
Un momento dell’incontro dal titolo “Oltre la polvere”
«Meglio in carcere che morto». Dopo il coraggio della madre civitanovese che, inconsapevolmente, ha dato il via all’operazione Potentia che ha permesso di sgominare un giro di droga tra Civitanova, Potenza Picena e Cosenza, a intervenire è il circolo potentino di Fratelli d’Italia.
«C’è un punto, in questa vicenda, che pesa più di ogni sequestro e più di ogni arresto, e che merita di essere messo al centro del racconto pubblico: il coraggio solitario di una madre – si legge nella lettera aperta dei meloniani di Potenza Picena -. Una donna che ha scelto di spezzare il ricatto morale e criminale che teneva in ostaggio suo figlio, decidendo di denunciare. Un gesto tutt’altro che scontato, perché opporsi allo spaccio significa esporsi, rompere il silenzio comodo, affrontare la paura senza alcuna garanzia di protezione immediata».

I carabinieri durante l’operazione
È da lì che l’operazione “Potentia” ha preso forma. «Non da un algoritmo – sottolinea Fdi – non da una casualità investigativa, ma da una coscienza civile che ha rifiutato di voltarsi dall’altra parte. Un elemento che assume un peso ancora maggiore se letto nel contesto più ampio delle recenti operazioni condotte sul litorale maceratese, dove, proprio in queste ore, è emersa l’ennesima conferma di quanto il traffico di stupefacenti non conosca confini locali né improvvisazione, ma risponda a strutture organizzate, ramificate e di respiro sovranazionale. Questa storia ci ricorda che la droga non è un fenomeno marginale né folkloristico. Attraversa famiglie, professioni, comunità apparentemente tranquille. E prospera proprio dove il silenzio diventa complicità, dive l’abitudine all’illegalità finisce per essere scambiata per normalità. Per questo il ruolo dei cittadini è decisivo».

Il gruppo locale di Fdi
Fratelli d’Italia evidenzia come «la legalità non è un concetto astratto né uno slogan buono per le ricorrenze: è una responsabilità quotidiana che, talvolta, chiede scelte scomode, esposte, non più rinviabili. Senza quel primo atto di rottura, nessuna indagine – per quanto complessa e articolata – avrebbe potuto prendere avvio». È il messaggio che il Circolo di Fratelli d’Italia ha voluto richiamare anche con l’iniziativa “Oltre la polvere”: «Andare oltre la superficie rassicurante, oltre l’emergenza trattata a intermittenza, per affermare una cultura della responsabilità, della prevenzione e della vigilanza civile. In questa prospettiva, appare quanto mai opportuno valutare con favore l’istituzione nelle Marche di una sezione della Direzione investigativa antimafia: una struttura interforze ad alta specializzazione, capace di leggere i segnali prima che diventino macerie, e di rappresentare un presidio strategico stabile a tutela del territorio e della comunità. Perché senza il coraggio dei singoli, e senza istituzioni adeguate a sostenerlo, la polvere si deposita. E sotto quella polvere, la criminalità continua indisturbata a prosperare».
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Siamo piacevolmente colpiti dall’intervento documentato in questo articolo.
Però se riflettete bene non è il senso civico che ha animato la mamma coraggio che non conosciamo, presumiamo però sia disperazione delle tante famiglie lasciate sole ora come allora, negli anni 70, 80, 90.
Ringraziamo l’avvocato Bommarito per aver suggerito della DIA finalmente nelle Marche. Sarà ora che dite?
Avete il governo regionale da sei anni e nessuno ha pensato a sollecitare quello che Salvatore Borsellino disse venendo da noi? Oppure quello che disse Gratteri sulle mafie a macchia di leopardo?
La situazione è nota a tutti, concretamente, siamo ancora ai convegni.
Grazie all’arma dei carabinieri che comunque ha bisogno di personale specializzato.
E’ previsto dal governo Nazionale?