
di Laura Boccanera
Hosvi verso la cessione al gruppo Streni: il gruppo imprenditoriale civitanovese attivo nei settori della pelletteria e dell’immobiliare, ha manifestato un interesse preliminare nei confronti dello chalet del lungomare nord avviando una fase di interlocuzione e confronto con i soggetti coinvolti.

Un percorso ancora in divenire, finalizzato a valutare le potenzialità della struttura e la sostenibilità complessiva dell’operazione. Il gruppo Streni ha già acquisito nel 2024 lo chalet Arturo e ora l’attenzione si concentra anche sullo storico Hosvi. «Si tratta di una fase esplorativa – spiegano i diretti interessati – le analisi in corso sono rivolte a comprendere l’effettiva fattibilità dell’operazione, sia sotto il profilo economico sia in relazione alle caratteristiche del territorio e del contesto urbano in cui lo chalet è inserito».

L’eventuale passaggio di Hosvi si inserisce in un processo più ampio che negli ultimi 10 anni ha interessato il turismo balneare civitanovese. Numerosi stabilimenti hanno cambiato gestione, contribuendo a ridefinire l’offerta e l’organizzazione del litorale. Un’evoluzione accompagnata anche dall’incertezza normativa legata alla direttiva Bolkestein, che ha inciso sulle scelte di molti concessionari, tra timori per il futuro delle concessioni e necessità di ripensare modelli di investimento e gestione. Il volto della spiaggia è progressivamente cambiato: accanto alla tradizionale funzione balneare si è affermata una proposta più articolata, che integra ristorazione, servizi, cura degli spazi e momenti di socialità, intercettando una domanda sempre più orientata all’esperienza complessiva, oltre alla semplice fruizione del mare.
Sul lungomare sud questo processo è stato particolarmente evidente. Il passaggio di alcune strutture da gestioni storiche a nuove formule imprenditoriali ha portato a investimenti importanti sulle strutture e sull’offerta. A fare da apripista è stato lo Shada, seguito negli anni da realtà come Calamaretto, Petè, Madeira (dopo la cessione dello storico Marebello di Alfredo Mandolesi), Gigetta e altri stabilimenti come Otto, Giovanni e Anna. Accanto a queste trasformazioni restano esperienze consolidate che continuano a operare con continuità, come Raphael Beach o il Lido Cristallo, o Rolando gestito da oltre sessant’anni dalla famiglia Bevilacqua. Sul lungomare nord, caratterizzato da una spiaggia più sabbiosa e da una vocazione fortemente legata all’attività elioterapica, la presenza di gestioni storiche è ancora più diffusa, pur in un contesto che inizia a mostrare segnali di cambiamento.

Hosvi (Osvalda per chi ha più di 40 anni) rappresenta un punto di riferimento per più generazioni di civitanovesi. Negli anni Ottanta e Novanta a accolto comitive di giovani e, ancora oggi, continua a essere uno spazio di aggregazione molto frequentato, soprattutto da gruppi di ragazzi che scelgono quel tratto di spiaggia per trascorrere pomeriggi e serate.
Al momento non sono noti eventuali progetti futuri sulla struttura. «Non esistono progetti definitivi né decisioni già assunte sul futuro della struttura – proseguono dal gruppo Streni – ogni eventuale sviluppo ulteriore sarà valutato con attenzione». Per la stagione 2026 non sono previsti investimenti significativi, mentre lo scenario successivo al 2027 resta legato anche agli esiti delle future procedure di gara, che potrebbero incidere ulteriormente sull’assetto del litorale e sull’evoluzione complessiva del turismo balneare cittadino.
(foto Federico De Marco)
Mi dispiace
Tutto questo interesse per gli chalet si vede che rendono bene
Ambe.... auguri
Civitanova svenduta
Tiziana Streppa cifre da un milione di euro,lei dice svenduta????
Tiziana Streppa la legge anti bolkenstein attuale tutela chi compra non chi conserva.
Mariano Nasconi infatti con la spiaggia e terra di tutti
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