di Laura Boccanera
Stretta del Viminale sui locali dopo la strage di Crans Montana. Dopo l’annuncio di Giorgia Meloni di voler proibire le candele scintillanti nelle discoteche è arrivata alle prefetture la direttiva del ministro Piantedosi per intensificare i controlli nei locali da ballo. Dalle Marche i gestori plaudono, ma avvertono: «ben vengano i controlli, ma il problema resta l’abusivismo».
La misura scattata prevede, nonostante le stringenti norme in materia di sicurezza già previste per tutti i locali con licenza di pubblico spettacolo, controlli ancora più capillari in chiave preventiva. La direttiva prevede riunioni del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica con la presenza dei comandanti provinciali dei Vigili del fuoco e la partecipazione delle associazioni rappresentative dei pubblici esercenti e dei referenti dell’ispettorato del lavoro per un’analisi di contesto della situazione a livello provinciale, coinvolgendo anche polizia locale e uffici di polizia amministrativa delle questure.

Il Brahma
Tutte misure che vengono valutate positivamente dai titolari e gestori dei locali notturni della provincia di Macerata, anche se, tra i più, è opinione comune che il problema e la prevenzione vada cercata altrove. E in alcuni casi gli esercenti sono addirittura più avanti della normativa dal momento che le candele scintillanti già sia da I Am a Porto Recanati che nei locali degli Ascani Brahma e La Serra sono già state abolite.
E c’è chi come Edoardo Ascani ha in progetto anche un intervento pionieristico come la guida all’evacuazione da mandare sui monitor del pre-sigla della serata, illustrando uscite di emergenza e posizione degli estintori: «Credo che i controlli siano legittimi e sacrosanti, un po’ tardivi perché non c’era bisogno di aspettare il lutto e le morti per prendere provvedimenti. Detto ciò credo che la sicurezza in Svizzera sia stata gestita in modo alquanto discutibile. I locali di pubblico spettacolo come il Brahma hanno un piano di sicurezza dal punto di vista tecnico all’avanguardia. Il dramma sta in quei locali che organizzano feste occasionali con una Scia senza le prescrizioni richieste a chi fa pubblico spettacolo. Sulle candele luminose per noi non c’è alcun problema, anzi le avevamo già rimosse, era qualcosa che veniva fatto per accontentare i clienti, ma noi non l’abbiamo mai usate. E anzi stiamo pensando anche ad andare oltre. L’idea che abbiamo avuto è quella di fare prevenzione con dei video da mandare prima della sigla illustrando le misure di evacuazione, le vie di fuga, la posizione degli estintori. Abbiamo a disposizione la tecnologia per farlo e anche se al Brahma l’impianto di areazione è nuovissimo e tecnicamente all’avanguardia, tutti i materiali, dai divani al cartongesso sono ignifughi, abbiamo 12 uscite di sicurezza che danno su un parcheggio quindi con condizioni logistiche perfette, abbiamo pensato che un’iniziativa come questa sia utile per fare prevenzione».

Aldo Ascani
Gli fa eco Aldo Ascani titolare de La Serra locale che ha fatto da apripista nell’eliminazione delle scintille pirotecniche, sostituite con torce led: «sono contento di questi controlli, avrebbero dovuto esserci prima. Da parte di chi da una vita denuncia i locali che fanno pubblico spettacolo senza averne la licenza mi auguro solo che la stretta investa anche tutte quelle attività che da bar diventano sale da ballo.
Altrimenti si controlla chi ha la licenza e si trascura proprio quei locali che sono più vulnerabili e carenti sotto il profilo della sicurezza. Se si vuole agire con serietà andrebbero eliminate quelle Scia (la segnalazione certificata di inizio attività, una procedura semplificata per eventi temporanei) che consentono l’intrattenimento da pubblico spettacolo a locali che non hanno i parametri di sicurezza richiesti alle discoteche che invece devono essere a norma su vie di fuga, uscite di sicurezza illuminate, antincendio, certificazioni dell’impianto elettrico, uscite di sicurezza e perfino un sistema autonomo di sicurezza che consente l’erogazione di energia ad un microfono che guida le procedure di evacuazione in caso di distacco dell’energia».

Gian Marco Iacoponi, titolare I Am Porto Recanati
Sicurezza al top anche per I am a Porto Recanati, l’ex Mia che per via della sua capienza eccezionale (può contenere fino a 2500 persone) ad ogni serata ha addirittura il presidio fisso dei vigili del fuoco e un’ambulanza della Croce rossa: «Noi avevamo già preventivato tutto ciò che ora diventa norma – aggiunge Gian Marco Iacoponi, gestore di I Am e di altri locali nelle Marche – non abbiamo mai usato le fiaccole e ci atteniamo scrupolosamente al certificato di prevenzione incendi che viene redatto con il controllo da parte dei vigili del fuoco prima dell’apertura del locale che quanto è sulla carta sia conforme allo stato dell’arte e che nulla sia stato modificato. Il nostro modo di fare intrattenimento notturno è molto controllato. Ovviamente il nostro settore è colpito dall’abusivismo perché è molto facile passare da bar e ristorante ad una situazione danzante.
Ma noi lo facciamo in modo professionale, forse i controlli andavano fatti prima, comunque ben vengano, chi è in regola non ha nulla da temere».

Stefano Salvucci (Donoma)
Stefano Salvucci, preposto del Donoma non teme controlli: «li abbiamo sempre avuti – dice – il Donoma è in regola con tutta la normativa vigente: abbiamo un soffitto di quasi 8 metri e tutti i materiali sono ignifughi.
Nel corso degli anni ci sono stati diversi controlli quindi per noi non è una novità, può sfuggire un aggiornamento, ma vie di fuga e quant’altro sono sicurissime e certificate anche dai vigili del fuoco che ispezionano che il locale sia conforme al piano di sicurezza. Anche quando ci sono state criticità per l’azione scriteriata di chi ha spruzzato spray al peperoncino le operazioni di evacuazione si sono sempre svolte nella massima tranquillità. Il problema è altrove: nei dj set improvvisati che richiamano centinaia di persone senza controlli, nei bar ristoranti che fanno cene danzanti e in tutte quelle sacche di irregolarità che non hanno le stesse prescrizioni per la sicurezza che abbiamo noi».
Luigi Capparucci si capito frà?
C'è un proverbio che dice.... Si chiude la stalla quando i buoi sono usciti!
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