controlli efficaci e uniformi, che possano garantire l’equità senza creare pesi insostenibili per chi lavora correttamente. Servono strumenti che incentivino la regolarità, premiando chi agisce nel rispetto delle leggi. Infine sono fondamentali politiche che sostengano chi produce valore, incentivando l’economia legale e sostenibile. Inoltre, è importante che vengano previste sanzioni per chi delocalizza dopo aver beneficiato di contributi pubblici statali e regionali, svuotando le economie locali».

Evasione, il 67% dal lavoro autonomo. Una piccola impresa ha il 3 percento di possibilità di essere controllata



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