Accordo tra Ue e Mercosur,
Cogliandro contro Alessandrini:
«Pericolo? Macché, è un’opportunità»

MACERATA - La posizione del Partito Liberaldemocratico opposta a quella del rappresentante del Carroccio: «Le aziende della provincia non vanno "protette" dalla concorrenza internazionale, bensì spinte a crescere per conquistare nuovi mercati»

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Cogliandro

Riccardo Cogliandro

Accordo di libero scambio tra Unione europea e Mercosur. Il Partito Liberaldemocratico – rappresentato nel Maceratese da Riccardo Cogliandro – interviene dopo la posizione espressa nei giorni scorsi da Aldo Alessandrini (Lega) che ha dichiarato la posizione preoccupata della Lega per gli imprenditori maceratesi del settore agroalimentare. Cogliandro e il partito esprimono invece una posizione diametralmente opposta.

«Sempre più spesso la politica nazionale si rivolge alla pancia degli elettori – esordisce il rappresentante del partito -. La politica maceratese non fa eccezione. Nei giorni scorsi il capogruppo della Lega in consiglio comunale, Aldo Alessandrini, ha dichiarato la preoccupazione del suo partito per l’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e il Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay). Una posizione, nelle su intenzioni, a difesa del settore agricolo maceratese, ma in realtà contro l’intera economia provinciale».

Cogliandro entra allora nel merito della questione: «Per leggere correttamente la realtà, senza affidarsi a dichiarazioni demagogiche, è necessario partire dai fatti e dai dati. L’accordo UE-Mercosur creerà la più grande zona di libero scambio al mondo: 700 milioni di cittadini per un mercato pari al 20% del Pil mondiale. L’accordo prevede garanzie e opportunità per tutti i Paesi coinvolti, soprattutto per Paesi come l’Italia caratterizzata da grandi eccellenze nei settori agroalimentare e manufatturiero. Nell’accordo si tutela il comparto agroalimentare grazie al riconoscimento di 344 indicazioni geografiche europee, di cui 57 italiane; è previsto il divieto di imitazioni, termini, simboli o bandiere fuorvianti; la probabile estensione delle suddette garanzie a tutti i Paesi dell’America Latina; la previsione di meccanismi di riduzione delle importazioni in casi specifici».

Secondo il Partito Liberaldemocratico sono «innumerevoli soprattutto le opportunità: riduzione fino ad azzerarsi dei dazi previsti dai Paesi del Mercosur sull’export europeo (oggi 35% su automobili e vino; 28% sui formaggi; 20% su beni industriali e manufatturieri) per un risparmio di 4 miliardi per le aziende europee che già esportano in Sud America. Vengono previste agevolazioni all’ingresso per le aziende medio piccole, con aspettative di aumento del 50% delle esportazioni agricole europee. Nel 2016, sulla falsariga di quanto sta accadendo ora, molti partiti di destra e di sinistra cercarono di ostacolare l’accordo di libero scambio tra UE e Canada (Ceta). Dopo 10 anni è possibile tracciare un bilancio: +51% l’aumento dell’export europeo verso il Canada; +40% l’export agricolo europeo».

Riguardo il Maceratese, Cogliandro sostiene che «le aziende della provincia di Macerata non vanno “protette” dalla concorrenza internazionale, bensì spinte a crescere per conquistare nuovi mercati. Macerata città dovrebbe riassumere il ruolo guida della provincia caratterizzando la propria offerta culturale con iniziative dal respiro nazionale ed internazionale. Solo così la nostra identità culturale saprà creare ponti e legami in nuovi mercati, in cui accompagnare e introdurre le eccellenze aziendali del territorio. Il Partito Liberaldemocratico crede che la stagnazione attuale possa essere superata solamente con più concorrenza e più crescita».

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